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Yoga per il cuore

Superare la fine di una storia

Ci siamo passati tutti: tristi e inconsolabili, il film di tutti i bei momenti passati insieme proiettato nei nostri pensieri giorno e notte. Uno strazio da cui abbiamo pensato che non ci saremo mai ripresi. E invece la vita è andata avanti, il tempo ha fatto il suo corso, una mattina ci siamo svegliati e i colori avevano ripreso intensità, l’animo era tornato a sorridere, il cuore caldo e vitale.

Non dura il bello, ma non dura nemmeno il brutto. Cosa vi propongo oggi? Di far durare il brutto il meno possibile!

Lo yoga come sappiamo serve a rilassare la mente, a trovare la nostra pace e forza interiore, il nostro equilibrio, noi stessi. Se senza l’altro ci sentiamo persi allora è giusto ritrovarci; se siamo tristi è giusto rianimarci, ricordarci che la nostra persona più importante siamo noi, e solo amandoci e prendendoci cura di noi stessi saremo abbastanza forti da amare e prenderci cura degli altri.

 

Un rito quotidiano, tre fasi.

  1. Sfoga le emozioni e guarisci il tuo cuore

Iniziamo con un po’ di Yin Yoga per lavorare sulla parte emozionale, tutte e quattro le pose sottostanti servono a farci sentire rilassati e al sicuro, come se praticandole venissimo avvolti da una sfera energetica che ci isola dal resto del mondo. Siamo noi con noi stessi. Prendetevi 4-5 minuti per ognuna, sciogliete le tensioni emotive, lasciate andare tutto ciò che non potete più tenere dentro di voi, smantellate i pilastri stanchi su cui non potete più poggiare e create le vostre nuove radici, all’inizio saranno fini e deboli, ma la volontà di stare meglio le nutrirà posa dopo posa, giorno dopo giorno, fino a risvegliarvi querce secolari.

 a. L’Angolo Piegato (Baddha Konasana)

Iniziate la pratica da questa posa: unite le piante dei piedi, tenendovi alle caviglie aprite le ginocchia verso il pavimento e cercate l’apertura delle anche e del bacino. Libertà e capacità di espressione si palesano anche attraverso il tronco, forte ed eretto.

 b. Il Cucciolo (Uttana Shishosana)

Una posa per aprire il cuore, perché la sofferenza momentanea non lo faccia richiudere in se stesso. La posa del cucciolo apre il petto, allunga la schiena e detensiona le spalle. Permettete al cuore di sciogliersi verso il pavimento, il mondo non ha bisogno di cuori di pietra.

c. Il Piccione (Eka Pada Rajakapotasana)

Questa posa vi aiuta ad aprire le anche ma soprattutto a liberare tutte le emozioni represse: non tenetevi nulla dentro, per essere forti avete tempo, in una fase iniziale è giusto ed umano sfogare la delusione, la rabbia e il dolore. Sperimentate le vostre emozioni durante questa posa, rilassate il collo, i muscoli del viso, l’addome.

Siate orgogliosi e dignitosi sempre, ma repressi mai.

d. Il Bambino (Balasana)

Una posa che permette un dolce stretching passivo: rilassate la mente e guardate lo stress scivolarvi di dosso mentre ritornate ad uno stato di infantile purezza. Accarezzate con la memoria quei momenti in cui vi siete addormentati tra le braccia dei vostri genitori, leggeri e senza pensieri, sicuri che vi sareste svegliati nel vostro letto… Risperimentate la fiducia e la sicurezza anche nel vostro momento di maggiore debolezza.

 
  1. Perdona e vai avanti

Nel momenti difficili, quando ci sentiamo sopraffatti dagli eventi, vorremmo gridare, sfogare le energie che si accumulano vorticose dentro di noi per sentire finalmente un po’ di pace.

È allora che dobbiamo affidarci al Vinyasa Yoga, una pratica dinamica che unisce ad ogni movimento la sua respirazione, liberando la mente da pensieri futili e portandola dentro e fuori di noi, dove il corpo diventa elegante ed equilibrato. Provate a fluire attraverso queste pose in modo sequenziale per sentirvi forti e coraggiosi. Sudate via tutto ciò che vi intossica.

a. Il Cane a testa in giù a tre gambe (Eka Pada Adho Mukha Svanasana)

Sfruttate questa bellissima posa non solo per allungare e fortificare tutto il corpo, ma per cambiare il vostro punto di vista e vedere le cose da una nuova prospettiva! Una fine diventa un nuovo inizio; un brutto momento lo sprone per migliorarci; un abbandono un’occasione per ritrovarci.

b. L’umile Guerriero (Baddha Virabhadrasana)

Forti come guerrieri, umili grazie all’esperienza: ricordatevi che avete imparato qualcosa su di voi, sull’altra persona, sui rapporti, sull’amore, sul perdono. Fate tesoro delle esperienze, belle o brutte che siano, insieme contribuiscono a costruire la persona che siete. La parola d’ordine è:

RESILIENZA:

la magnifica capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita di fronte alle difficoltà. E’ la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità che la vita offre, senza perdere di vista la propria umanità.

c. Il Guerriero III (Virabhadrasana III)

Questa posa testa la nostra forza e il nostro equilibrio psicofisico proprio quando uno dei nostri due pilastri (le gambe) non c’è. In analogia con la coppia formata da due individui, il Guerriero III ti insegna che sei forte abbastanza da restare in equilibrio anche su un piede,mentre sostieni tutto il tuo peso. Sei forte, molto più di quanto avresti immaginato! Questa consapevolezza ti donerà una rinnovata serenità mentale anche nei momenti più duri.

d. La Sedia Girata (Parivrtta Utkatasana)

Questa è una magnifica posa disintossicante: immagina di strizzare via tutte le energie negative, i dolori del vecchio te, per fare posto alla nuova persona che stai già diventando. Trova in te la tenacia per restare in questa posa, respira profondamente, fai entrare aria nuova nei tuoi polmoni!

     

3. Medita e ritrova te stesso

Siamo all’ultima fase di questo rito quotidiano, è il momento di ritrovare una connessione chiara e profonda con te stesso. Siediti comodo, respira consapevolmente, lasciati andare, trova un posto pacifico in cui la felicità consista nell’essere solo e a tuo agio con te stesso. Tu sei abbastanza!

Infine, pratica il distacco, che è parte dello yoga, non inteso come indifferenza, ma come pura presa di coscienza che nulla è permanente.

Nella consapevolezza che la fine è inevitabile, proprio per la nostra natura mortale, sarà più facile gestire e lasciar andare i nostri legami. Ci sono cose che non possiamo controllare, ma possiamo imparare a star bene con noi stessi: in questo modo saremo più distesi nei rapporti interpersonali, liberi da paure e insicurezze.

Buona pratica e Felice risalita

Amatevi <3

 

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