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  • LEZIONI MINIGRUPPO PILATES
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Pre-allenamento, cosa mangiare?

Nella mia esperienza di giovane insegnante non sono state poche le volte in cui allievi e allieve si sono lamentati di qualcosa che avevano mangiato prima della lezione. A volte cibi all’apparenza innocui, altre un po’ meno, il fatto è che non c’è nulla di più antipatico che praticare con lo stomaco in subbuglio!

Cosa mangiate prima dei vostri allenamenti?

Darvi la carica prima di allenarvi può fare la differenza sulla vostra prestazione, ma sicuramente mangiare la cosa sbagliata, combinare male più alimenti o sbagliare le dosi, può appesantirvi e invertire la peristalsi. In parole più semplici può sembrarvi che il cibo voglia ritornare su!

Oggi vi propongo degli spuntini pre-allenamento di cui non vi pentirete!

 
  1. Banana, mandorle, sedano

 

Questo trio un po’ inusuale è una combinazione ideale per darvi le energie giuste per un buon allenamento. La banana vi darà una botta di energia grazie ai carboidrati e alla vitamina B in essa contenuti. Le mandorle rallenteranno l’assorbimento degli zuccheri della banana nel vostro sangue, dandovi un sostegno a lunga durata.

Il sedano, ma in generale le verdure a foglia verde, vi daranno i sali minerali necessari a bilanciare questo spuntino.

Come quantità vi suggerisco da mezza ad una banana, 4-8 mandorle e un gambetto di sedano. Consumate questo spuntino masticando a lungo, senza fretta e almeno mezz’ora prima dell’allenamento.

 
  1. Smoothie!

 

I frullati, che occasione per sbizzarrirsi! Come cibo pre-workout stanno diventando sempre più comuni e apprezzati per ovvie ragioni.

Si fanno in un attimo, non avendo pezzetti si digeriscono velocemente e possono essere consumati ovunque!

La trappola sta nel fatto che sono buonissimi, e di cose buone se ne vuole sempre in quantità. O peggio ancora si mischiano insieme duecento ingredienti, col risultato che, anche se frullati e irriconoscibili, il nostro organismo dovrà comunque fare un bello sforzo per processarli.

Il mio consiglio è di scegliere 3-4 ingredienti per i vostri frullati. Come formula vincente immaginate qualcosa del genere:

  • 1 verdura verde (lattuga, sedano, cetriolo, erbe…);
  • 1 carboidrato (frutta, ma anche avena…);
  • 1 grasso (semi di chia, semi di canapa, burro di noccioline, ½ avocado);
  • 1 liquido (acqua, spremuta di un agrume, acqua di cocco…).

In questo modo avrete un frullato bilanciato e completo, che vi assicuri una prestazione duratura e stabile, senza picchi glicemici. Cercate di consumare il vostro smoothie almeno 20 min prima della pratica.

 
  1. Centrifuga di verdure

 

Se il frullato è di facile assimilazione, la centrifuga lo è ancora di più. Parliamo di un succo di verdure, a cui è possibile aggiungere anche una piccola mela verde o un agrume, che vi farà sentire leggeri e pronti per qualsiasi esercizio o asana.

Tra i grandi meriti, la centrifuga ossigena le cellule; contiene meno calorie di un frullato ma è ricca di nutrienti importantissimi. La clorofilla contenuta nelle verdure centrifugate vi aiuterà ad aumentare il livello di ossigeno e nutrienti nel corpo e contemporaneamente ad eliminare scorie per un bell’effetto detox.

Potete bere la vostra centrifuga anche a ridosso della lezione.

 
  1. Toast all’avocado

 

Se cercate qualcosa di più sostanzioso per scongiurare i crampetti da fame ma che si digerisca più facilmente di un mattoncino, questo è il vostro spuntino ideale!

I carboidrati complessi contenuti nel pane (sbizzarritevi con le tipologie di pane), abbinati ai grassi dell’avocado verranno digeriti più lentamente di tutti gli spuntini sopracitati.

Questo vuol dire che, se avete un metabolismo molto veloce, arriverete a fine allenamento senza sentire la pancia brontolare. Condite l’avocado con un pizzico di sale e limone per dargli un po’ di carattere, o seguite la tradizione guatemalteca condendolo con un po’ di zucchero. L’importante è che consumiate il vostro snack almeno 45 minuti prima dell’inizio della lezione.

 
  1. Niente!

 

Non fate quella faccia! Tecnicamente è molto comune praticare a stomaco vuoto, soprattutto di prima mattina.

Se non l’avete mai fatto vi incoraggio a provare! Noterete che avrete più spazio nella cavità addominale per rendere il respiro profondo e la vostra mente sarà più propensa alla concentrazione.

Vi invito comunque alla prudenza, soprattutto se tendete ad avere cali di zucchero questa non è la soluzione più adatta a voi.

Spero che questi piccoli consigli vi saranno utili: qual è il vostro spuntino pre-allenamento preferito? Contribuite a dargli gusto e colore sperimentando sempre nuovi ingredienti in base a ciò che amate e soprattutto alla stagione.

 

Buona pratica!

Seminario “Evolvere mangiando”

Per potersi sentire davvero bene!

Immagine incorporata 1

Dott.ssa Annalisa Chelotti

Counselor e Terapeuta Olistica

 

Sabato 14 Ottobre 2017 dalle h 10,30 alle h 12,30

presso lo studio di Via Guarini 4

 

Scopri perché il tuo corpo ti “parla” attraverso il linguaggio dei sintomi, magari ti senti la

pancia gonfia, o hai spesso mal di testa, oppure non riesci a ottenere e mantenere un

peso forma, o magari il tuo intestino è capriccioso.

Molto semplicemente, ciò che mangi fa la differenza sul tuo corpo. Scoprendo le origini e i

meccanismi del modo di alimentarci e di nutrirci,possiamo evolvere verso uno stato di

ben-essere ed equilibrio psico-fisico ottimale. Noi ci meritiamo la salute, ogni giorno.

Solo che dobbiamo essere noi a occuparcene, ogni giorno e possiamo farlo attraverso il

nutrimento.

 

Esiste in te il desiderio di stare davvero bene?

 

Per partecipare al Seminario è necessaria la prenotazione.

Info e prenotazioni:

tel 011.197.05.609 – 371.181.24.14

email:lagrange@yogapilates.it

Orario segreteria: dal lun al ven dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 20.00

 

Seminario: Nutrimento Consapevole – 13 Maggio 2017

Nutrimento Consapevole

strategie per la salute, il ben-essere psico-fisico e la longevità

con Annalisa Chelotti

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Sabato 13 Maggio 2017

orario 11,00-12,30



Presso lo Studio PPM di Via Guarini 4

Diventare consapevoli di come nutrire al meglio il corpo e la psiche è oggi la chiave per tutelare la nostra salute. Possiamo imparare a usare il cibo come strumento per la prevenzione e come fondamento terapeutico di numerose malattie. Con l’alimentazione è possibile ritrovare l’equilibrio psico-fisico dell’organismo, ottenendo notevoli benefici in termini di ben-essere ed energia vitale, con la conseguente scomparsa di numerosissimi disturbi, incluse le problematiche di obesità e sovrappeso, causati da un metabolismo lento e poco reattivo e da un ambiente interno troppo acido. E’ particolarmente importante adottare un nutrimento sano e corretto soprattutto per i bambini: la potenza della prevenzione ha un valore inestimabile. Viviamo in una società che intossica dal punto di vista emotivo, fisico e mentale: ritmi frenetici, cibo spazzatura, abuso di farmaci, ambienti e abitudini stressanti. Possiamo però individuare le strategie difensive per garantirci un presente e un futuro armoniosi, all’insegna della salute totale. Una volta apprese le linee guida per nutrirci a livello cellulare, abbiamo in mano la chiave della longevità.

 

 

Che il cibo sia per voi la vostra medicina” 

Ippocrate



Per partecipare al Seminario è necessaria la prenotazione poichè l’incontro è a numero chiuso.

Per info e prenotazioni: INCONTRO GRATUITO!

tel 0110686662 – 01119705609

Orario segreteria: dal lun al ven dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 20.00

Come ridurre la nausea con lo yoga in gravidanza

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Gli esercizi di yoga per le donne in gravidanza possono aiutare a fermare la nausea, sono esercizi semplici e veloci che vi faranno sentire meglio durante la gravidanza.

Se si fa yoga durante la gravidanza, si possono trattare alcuni disturbi organici tipici della gravidanza, come la nausea. Lo yoga può aiutare a rilassarsi e avere un maggiore controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni, ciò faciliterà a ridurre la nausea durante la gravidanza. Si tratta di uno dei benefici dello yoga per le donne incinte, che ti aiuta a sentirsi bene dentro e fuori.

Vediamo come ridurre la nausea in gravidanza con lo yoga:

Respirate profondamente e realizzate movimenti morbidi e lenti al risveglio.

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Nell’alimentazione per le donne incinte che fanno yoga, è meglio mangiare spesso, ma in piccole quantità, e  evitare ingredienti irritanti come aglio e cipolla cruda.

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Durante gli esercizi di yoga, si consiglia di bere succo di mela, come bevanda reidratante.

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Un esercizio di respirazione yoga che mira a ridurre la nausea, consiste nel portare la punta della lingua al palato superiore, aprendo leggermente la bocca, da dove prenderemo l’aria che viene poi verrà espulsa attraverso il naso. Ripetere l’esercizio da 5 a 10 volte.

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NIRAGADA – Il Sole ha l’oro in bocca.

Il rimedio per mantenere efficiente il sistema digerente, sin dal mattino.

In sanscrito la parola Niragada significa letteralmente “distruttore di tossine” (dove agada sta per tossine). Nella tradizione ayurvedica con questo nome si indica una polvere, frutto della macinatura fine di vari tipi di erbe e spezie, tra cui Triphala, tarassaco, centella asiatica, zenzero, liquirizia, pepe, curcuma. Si consiglia di utilizzare questo prodotto, in forma di tisana, al mattino a digiuno, prima di dedicarsi allo yoga e dopo aver svolto le pratiche quotidiane di pulizia e cura della propria persona consigliate dall’Ayurveda (auto massaggio, applicazione di oli per i cinque sensi, utilizzo del nettalingua e di crema sul viso). A livello fisiologico, lo scopo di Nigarada Tisana è quello di favorire il distacco delle tossine dai tessuti e di stimolare il sistema metabolico: il suo utilizzo costante e porta una progressiva purificazione degli organi, aumentando la sensazione di leggerezza del nostro apparato digestivo.

L’azione depurativa di questa polvere si esplica inibendo l’accumulo di tossine all’interno degli organi, permettendo dunque una maggiore elasticità e pulizia dei vari “canali”, in particolare di quelli della digestione della circolazione, con lo scopo di combattere obesità, stitichezza e ristagno di gas intestinali.

Come preparare la tisana e quando assumerla

Per assumere correttamente il prodotto, aggiungere la punta di un cucchiaino di polvere Niragada in mezza tazza d’acqua e portare a ebollizione; lasciare bollire per qualche minuto, filtrare e bere la tisana calda, preferibilmente al mattino digiuno, attendendo almeno mezz’ora prima di fare colazione. Nella stagione estiva la tisana può essere preparata in anticipo e consumata a temperatura ambiente: posta all’interno di un contenitore di vetro, si conserva per diversi giorni senza perdere le proprietà curative.

Una curiosità? Il deposito che si forma sul fondo può essere spalmato sul corpo per ridurre il grasso e tonificare i tessuti!

 

Digiuno post-feste per depurare il corpo

 

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Il digiuno salutare consiste nell’ astinenza da cibo solido per un breve periodo di tempo. Questa pulizia ci aiuta a liberarci delle tossine e sostanze chimiche che possono risiedere nel nostro interiore, oltre ad essere un momento di riflessione interna e di meditazione inestimabile.

In questi giorni di feste, arriva uno dei momenti migliori per ricordarci delle persone a noi care, vicine e lontane che, chissà, non hanno molti mezzi o agi come noi.

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Pochi giorni per nutrire l’anima e nutrirci di alimenti non solidi come succhi di frutta naturali o frullati ricchi di vitamine, aminoacidi e altri componenti necessari per mantenere i nostri livelli di energia.

Tra i principi ayurvedici seguiti dalla filosofia dello yoga, il Digiuno intermittente è di grande importanza, sempre con un controllo delle caratteristiche di ogni singolo e cercando il momento giusto, un momento in cui possiamo abbassare i livelli di attività nella nostra vita.

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L’organo che maggiormente risente dell’eccesso di grassi e zuccheri offerti da panettoni e pandori è il fegato. Per depurarlo consigliamo una tisana a base di piante officinali ad azione carminativa, capaci cioè di favorire l’espulsione di gas dallo stomaco e dall’ intestino e a base di piante con proprietà coleretiche, in grado di favorire la produzione della bile e il suo deflusso verso l’intestino migliorando quindi la digestione. Gli ingredienti di questa tisana depurativa per il fegato sono i seguenti:
Cumino (frutti): 10 g
Curcuma (radice): 20 g
Tarassaco (erba): 30 g
Cardo mariano (semi): 20 g
Menta (foglie): 20 g
Preparazione:Portare ad ebollizione l’acqua in un pentolino. Versare le erbe, tenerle in infusione per 3 min e dare una breve fiammata. Filtrare, far raffreddare e consumare la tisana.
Assumere da una a tre tazze di tisana per il fegato al giorno.

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La stagione natalizia è di solito un periodo di eccessi, la pulizia prima o dopo questo periodo può essere molto ben accolta dal nostro corpo. In aggiunta, decidere di lasciare da parte gli eccessi e cercare un significato più spirituale di queste feste può essere un ottimo inizio di anno per tutti.

Cinque esercizi per restare in forma fisica durante & dopo le feste

Sappiamo tutti che il Natale è un momento per godersi la famiglia, viaggiare e mangiare. Tuttavia, è spesso difficile mantenere il peso durante le vacanze, quindi vi diamo 5 tipi di semplici esercizi che è possibile eseguire dopo il periodo natalizio per ritrovare la forma, sgonfiarsi e ricominciare a muoversi, ovunque voi siate.
 

1.Salire le scale

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Questo dicembre su e giù per le scale anziché l’ascensore. Ciò vale non solo a casa, fatelo per andare in ufficio, al supermercato o in qualsiasi altro luogo. Questo piccolo cambiamento di abitudine può fare ridurre un pò di calorie che saranno di beneficio per concedersi qualche piccolo dolce sfizio.
 

2. Bere tè

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Invece di ordinare un doppio espresso per agitare il vostro corpo, provate a digiuno a bere un po’ di tè rosso. Questo ha la capacità di eliminare le tossine dal corpo, inoltre pulirà il vostro intestino al mattino permettendovi di avere una migliore digestione delle possibili leccornie di Natale che saranno sicuramente una tentazione a tavola.
 

3. Piegamenti sulle braccia

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Il peso corporeo è sufficiente per dare forma e tono alle braccia, e modellare un addome perfetto come lo desiderate. Fate 4 serie da 20 flessioni ogni giorno dopo una serie di stiramenti e vi sentirete più leggeri e meno inclini ad una colazione abbondante.
 

4. Fare Yoga

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Lo yoga è un esercizio eccellente che non richiede attrezzature per essere praticato. Se le lezioni sono state sospese per il periodo natalizio,  allungate i muscoli con posizioni semplici che daranno equilibrio e benessere al  corpo e alla mente, in momenti in cui lo stress per le feste può essere un detonatore per il malessere. Se lo si fa al mattino, si attiverà il sistema cardiovascolare e si ridurranno le probabilità di un attacco di cuore inaspettato.
 

5. Camminare

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Gli acquisti di emergenza non sono facili. Mettete un paio di scarpe sportive e approfittate di questa stagione per percorrere ogni reparto del centro commerciale e  trovare i migliori sconti. Camminare a passo veloce e costante brucia calorie. Camminare riduce il colesterolo “cattivo” e abbassa la pressione sanguigna.

CASEINA E ALTERATA PERMEABILITÀ INTESTINALE

La caseina rappresenta l’ottanta per cento delle proteine del latte di mucca. Sostanza collosa, la caseina è ciò che mantiene l’etichetta affissa ad una bottiglia di birra. Se siete bevitori di birra, provate a togliere via l’etichetta questo fine settimana al pub. Non sarà un compito facile e nel contempo imparerete qualcosa sulla qualità della caseina bovina! La caseina è anche usata per attaccare pezzi di legno dei vostri mobili o finestre. L’industria alimentare, che usa la caseina nei cibi congelati, prodotti per microonde e prodotti elaborati, ha capito da tempo che questa colla mantiene insieme gli alimenti, dando loro una consistenza più stabile e concreta. Il latte materno umano contiene caseina? 40 milligrammi in un litro. Cioè in un litro di latte umano c’è 1 grammo di proteine, e di queste il 4% è caseina. Il latte bovino contiene il 400% in più di proteine rispetto a quello umano, e la caseina in questo caso è la proteina più abbondante (l’80%). Dunque il latte materno umano non è la stessa cosa di quello bovino. Non solo ha una quantità di proteine molto inferiore a quello di mucca (vedi a pag. xx), ma ha proteine completamente diverse da quelle bovine. In effetti, mentre il latte umano forma nell’intestino piccole masse soffici e fioccose che risultano di facile digestione, il latte bovino forma cagli grossi, grandi e spessi che l’organismo ha difficoltà a digerire. È questo uno dei motivi per cui Antony Robbins scrive: “Per ottenere il meglio di sè non mangiare latticini”. Egli spiega: “Qual è l’effetto principale che il latte ha sull’organismo? Il latte ingerito diviene una massa mucillaginosa che si indurisce, aderendo a qualsiasi altra sostanza si trovi nel tenue, rendendo assai più difficile il funzionamento dell’organismo. E il formaggio? Non è che latte concentrato. Tenete presente che per produrre un chilo di formaggio occorrono da 4 a 5 litri di latte. Il latte produce muco! “I residui della decomposizione batterica della caseina producono muco spesso e filamentoso che si attacca alle mucose ostruendone i condotti. Mangiate caseina, in seguito a ciò vengono prodotte istamine, e quindi c’è formazione di muco. Il muco congestiona gli organi interni del corpo. In media la persona che consuma latticini vive con la sua vita con 4-5 litri di muco che intasano i reni, la milza, il pancreas, l’albero tracheale-bronchiale, i polmoni, il timo, etc… Immaginate di non consumare formaggio o altri derivati del latte per 6 giorni. Un nebbia interna inizierà a sollevarsi dal vostro corpo man mano che il muco se ne va. Ma prendete solo una fetta di pizza al settimo giorno e 12- 15 ore dopo il muco ritornerà ad appesantirvi” [Cohen R., “Milk, A-Z”, Argus Publishing, ISBN: 0-9659196-8-4, 1999.]. Uhlig [1997] monitorò l’attività elettrica cerebrale in bambini con sindrome di deficit attentivo ed iperattività. Egli dimostrò per la prima volta una correlazione tra attività elettrica cerebrale ed assunzione di caseina, la cui sospensione dalla dieta faceva scomparire anche i sintomi mentali e comportamentali. Lucarelli [1995] segnala il ruolo dei peptidi derivanti da caseina nella produzione di effetti tossici sulla neurotrasmissione del sistema nervoso centrale. Studi su animali di laboratorio hanno dimostrato che, subito dopo aver trattato cavie con elevati livelli di frammenti di caseina (caseomorfina), gli animali diventavano agitati e correvano violentemente, con un battere di denti e una respirazione accelerata. Qualche momento dopo la cavia diventava inattiva, si muoveva di meno, e infine si sedeva in un angolo della gabbia ponendo la propria testa contro le sbarre. I ricercatori, che successivamente andavano a esaminare i tessuti di cervello, scoprivano che la caseomorfina si trovava in 32 diverse aree del cervello, incluse le sezioni responsabili per la vista, l’udito e la comunicazione [Panksepp 1979, Sandyk 1986, Sahley & Gillman 1986, Ozonoff, 1994]. Montinari [2002], descrive gli effetti e le interferenze della caseina in maniera ancora più precisa e dettagliata, e li inserisce nel contesto di un “network citochinico neuron-glio- linfocitario”. Con questa espressione il prof. Montinari intende dire che l’azione diretta del frammento caseomorfina (e altri rimasugli mal smantellati di proteine del latte) è stata ben documentata sia sul sistema endocrino, sia sul sistema nervoso, sia in casi di ìmmunosoppressione. Rimando il lettore al testo del professore di Bari per la trattazione scientifica completa (che cade al di fuori dei tempi e spazi di questo libro). In sommario, la caseomorfina e il consumo di latticini provocano interferenze multiple, una tempesta di “contatti” che smette solo con la sospensione del latte. Molti ricercatori cercano farmaci efficaci per guarire la permeabilità intestinale. Per sperimentarne, questi ricercatori hanno bisogno di avere animali di laboratorio con permeabilità intestinale; come fanno per produrne? Essi usano una prolungata alimentazione con latte di mucca per creare cavie con standardizzata permeabilità intestinale!! [Theodorou 1994]. I quattro stomaci dei vitelli sono molto più adatti dell’organismo umano a smantellare la caseina e le proteine bovine in amminoacidi. L’apparato digestivo umano non riesce a fare lo stesso e ciò si traduce nella formazione di ingombranti prodotti di scarto. È come se ad un motore venisse fornito il carburante sbagliato: in tal caso il motore, in alcune sue parti, si deteriora. Questa è la stessa cosa che la letteratura medica documenta come conseguenza dell’impossibilità di smantellare la caseina: un deterioramento a carico della mucosa intestinale. Gli studi che dimostrano che l’ingestione di latticini provocano un aumento della permeabilità intestinale sono presentati a pag. xx. La capacità di creare un ambiente digestivo efficiente diminuisce con l’età: parliamo del fatto che l’acido cloridrico necessario alla digestione, oltre i 60 anni, viene prodotto nello stomaco solo per il 20%; parliamo della rennina, enzima necessario per smantellare la caseina, che scompare dall’organismo dell’adulto per una programmazione genetica simile a quella della lattasi negli intolleranti al lattosio; infine parliamo degli enzimi pancreatici della digestione e degli ormoni della digestione, anch’essi possono subire un ridimensionamento. E quando tutto ciò avviene, la priorità è certamente evitare la caseina, una proteina molto più difficile da gestire e smantellare di qualunque altra sostanza che troviate come cibo. Ricapitolando, non solo noi non abbiamo il motore adatto come la mucca e i suoi 4 stomaci, ma deviazioni dal funzionamento metabolico ideale avvengono nel corso della vita ed alcuni di noi diventano più intolleranti di altri. AUTOIMMUNITÀ In una situazione di permeabilità intestinale (infiammazione della mucosa) si raggiunge quello stadio dove ciò che è nell’intestino, infezioni, lieviti, tossine batteriche, sostanze tossiche, raggiunge anche il sangue e quindi il cervello e tutte le cellule. È stato dimostrato dalla recente letteratura medica che questa situazione di alterata permeabilità intestinale è una tappa obbligata verso le patologie autoimmuni, e dunque, volendole evitare o guarire, bisogna sospendere il consumo di prodotti caseari. Una barriera intestinale sana costituisce una barriera invalicabile per ciò che staziona o transita nell’intestino. In una situazione normale, gli elementi vitali, opportunamente smantellati nel tratto gastrointestinale vengono assorbiti e portati nel sangue a partire dai villi intestinali. Macromolecole o altro passano attraverso la mucosa sana solo in misura di uno su un milione, come saggio per il sistema immunitario (meccanismo pinocitotico). In individui sani, la mucosa processa antigeni modificando la maggior parte delle loro proprietà antigeniche, rendendoli perciò parzialmente inerti all’immunità sistemica [Pong 1990], mentre la presentazione anomala dell’antigene attraverso una barriera epiteliale danneggiata/ permeabile è un evento che avviene prima che un processo autoimmune inizi a svilupparsi. È noto, in modelli sperimentali di morbo di Chron basati su cavie, che l’antigene deve attraversare una barriera epiteliale danneggiata. Questo può essere ottenuto distruggendo cellule epiteliali “per permettere all’antigene di penetrare il sistema immunitario della mucosa” [Morris 1989]. “In qualsiasi caso in cui si vuole creare autoimmunità in cavie, bisogna causare una permeabilità intestinale alterata” [Fargeas 1995]. A conferma di ciò che abbiamo detto, ricordiamo che uno stato alterato della permeabilità intestinale è una condizione che si presenta puntuale addirittura un mese prima della deficienza pancreatica acuta che precede il diabete. La permeabilità intestinale viene prima, poi viene l’autoimmunità; questo processo è spiegato e documentato in dettaglio nel capitolo 5, alla voce “Patologie autoimmuni”. Oltre che il diabete, ciò caratterizza in modo definitivo anche artrite reumatoide, Sjogren, spondilite anchilosante, morbo di Behcet, vasculiti autoimmuni, tiroidite, morbo di Chron, lupus, sclerosi multipla. Questi studi sono riportati nel dettaglio a pag. xx, in “Patologie autoimmuni”. Un’ampia letteratura medica mostra che su questo tipo di pazienti viene riscontrata sempre un’alterata permeabilità intestinale, sempre maggiore confrontata con i gruppi di controllo sani. “Tutti i sub-tipi di condizioni artritiche croniche giovanili che abbiamo studiato hanno rivelato una aumentata permeabilità intestinale. Ciò, nella maggior parte dei casi, non era associato con nessun sintomo gastrointestinale” [Picco 2000]. Tutto ciò è tanto comune: pazienti con artropatie, lupus ed altre condizioni sistemiche ed autoimmuni continuano a consumare derivati del latte, cosa che aumenta la loro permeabilità intestinale, senza apparenti problemi a seguito di tale ingestione. “I nostri dati finali suggeriscono che fattori esogeni che causino l’infiammazione dell’intestino portano a disturbata permeabilità delle pareti dell’intestino e immunosoppressione locale, permettendo agli antigeni di iniziare meccanismi immunologici e reazioni che inducono l’infiammazione del legamento e del tendine. I sintomi a carico del legamento sono l’unica manifestazione clinica di questa condizione di permeabilità intestinale”, conclude il ricercatore [Mielants 1988]. Secondo Scarpa [2000], pazienti con psoriasi senza sintomi gastrointestinali possono non mostrare a livello macroscopico una anomala mucosa intestinale, sebbene ognuno di loro mostri alterazioni microscopiche nella biopsia della mucosa stessa. Un’ultima cosa. Nelle autoimmunità dobbiamo ben guardarci anche dalle infezioni intestinali croniche. Abbiamo visto che i latticini non digeriti irritano costantemente l’intestino. Il consumo di latte contribuisce ad alterazioni morfologiche nella mucosa intestinale sia in bambini che in adulti [Go 1994], e questi cambiamenti, è stato dimostrato, aumentano la permeabilità intestinale a batteri e virus [Duffy 2000]. E quello dei virus attivi latenti è il fattore più comune, insieme a metalli pesanti e antigeni di origine alimentare, nell’attivazione dell’autoimmunità. Virus latenti trovano un’accoglienza confortevole in una mucosa permeabile e la loro eventuale attività, con produzione di materiale tossico e passaggio nella cellula, aggiunge danno ad essa. Go [1994] ricorda che il passaggio batterico è raramente visto in animali allattati al seno, contrariamente ad animali alimentati con formulazioni di latte bovino per neonati. Ciò è dovuto al fatto che le cellule epiteliali delle cavie alimentate con latte bovino, diversamente dalle membrane intestinali di cavie allattate dalla loro madre, entrambe apparentemente normali, erano si sane, ma “vacuolate”. I villi intestinali di animali alimentati con formulazioni di latte bovino erano meno densamente compattati rispetto a quelli degli animali allattati dalla loro madre. L’adesione batterica, la penetrazione e il passaggio attraverso la mucosa erano osservati solo nelle membrane di animali alimentati con formulazioni di latte bovino. Secondo Cummings [1991], le formulazioni sintetiche di latte bovino portano ad un aumento di ricambio cellulare (“shedding”) delle cellule epiteliali. Può essere concluso che uno svezzamento precoce con alimentazione artificiale a base di latte bovino contribuisce ad infezioni nell’infanzia, e a numerose allergie e malattie autoimmuni. Il consumo di prodotti caseari produce un’alterata permeabilità intestinale anche in adulti, come è dimostrato nel dettaglio da studi riportati a pag. xx MALASSORBIMENTO Le pareti dell’intestino non solo dovrebbero tenere fuori ciò che è dannoso al corpo, queste dovrebbero anche assimilare i micronutrienti che il corpo necessita attraverso una corretta funzione dei villi intestinali. Se l’intestino perde questa capacità, si parla di “malassorbimento”. Noi consumiamo latte, che contiene molto calcio, ma poi il processo di assimilazione stesso dei micronutrienti è reso difficile a causa dell’effetto della caseina sui villi e l’istologia della mucosa. In questi casi si verifica un aumentato assorbimento di ossalato da cibo. Hesse [1995] riporta che più grave è la situazione di permeabilità/ alterazione morfologica, più importante diventa il fattore di rischio nella cristallizzazione dell’ossalato di calcio nei reni. La correlazione tra casi di malassorbimento e insorgenza di calcoli renali è documentata anche da Bohles [1982], Abdullah [1992], Johnes [1987], Bennet [1987]. Del resto, la forma estrema e più grave che può assumere il malassorbimento è la completa atrofia dei villi intestinale, condizione che è associata con una straordinaria moltitudine di possibili sintomi. Una volta eliminato l’agente che scatena l’atrofia dei villi, cioè il latte (o, nella celiachia, il glutine), viene riportata la scomparsa non solo degli anticorpi specifici nel sangue ma, con la normalizzazione della morfologia della mucosa intestinale, si arrestano gli attacchi epilettici, le calcificazioni, le anomalie cardiovascolari, l’anemia, aborti spontanei, ciclo irregolare, scompaiono autoanticorpi relativi a tiroide, pancreas, artriti reumatoidi, etc. Per questo motivo anemia, ma anche cattiva assimilazione degli elementi nutritivi e dei minerali, perdita di peso, deficienza nella crescita, feci untuose, perdita di proteine a livello gastrointestinale e emorragie evidenti o più frequentemente nascoste, tutti questi sono ben documentati effetti del consumo di latte di mucca. Il malassorbimento può essere dimostrato da specifiche prove di funzionalità intestinale, mentre un reperto biochimico alquanto indicativo è “l’aumento notevole dei livelli plasmatici di fosfatasi alcalina, a causa della presenza del suo isoenzima intestinale” [Montinari 2002]. per le fonti bibliografiche… Latte di mucca e aumento di permeabilità intestinale, una bibliografia Le 24 pubblicazioni scientifiche cui si fa riferimento sopra, che dimostrano una correlazione tra consumo di latte di mucca e aumento di permeabilità intestinale, vengono elencate a fine libro, vedere nel capitolo 5, “Malattie e latte di mucca, una guida alfabetica A-Z”, alla voce “Mucosa intestinale”. Caseomorfina e tempesta immuno- neuro- endocrina, una bibliografia Le 38 pubblicazioni scientifiche cui si fa riferimento sopra, che dimostrano gli effetti dannosi della caseomorfina derivante da una progressiva incapacità biologica in alcuni organismi, vengono elencate nel capitolo 5, “Malattie e latte di mucca, una guida alfabetica A-Z”, alla voce “Disturbi comportamentali da caseomorfina”. Le implicazioni sono, tra le altre cose, per schizofrenia, sindrome di deficit attentivo e iper-attività, autismo). Consumo di latte e sclerosi multipla, una bibliografia Malosse, D., Perron, H. and Seigneurin, J.M., 1992 ,”Correlation between milk and dairy product consumption and multiple sclerosis prevalence, a worldwide study”, Neuroepidemiology, v. 11, p. 304-312. Meyer, M.G., Johnston, A., Coca A.F., 1954, “Is Multiple Sclerosis a manifestation of idioblaptic allergy?”, The Psychiatric Quarterly, Jan. p. 1-15. Soll R.W., 1968, “Delayed hypersensitivity: a possible mechanism in the etiology of multiple sclerosis”, in Alter, M. and Kurtzke, J.(eds.). The epidemiology of multiple sclerosis. C.C. Thomas, Springfield, Illinois, p. 110-128. S**** R.L., Dugan B.B., 1987, “The Multiple Sclerosis dietbook”, Doubleday, Garden City, New York. Yacyshyn B, Meddings J, Sadowski D, Bowen-Yacyshyn MB, “Multiple sclerosis patients have peripheral blood CD45RO+ B cells and increased intestinal permeability”, Dig Dis Sci 1996 Dec;41(12):2493-8 Walker WA, “Antigen absorption from the small intestine and gastrointestinal disease”, Pediatr Clin North Am 1975 Nov;22(4):731-46 Winer S, Astsaturov I, Cheung RK, Schrade K, Gunaratnam L, Wood DD, Moscarello MA, O’Connor P, McKerlie C, Becker DJ, Dosch HM., “T cells of multiple sclerosis patients target a common environmental peptide that causes encephalitis in mice”, J Immunol 2001 Apr 1;166(7):4751-6

1° Incontro sull’alimentazione consapevole “dieticaMENTE parlando” 3 Dicembre 2012

Quando e Dove: Sabato 26 Gennaio 2013 ore 15.30 presso lo Studio Yoga Pilates di Corso Tassoni 25 Torino (3° piano scala A) Incontro tenuto da: Alessandro Vetrò Dietista Naturopata (Profilo Professionale di Alessandro Vetrò) Metodica e Filosofia Per la Nutrizione Scientifica l’alimento non esiste come unità d’insieme: il corpo non ha bisogno di frutta, verdura, pane ecc.. ma di amidi, proteine, grassi, vitamine, sali ecc.. e di determinati apporti calorici. Secondo la metodica proposta invece l’alimento non è soltanto un insieme di sostanze chimiche, ma un complesso molto più ricco in quanto la sinergia dei vari nutrienti presenti amplifica le caratteristiche nutrizionali dei vari componenti presi singolarmente. L’equilibrio presente nell’alimento originario rende il cibo una fonte nutritiva più completa e più facilmente utilizzabile; il suo valore non è riconducibile alla somma dei singoli componenti perché la sinergia tra essi apporta un valore aggiunto non quantificabile ma verificabile. La metodica rispetta l’ordine armonioso della Natura: ogni fenomeno è regolato da leggi salde, coerenti, immutabili dall’uomo in ciò che hanno di essenziale. I processi della vita non sfuggono a queste leggi naturali che, se rispettate, rinnoveranno continuamente l’Energia Vitale e, se disattese, causeranno prima o poi dissonanza e sofferenza. Per l’uomo quindi salute e benessere sono dei fini raggiungibili soltanto se si atterrà ad un modello di vita in armonia con le sue esigenze biologiche, psichiche e spirituali. La componente psicosomatica è di fondementale importanza in qualsiasi dieta (dal Latino, Diaita = stile di vita) per provare innanzitutto a favorire la consapevolezza del motivo per il quale si eccede nel mangiare e quindi si ingrassa o si creano comunque disequilibri. La psicosomatica cerca di individuare e ascoltare i segnali che manda il nostro corpo in merito alle proprie condizioni di salute. Per modificare la forma fisica, sarebbe dunque saggio cambiare per prima cosa la forma mentale, in modo tale da sganciarsi dai meccanismi mentali che impedirebbero i cambiamenti nella propria abitudine alimentare e quindi nella dieta. Degustazioni: Durante l’incontro verranno offerte degustazioni Costo: 20 euro

Il cancro si previene a tavola Frutta, cereali e miele le armi

La conferma arriva dalle attuali linee guida dell’American Cancer Society e del World Oncology Forum di Zurigo, ma soprattutto dagli studi del premio Nobel Otto Heinrich Warburg
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La frutta è la verdura CRUDA sono fra gli alimenti più indicati nella prevenzione del cancro

Mentre la ricerca scientifica, dal 1950 a oggi, ha fatto passi da gigante nella guerra contro le malattie che colpiscono il nostro sistema cardiovascolare, su tutte infarto e ictus, diminuendo la loro fatalità di oltre il 60%, nella guerra contro il cancro è ancora in trincea. E’ vero, sempre più pazienti sopravvivono, ma il numero dei casi aumenta ancora più in fretta: dai 12 milioni di nuove diagnosi del 2011 si arriverà ai 15 milioni nel 2020. Cifre sconcertanti che fanno paura e che, proprio per questo, danno adito a convinzioni, false informazioni, leggende metropolitane, prive di alcun fondamento scientifico e, alcune volte, addirittura nocive per la nostra salute. Eppure, fin dal lontano 1923 Otto Heinrich Warburg, vincitore poi nel 1931 del premio Nobel per la medicina, era riuscito prima a intuire e poi provare quale fosse la reale e primaria causa di questa malattia. Perché le scoperte che gli hanno valso addirittura un Nobel sono state poi via via e in gran parte ignorate dalla scienza e dalla potente industria farmaceutica? Di certo, non per la loro scarsa fondatezza e rilevanza scientifica … SCOPERTA Possiamo affermare che la causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa (1923) dallo scienziato premio Nobel per la medicina, nel 1931. Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare. Nel 1931, lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Noanimaltesting Nobel per la scoperta sulla causa primaria del cancro. Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel. Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico. Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule). L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno. La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido. Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: Se una persona ha uno, ha anche l’altro”. Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo. Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno”. Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno. Egli ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”. “Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso”. (Una regola senza eccezioni). “I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.” Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno). Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno. Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno. IN SINTESI: Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno. IMPORTANTE: Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. In altre parole … tutto dipende unicamente da ciò che si mangia. Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro. È importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino (poco di sopra al 7). In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45. Se il pH del sangue di una persona è inferiore 7, va in coma. GLI ALIMENTI CHE ACIDIFICANO IL CORPO: * Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (È il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas). Il suo pH è di 2,1 (molto acido) * Carne. (Tutti i tipi) * Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc) * Il sale raffinato. * Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc) * Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti) * Margarina. * Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato) * Alcool. * Tabacco. (Sigarette) * Antibiotici e medicina in generale. * Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”) * Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc. Il sangue si ‘autoregola’ costantemente per non cadere in acidosi metabolica, garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbano il corpo. Dobbiamo tener conto che con il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici. GLI ALIMENTI ALCALINIZZANTI: * Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio). Le verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no. * I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti – non fatevi ingannare dal sapore acidulo) * I frutti producono abbastanza ossigeno. * Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini. * I cereali integrali: l’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti. *Il miele è altamente alcalinizzante. * La clorofilla: le piante sono fortemente alcaline. (In particolare aloe vera, noto anche come aloe) * L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj. * L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.” L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti. Non abusare del sale o evitarlo il più possibile. Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi. Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il più possibile.” Il Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente: “Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.” Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile, per il cancro, comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido. In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro. Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”. “Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”. Il Dr. Theodore A. Baroody ha scritto, nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die): ” In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie, ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale: molte scorie acide nel corpo” Dr. Robert O. Young ha detto: “L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare, allora le malattie si manifestano.” “Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”. (Ippocrate, il padre della medicina) FONTI: http://www.gazzetta.it/ http://www.ecplanet.com/node/3619 http://www.pmbeautyline.wordpress.com/ ALTRI ARTICOLI: ISTITUTO SUPERIORE SANITA’: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/tumore-ph-alcalino.php PIANETA CANCRO: http://www.assie.it/italiano/nir/nir.htm ALDO VACCARO: http://valdovaccaro.blogspot.it/2012/11/documento-esplosivo-del-nobel-otto.html QUESTA ITALIA: http://questaitalia.wordpress.com/2012/11/01/nel-1931-otto-heinrich-warburg-ha-scoperto-la-causa-primaria-del-cancro-e-ha-vinto-il-premio-nobel/ WIKIPEDIA: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_Heinrich_Warburg — con Riccardo Bandini, Stefania Trefiletti, Monique de Ruiter e altri 12

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