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La teoria delle Leve

Posted By admin on gennaio 28th, 2010

Le leve e la nostra evoluzione
“Datemi una leva e vi solleverò il mondo” In questa frase di Archimede troviamo il principio fondamentale della nostra evoluzione.

Naturalmente anche nelle discipline del Pilates e dello Yoga abbiamo un uso molto intenso del principio di Leva.
Possiamo in alcuni esercizi attraverso certe varianti, aumentare o diminuire la forza o la forza resistente a favore od a sfavore dello sforzo, per ottenere uno sviluppo delle discipline in maniera uniforme e graduale.

Un esempio?
hundredProvate a fare l’esercizio Hundred
- Prima cominciate con le gambe vicine al petto piegate a 90° (noterete un certo lavoro muscolare)
- Poi proseguite spostando le gambe sempre a 90° più in avanti, lontane dal petto (noterete un aumento del lavoro e della tenuta muscolare)
- Ora invece provate ad allungare le gambe tenerle tese e lontane dal petto a 45° rispetto al pavimento (noterete il grandissimo sforzo che dobbiamo fare per non crollare al pavimento :) )

levapilatesyoga
Provate ogni tanto a far caso a questi aspetti che ci sembrano ovvi ormai, e mettetevi nei panni degli uomini primitivi i quali hanno capito dopo magari moltissimi tentativi che con un bastone ed un punto di appoggio potevano spostare dei grandi pesi migliorando notevolmente la qualità del loro lavoro.

Termine fisico di leva: Una leva è uno strumento semplice che trasforma il movimento. Essa è composta
da due bracci solidali (uniti insieme fra loro), cioè che ruotano nello stesso angolo e con la stessa velocità angolare, incernierati per un’estremità a un fulcro, attorno al quale sono liberi di ruotare.

Voi vi starete chiedendo, ma per quale motivo facciamo riferimente alle leve scomodando addirittura tutta la nostra evoluzione?
Perchè semplicemente tutto il nostro organismo si muove all’interno di principi regolati dalle leve, insomma siamo strutturati per essere delle leve umane :)
Ma ancora di più possiamo aggiungere che tutto il nostro mondo è incernierato al principio di leva.
Proviamo a fare qualche esempio?
Postate un messaggio all’articolo

Classificazione di leve:

- leve di primo genere: il fulcro si trova tra le due forze;

- leve di secondo genere: la forza resistente si trova tra fulcro e forza applicata (o potenza);

- leve di terzo genere: la forza applicata (potenza) si trova tra fulcro e forza resistente;

Nella descrizione della leva di terzo genere abbiamo l’esempio di come funziona il movimento del braccio:
la forza applicata, il bicipite, collegato dal tendine alla tuberosità dell’osso radio, il fulcro sarebbe il gomito
e la forza resistente un eventuale peso nella mano (o il peso della mano stessa).

Per maggiori info sulle Leve in fisica

Postural Pilates al Teatro Regio di Torino

Posted By admin on dicembre 22nd, 2009

Il progetto di divulgazione del metodo Postural Pilates Matwork, supportato dall’asd Ourcommunity, dal mese di Ottobre 2009 ha avviato 2 sessioni di Postural Pilates Mat presso il Teatro Regio di Torino. La prima sessione rivolta in particolar modo a Macchinisti e Impiegati del teatro, la seconda lezione rivolta al gruppo delle Coriste. La disciplina è stata sviluppata fino a Dicembre inserendo l’attenzione sui principi tradizionali del metodo e su una nuova riprogrammazione posturale. Nel mese di dicembre entrambi i corsi hanno sperimentato insieme alla Master Teacher PPM Daniela Carignano danielacarignano2
elementi di coordinazione fondendo il ritmo del respiro Pilates con dinamiche di pre pilates, di posturazione e fisiodanza, in modo da rendere il corpo e la muscolatura profonda particolarmente stimolata. Il successo del metodo ha appassionato le classi, nate in via sperimentale ma con il progetto di una continuità anche con l’anno Nuovo.

Postural Pilates approda su “Quotidiano.net”

Posted By admin on dicembre 21st, 2009

Scoprite insieme a noi le avventure della giornalista Grazia Buscaglia sul suo nuovo blog dedicato al Pilates nella sua formula amatoriale ma non troppo, visto che a gennaio cercherà di vincere la Sua sfida personale partecipando al corso Postural Pilates Matwork a Torino presso la nostra Accademia.

buscagliablogpilates

http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/buscaglia

lasciate sul Suo blog commenti e tanto altro sul mondo pilates!

Ricette di Natale vegetariane

Posted By admin on novembre 26th, 2009
Menu di Natale
Da leccarsi le dita! Scopri le golose ricette di Natale:
Antipasti: Burrida di Seitan …/ Canapè con Fonduta di Verdure …/ Insalata d’Arance …/

Primi Piatti: Pennette in Salsa Pungente …/ Risotto ai Funghi e Carciofi …/ Vellutata di Champignon …/

Pietanze e Piatti Unici: Seitan in Salsa d’Arance …/ Sformatini di Tofu …/ Tortino di Broccoli e Patate …/

Insalate e Contorni: Fantasia di Verdure …/ Insalata d’Inverno …/ Patate Radicchiate …/

Dolci e Dessert: Composta di Frutta …/ Dolce di Mele e Cannella …/ Tartufi ai Pistacchi …/

Ricette prese da www.ricette-vegetariane.it

The Zone Diet

Posted By Egle Federica on novembre 26th, 2009

Benritrovati carissimi!!!
Sono riemersa dal mio silenzio, giusto giusto per sfatare il mito delle proteine, che ormai vive da più di 10 anni, anche e soprattutto perché sono stanca di rispondere alla fatidica domanda: “Ma come fai con le proteine???”
Tutto cominciò nel 2000, quando una mia amica mi prestò un “libro magico” scritto da Barry Sears nel 1995: “La Zona”, che fondamentalmente ha ripreso la Dieta di Atkins (veramente vecchia) aggiungendovi della terminologia “medica” di sua invenzione!
Improvvisamente un medico stava promuovendo carne, latte e pancetta affumicata non solo come cibi da assumere fra una dieta e l’altra, ma addirittura come una parte di una dieta sana ed equilibrata!!!
Hey! Non sembrava affatto male!
Naturalmente presi il gancio ed iniziai a seguire alla lettera i suoi consigli da ragazza compulsiva quale sono. Per 1 anno e mezzo sono stata una carnivora doc, iperfanatica ed anti-veg… E non me lo sto inventando: credo di essere l’unica vegana al mondo ad aver mangiato più carne che la maggior parte delle persone non-veg mangeranno in una vita intera!!!
Precisazione: non ne sono orgogliosa, ma è andata così…
Ecco cosa è successo: ho perso una tonnellata di peso, il mio alito non profumava esattamente di violetta, i miei muscoli erano pressoché disintegrati e credevo di essere diventata cronicamente stitica (scusate, ma non potevo ometterlo)! Il fatto è che ingerire una quantità eccessiva di proteine imbroglia il nostro corpo (chimicamente), che pensa di essere lì lì per morire di fame e quindi, in “maniera affamata”’, inizia letteralmente a mangiarsi!!! *_*
Non è abbastanza?
Bene, questa è la vera tragedia: io persi peso seguendo “La Zona” perché sono estremamente coercitiva su questa cose, ma la maggior parte delle persone mangiando un’elevata quantità di proteine animali assumono le dimensioni di un autocarro perché non solo mangiano più carne, ma anche più pane, pasta, riso e zucchero raffinato… E così s’ingrossano come palloni!
Ancora non mi credete? Ok, date un sguardo alle fotografie degli anni ‘80, quando le diete povere di grassi e ricche di carboidrati complessi erano in voga: è vero che intorno a quegli anni la maggior parte della gente avrebbe dovuto cambiare stilista e provare un nuovo taglio di capelli, ma il più delle persone erano molto più asciutti e più sani di quanto non lo siamo noi e le nuove generazioni!
Guardatevi intorno! Le persone sono più grasse, più ammalate, e più tristi che mai!!!
Hmmm… C’è qualcosa che non va…
Io ottengo le mie proteine da broccoli, noci, semi, tofu e spinaci, sono ancora normopeso e come “premio” non puzzo più di carne animale putrefatta, il che è di gran giovamento per la mia vita… Soprattutto sul piano personale! ;) Scherzi a parte: il latte materno apporta approssimativamente il 10% di proteine, la maggior parte di frutta e vegetali ne contengono dal 3 al 50%!!!
So… LET’S EAT GRASS, MEN!!! :)

Flessibilità e DNA

Posted By Egle Federica on novembre 25th, 2009

Hey Ragazzi!!!

Rieccomi qui pronta a spiattellarvi un altro segretuccio per migliorare la vostra flessibilità! ;)

Hehehe… Non vedevate l’ora, eh?!

Piccola introduzione: gli esercizi di stretching stimolano la produzione di sostanze gelatinose chiamate GAG (Glycoaminoglycani, che lubrificano le fibre dei tessuti connettivi, rendendole più “morbide”…

…E dunque??? - Direte voi…

Ebbene: biologicamente parlando, il fare dello stretching semplifica.. lo stretching! ;) Quindi favorisce l’allungamento di muscoli, tendini e legamenti!

Ma c’è di più: c’è una teoria che asserisce che la costante (e ripeto: COSTANTE) pratica di stretching potrebbe influenzare il modo in cui i nostri geni si esprimono nel linguaggio genetico, andando effettivamente a modificare il potenziale fisico del vostro corpo!!! *_*

Forte, eh?! “Allungarsi” assiduamente può modificare il nostro DNA!!!

Può essere dura agli inizi (soprattutto combattere la prigrizia), ma pensate ai benefici che potreste regalarvi!!!…

…Ecco, lo sapevo: ho detto pensateci, non schiacciate un pisolino sognandovi Heather Parisi!!!

Tiratevi su da quei divani ed andate subito a “stretcharvi”!!!

Stay flex! :)

I MUDRA

Posted By admin on novembre 2nd, 2009

mudraMudra, letteralmente “sigillo” è un gesto simbolico delle mani o delle dita, che unito alle yoga e nella danza indiana.

Usato nello asana, nella danza indiana, nelle posizioni delle mani del pranayama o nella meditazione.

Il Mudra può agire sul piano fisico, energetico e/o spirituale.

I mudra, sono movimenti, gesti, danze delle mani che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell’illuminazione, nella danza indiana vanno a narrare ed a descrivere la mitologia indu ma i mudra vengono praticati anche durante manifestazioni come ad esempio nelle cerimonie di iniziazione.

Storia e vita di Marta Graham

Posted By admin on settembre 27th, 2009

martha_grahamMartha Graham (Pittsburgh, 11 maggio 1894 – New York, 1º aprile 1991) è stata una danzatrice e coreografa statunitense.

Da molti è considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la “madre” della danza moderna. Sostenitrice del “movimento” come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell’animo umano.
Indice

* 1 Biografia
* 2 Danzatori
* 3 Note
* 4 Bibliografia
* 5 Voci correlate
* 6 Altri progetti
* 7 Collegamenti esterni

marta-grahamlamentationBiografia

Il padre era un medico. La sua famiglia, piuttosto agiata, nel 1908 si trasferì a Santa Barbara, California.

Nel 1911, dopo aver assistito ad una rappresentazione teatrale di Ruth St. Denis, Martha decise di scegliere la danza come professione. Ella avvertì che quel momento avrebbe segnato il suo futuro, come ebbe modo di raccontare in seguito.
Dal 1913 al 1920 studiò danza e teatro; nel 1916 entrò a far parte della compagnia Denishawn, la compagnia di Ruth St. Denis e Ted Shawn e danzò in alcune coreografie importanti, come Xochtil (1920). In questo periodo incontrò il compositore Louis Horst.

Nel 1923 lasciò la Denishawn School insieme ad Horst e tornò nell’est, a Rochester, New York, dove insegnò alla “Eastman School of Rochester”. Debuttò a New York il 18 aprile 1926 con svariate coreografie di propria creazione, su composizioni di Alexander Scriabin, Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, e Louis Horst.

Nel 1927 aprì la Martha Graham School of Contemporary Dance. Dapprima molte sue coreografie erano legate a tematiche sociali (Immigrant, Revolt) o di ispirazione orientale. Fu nel 1929, con la composizione Heretic, che si manifestò la sua originale concezione della danza, frutto di una straordinaria maturazione artistica.
Gli anni ‘30 furono contraddistinti da una grande spinta creativa durante la quale creò Lamentation, Chronicle, Deep Song, Primitive Mysteries e Frenetic Rhythms. Nel 1939 vennero accettati nella sua compagnia (che fino a quel momento era stata tutta femminile) Merce Cunningham e Erik Hawkins.

martha-grahamNegli anni ‘40 la compagnia andò in tournée negli Stati Uniti e Cuba. Creò El Penitente e Letter to the World e nel 1944 creò uno dei suoi pezzi più famosi, Appalachian Spring, la sua prima collaborazione con Isamu Noguchi. Altri balletti creati in questo periodo abbondarono in temi mitologici: Cave of the Heart (Medea), Errand into the Maze (il Minotauro), Night Journey (Edipo e Giocasta). Nel 1948 sposò Erik Hawkins.
Intorno agli anni settanta, all’età di settantasei anni, danzò per l’ultima volta. La decisione di abbandonare il palcoscenico le causò, negli anni successivi, un periodo di notevole depressione.
Martha Graham e Bertram Ross, 1961

Ne 1976 ha ricevuto la prestigiosa onorificenza statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà (with Distinction), dal Presidente Gerald Ford. È stata la prima danzatrice a ricevere questo riconoscimento. La moglie del Presidente, Betty (Elizabeth Anne Bloomer), prima del matrimonio aveva fatto parte della compagnia di danza della Graham[1].

Nel 1984 ricevette la Légion d’Honneur dal governo francese; venne celebrata con un gran galá al Lincoln Center a New York.

Pilates per bambini

Posted By admin on settembre 22nd, 2009

pilates-bimbi1. Keep it fun!
Bambini insegnamento è molto diverso da quello degli adulti di insegnamento, dice Carruthers. “Con i bambini bisogna concentrarsi sulla messa a fuoco e aiutandoli a comprendere i vantaggi di Pilates e allo stesso tempo prendere in giro Pilates.” Ha notato che i bambini realmente risposto alle esercitazioni con nomi di animali, così ora si rinomina un sacco di loro. “Noi facciamo un sacco di cose felici. Abbiamo esercizi come il gatto o il gatto Happy Pretty. “E dal momento che avete bisogno di un riformatore a fare l’Elefante, che insegna loro una standing Roll Down, definendolo un elefante”, con un tronco. “A volte si lascia il nome ragazzi gli esercizi . “Potrebbe essere un nome in una classe, ma in un diverso programma, i ragazzi chiamano qualcosa di diverso”.

2. Fidatevi del vostro istinto
Anche se i bambini sono diversi da quelli degli adulti, i fondamenti del Pilates insegnamento sono sempre gli stessi, dice Carruthers. Proprio come con gli adulti, alcuni bambini sono più forti, più in forma o più flessibile rispetto ad altri. “It’s le cose di base che hai imparato come un istruttore di utilizzare quegli stessi principi con i bambini,” dice lei. Carruthers inizia con una prova di idoneità di base per valutare quale livello i suoi studenti sono. Lei guarda quanti possono fare dei Cento con le ginocchia piegate o di testa. “I break mia classe in quella direzione. Che mi dirà dove sono “, dice lei. “Noi tutti cerchiamo di lavorare insieme, ma anche insegnare versioni modificate di quasi ogni esercizio.” Lei suggerisce stare lontano da esercizi di inversioni, come il coltellino giocattolo, con i bambini, a meno che non si sta lavorando con loro uno-a-uno.

3. Tenere piccole classi
Carruthers piace a limitare le sue lezioni per bambini fino a 10 studenti, soprattutto con i bambini più piccoli, così da poter dare loro l’attenzione individuale. “Preferisco insegnare a due classi di 20 bambini in una sola volta,” dice lei. Lei farò un’eccezione per i ragazzi che hanno Pilates esperienza: in questo caso lei si permettono a 15 alla volta.

4. Parlare di tutti i benefici del fitness
“Nella mia classe, non si parla di peso”, dice Carruthers. Invece, si sottolinea l’altre prestazioni si ottiene dal pilates e fitness in generale: la centratura, la concentrazione, la postura, l’allineamento, la flessibilità. Lei inizia spesso una classe, abbattendo le lettere nella parola Pilates e assegnando un termine diverso per ogni lettera. (P sta per postura …) “I bambini vogliono diventare più flessibili, vogliono essere più forte, vogliono essere come qualunque atleta che amano … ma poi torno sempre a come li aiuterà con i loro studi”, ha dice. “E ‘incredibile, quando i bambini si può dire che’ prima del test ero molto stressato e allora ho preso la tua classe e sono stato in grado di concentrarsi e di fatto meglio ‘”.

5. Lasciate che i bambini insegnano a vicenda
Carruthers ha scoperto che una lezione-e-format dimostrazione funziona bene con le classi di bambini, nel senso che dimostra un esercizio e poi lo fanno tutti insieme. Lei sceglie anche uno studente di essere un insegnante “guest” ogni settimana per insegnare la classe di un esercizio di lui o lei ha imparato. “E ‘un ottimo modo per i bambini a imparare dai loro coetanei, perché sono così impressionabile su ogni altro in ogni caso,” dice lei. In un primo momento, i ragazzi sono stati timidi l’insegnamento della classe. “Ma ora, questo è l’obiettivo principale, che va a insegnare oggi?” Carruthers piace anche per i suoi studenti di chiamare i nomi degli esercizi, prima lo fanno loro, soprattutto per i suoi “bambini Pilates”, come lei chiama il suo gruppo di cinque -year-olds. “Si conoscono i nomi degli esercizi, quando ricevo per le posizioni!”

6. I bambini di lingua d’uso possono riguardare
“I bambini più piccoli non hanno alcuna idea di cosa sia il nucleo. Ci vuole molto tempo per arrivare a quel livello “, dice Carruthers. Scopre che i ragazzi a capire l’ombelico-to-spina dorsale quando dice cose come “Pull l’ombelico in” o “Bring your ombelico alla schiena.” “La mia convinzione è che, se messa a fuoco e stanno cercando di fare un po ‘di essa, che stanno andando a ricevere i benefici da essa, e alla fine lo farà passare alla fase successiva, “dice lei. Per spiegare “inalare” e “espirare”, Carruthers dice loro di riempire i polmoni con l’aria e far uscire l’aria dei loro polmoni e chiede loro come ci si sente. Che cosa fa un ombelico che non è tirata in assomigliano in classe Carruthers ‘? Santa Claus! “Sei sempre attingendo a una mente infantile, quando si è l’insegnamento”, ha detto. “E che ci crediate o no, si può salire con un migliaio di cose che non sapevi di avere.”

SANNO YOGIS E YOGINIS DI COSA É COMPOSTO IL LORO TAPPETINO?

Posted By admin on giugno 25th, 2009

Yogis e Yoginis si sono mai chiesti di cosa é composto il loro principale e più personale accessorio, indispensabile alla realizzazione degli asanas ? Di che materiale è il tappetino da yoga?

Oggi, la grande maggioranza di tappetini disponibili sul mercato europeo é in PVC, materia prima estremamente economica, ma altrettanto pericolosa per la salute umana e per l’ambiente.

A meno che, al momento dell’acquisto, non vi sia stata un’importante comunicazione sul carattere eco-compatibile del loro tappetino, ed un certo prezzo, Yogis e Yoginis possono essere certi di praticare su del PVC.

Dalla produzione, all’utilizzazione, alla distruzione, il PVC (cloruro di polivinile) é una materia pericolosa, tanto per la salute che per l’ambiente. Contiene infatti un’impressionante quantità di tossine, come ad esempio i ftalati, che sono cancerogeni e molti metalli pesanti, all’origine di diverse patologie. Queste sostanze si liberano durante l’utilizzazione ripetuta del tappetino. Inoltre, il PVC non é biodegradabile, né puo’ essere riciclato.

Lo yoga non é una semplice forma di ginnastica dolce, ma un cammino personale, che tende all’armonia, all’unità del corpo e dello spirito. Se lo yoga ci insegna, tra l’altro, una tecnica di purificazione del corpo e della mente, allora perché inquinare il mondo intorno a noi utilizzando la più pericolosa delle materie plastiche con il nostro tappetino?

Attenta alle questioni ambientale e di protezione della salute, la comunità anglosassone dello yoga per prima ha cercato materiali alternativi al PVC. Le soluzioni sono, da un lato, plastiche meno inquinanti ed innocue per gli utilizzatori, dall’altro i prodotti naturali.

Sul fronte delle plastiche, é oggi possibile trovare tappetini da yoga :
• in PER (Polymer Environmental Resin), materia brevettata nel 2003 e derivata dal PVC. Segue lo stesso processo di fabbricazione, ma subisce delle trasformazioni complementari che gli consentono di essere parzialmente riciclabile. Inoltre, il PEP è privo delle sostanze più tossiche del PVC.
• L’EVA (Acetato di etilvinile) ed il TPE (Elastomero termoplastico), che hanno il vantaggio di essere degradabili e di non contenere materie tossiche per la salute umana, ma che hanno lo svantaggio di una durata di vita molto inferiore al PVC ed alle alternative naturali.

Se le plastiche alternative al PVC sono più sicure in termini di protezione della salute e dell’ambiente, restano pur sempre prodotti dell’industria chimica.

In materia 100% naturale esiste oggi sul mercato il tappetino yoga in caucciù, che offre anche il vantaggio di una presa antiderapante straordinaria.

tappetino_1

Il caucciù è estratto per incisione dal tronco di alberi come l’Hévéa: si tratta di una materia non inquinante, biodegradabile, riciclabile.

L’utilizzazione del caucciù consente poi di fabbricare il tappetino senza utilizzare colle, anch’esse tossiche. La durata di vita del tappetino è inoltre estremamente lunga.

La pratica dello yoga implica un impegno tanto verso se stessi ed il proprio benessere, la propria salute, che verso gli altri e l’ambiente nel quale viviamo. Cosi’, « Shausha », la purezza, si pratica a tutti i livelli, sul piano corporeo, comportamentale, ambientale. Allora, siate « yoghici »; comprate eco-compatibile !

Simona Matta - simona@yogin.fr - www.yogin.fr