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Soffio di pace

Posted By admin on giugno 10th, 2009

RESPIRAZIONE USANDO UNA TECNICA CORRETTA TUTTE LE FUNZIONI VITALI POSSONO ESSERE MIGLIORATE. E ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI DEL TORACE SI PUO’ OTTENERE UN EFFICACE RILASSAMENTO DALLO STRESS. IMPARIAMO UN METODO SEMPLICE, CHE RICHIEDE CINQUE MINUTI, PER ALLONTANARE LE TENSIONI FISICHE E MENTALI
respirare
Soffio di pace RESPIRAZIONE USANDO UNA TECNICA CORRETTA TUTTE LE FUNZIONI VITALI POSSONO ESSERE MIGLIORATE. E ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI DEL TORACE SI PUO’ OTTENERE UN EFFICACE RILASSAMENTO DALLO STRESS. IMPARIAMO UN METODO SEMPLICE, CHE RICHIEDE CINQUE MINUTI, PER ALLONTANARE LE TENSIONI FISICHE E MENTALI Si puo’ resistere trenta giorni senza mangiare, tre giorni privi d’acqua, soltanto pochi minuti senza ossigeno. Ma non siamo abituati a sfruttare al massimo la respirazione, nonostante la sua importanza. Alcune osservazioni lo spiegano. La via preferenziale per l’eliminazione di rifiuti biologici e’ il sistema polmonare, che ne espelle il 70 per cento. I muscoli utilizzano ossigeno in quantita’ industriale quando devono contrarre le loro fibre. Il delicato equilibrio tra acidita’ e alcalinita’ del nostro corpo e’ mantenuto in parte grazie al ricambio respiratorio. Infine, al cervello deve essere costantemente erogata una grande quantita’ di ossigeno per facilitare i “collegamenti” fondamentali tra le sue cellule. A riposo respiriamo a un ritmo di circa 16 volte al minuto. Quando occorre, si puo’ arrivare a quasi 100 cicli di respirazione al minuto. Questo tipo di ventilazione variabile avviene in modo automatico. Intervenendo attivamente, pero’, possiamo alterare positivamente molte funzioni del nostro corpo e del nostro cervello. Gia’ da secoli molte tecniche orientali di meditazione e rilassamento utilizzavano il controllo respiratorio attivo per modificare sia lo stato mentale sia quello fisico. MIGLIORI PRESTAZIONI E’ successo a tutti di fare un grande respiro prima di affrontare uno sforzo fisico o mentale. Viene quasi spontaneamente. Tuttavia, si possono migliorare anche le prestazioni ordinarie respirando correttamente. La stragrande parte della respirazione viene soddisfatta solo con l’espansione e la contrazione toracica. Perche’ sia terapeutica, il diaframma deve essere utilizzato per espandere al massimo la cavita’ toracica facilitando cosi’ l’ingresso di aria. Una respirazione ritmica e controllata, infine, e’ fondamentale per il rilassamento. Esercitando un controllo attivo su una funzione autonoma permette di influenzare le altre attivita’ biologiche vitali. La respirazione definita “paradossale” e’ la tecnica piu’ semplice.

RELAX COL GIUSTO RITMO L’ESERCIZIO
La respirazione “paradossale” richiede circa 5 minuti. In posizione comoda (preferibilmente supina) metti le mani sull’addome. Respira lentamente, profondamente e ritmicamente. Inspira con il naso a bocca chiusa. L’addome deve espandersi. Conta quando respiri e alla massima inspirazione fai una pausa di tre secondi. Poi, sempre col naso, comincia la lenta fase di espirazione contando ancora: la fase dovrebbe durare almeno quanto l’inspirazione, meglio se durasse di piu’. La tecnica si chiama “paradossale” proprio perche’ la piu’ controllata e’ l’espirazione. Ricordati di iniziare ogni inspirazione con l’espansione dell’addome. Ripeti ogni ciclo per quindici o venti volte. Percio’ dato che un ciclo durera’ quindici secondi circa, dovresti impiegare appunto cinque minuti. Alla fine dell’esercizio, comunque, non alzarti subito, rimani sdraiato per un paio di minuti permettendo alla mente di accorgersi della sensazione di tranquillita’. Fisiologicamente, questo esercizio provochera’ una diminuzione di attivita’ del sistema nervoso simpatico (quello che viene stimolato in caso di stress), un rallentamento del battito cardiaco e un rilasciamento dei muscoli tesi.

Steiner Wayne

Pagina 17
(25 novembre 1997) – Corriere della Sera – Corriere salute.

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ROLL DOWN e ROLL UP

Posted By admin on settembre 29th, 2008

ROLL DOWN e ROLL UP della colonna vertebrale:

ROLL DOWN:
posizione in piedi, allineare i segmenti del corpo, gambe distanziate apertura bacino. Ispirando allungo verso l’alto la colonna espirando snocciolare verso il basso vertebra dopo vertebra lentamente, iniziando col portare il mento allo sterno, arrotolare poi le cervicali, le dorsali fino alle lombari in modo fluido senza perdere il peso dell’appoggio sui 3 punti dei piedi. In questa posizione stiamo qualche respirazione per poter sciogliere tutto il corpo al pavimento, ricerchiamo delle immagini per poter entrare meglio nella pesantezza di tutto il corpo, come se la terra ci volesse assorbire dentro di lei, o come se fossimo dei sacchi appesi.

ROLL UP:
con la prossima espirazione, fuori l’aria dalla bocca, e lentamente riavvolgo il rachide vertebra dopo vertebra, cerco di decelerare il più possibile la risalita in modo da soffermarmi su ogni singolo segmento vertebrale, dal basso verso l’alto, fino alla parte alta della testa che sarà l’ultima cosa che porterò in posizione di allungo verticale. Riallineare nuovamente il corpo ed inspirando allungo verso l’alto la colonna e verso il basso le spalle e ripeto altre 2 volte la dinamica.

PUNTI CHIAVE:
allineamento di talloni, creste iliache
Allungare la colonna vertebrale, collo parte alta della testa verso l’alto
Spalle lontane dalle orecchie
Trasverso dell’addome attivo
La colonna nella mobilizzazione si snocciola ed arrotola vertebra dopo vertebra lentamente

ERRORI COMUNI:
perdere gli allineamenti del corpo
ipertensione di collo e spalle
Non attivare il trasverso dell’addome
Attivare la mobilizzazione della colonna troppo velocemente

Obbiettivi:
Rinforza la catena muscolare posteriore nella flessione lenta del rachide.

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Shoulder Bridge (Il ponte)

Posted By admin on settembre 29th, 2008

SHOULDER BRIDGE: il ponte

Obbiettivi:
mobilizza la curva lombare in modo attivo, la stabilizza

PUNTI CHIAVE:
In posizione supina iniziare la salita a ponte con lo spostamento del bacino verso l’alto, e snocciolare le vertebre fino alla punta inferiore delle scapole per non andare a gravare sulla zona cervicale.
Mantenere posizione verso l’alto del bacino) in tutte le destabilizzazioni successive
Tenere le spalle basse ed addotte
Collo in allungamento
Glutei contratti al minimo e nella loro parte profonda
Le sue variazioni sono ottimi esercizi di mobilità del rachide.

ERRORI COMUNI:
Salire a ponte come se si fosse un blocco unico senza mobilizzare la colonna vertebrale
Perdere il controllo della zona centrale del corpo nella posizione a ponte
Perdere il bacino verso l’alto durante la discesa accorciando la distanza tra creste iliache e spalle
Spalle che si portano in alto
Espandere il torace in avanti

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