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  • LEZIONI MINIGRUPPO PILATES
  • LEZIONI CON I GRANDI MACCHINARI (REFORMER, CADILLAC, CHAIR, BARREL, SPRINGWALL)

Roll up – Roll down

A cosa serve?

Sebbene ricordi un tradizionale esercizio per gli addominali, il Roll Up non dev’essere eseguito in modo rapido, migliora si la forza addominale, ma lavora tantissimo sul miglioramento della flessibilità, mobilità e rinforzo della catena cinetica posteriore.

Come si esegue?

Sdraiati supini, gambe tese ed unite, piedi a martello, braccia tese all’indietro leggermente sollevate dal pavimento, con i palmi delle mani rivolti verso l’interno.

Roll Up: Inspirare e sollevare le braccia all’altezza degli occhi (90°); portando il mento al petto, sollevare il busto dal materassino e puntare le dita delle mani verso i piedi attivando gli addominali mentre lentamente stacchiamo ogni vertebra dal materassino, fino a portarci seduti sugli ischi.

Roll Down: Espirando, attivando la Power House e “risucchiando” l’ombelico verso la colonna, “srotolarsi” lentamente, e vertebra dopo vertebra portiamo la schiena verso il materassino, solo per ultimo riportiamo le braccia ben distese oltre la testa.

Varianti:

Inizialmente è meglio partire dalla posizione seduta, gambe flesse e lavorare solamente sulla discesa. È normale non riuscire subito ad eseguire l’intero esercizio codificato, ma esistono molte varianti ed esercizi propedeutici atti a rinforzare i giusti distretti. Le braccia, per esempio, anzi che parallele al pavimento possiamo portarle dietro la testa; i piedi possono essere sia in flex (martello) che in point (punta).

Più riusciremo ad acquisire mobilità della colonna e forza addominale, più facilmente riusciremo ad eseguire correttamente l’intero esercizio codificato.

SEMINARIO PILATES E MAL DI SCHIENA SABATO 7 LUGLIO 2018 – SEDE CSO. TASSONI

con VALENTINA MAKSIMOVA

 Dalle ore 11 alle ore 12:30 su prenotazione

Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

(Alexander Lowen)

Uno dei mali più frequenti che affigge l’uomo moderno è sicuramente il mal di schiena. La sedentarietà con le sue cattive posture , la fretta, la pigrizia e le cicatrici fisiche ed emotive, predispone il corpo ad innumerevoli disaggi e la schiena -il supporto principale del corpo- è la prima a subire le conseguenze. Questo seminario insegna una serie di esercizi mirati alla mobilitazione del rachide e all’allungamento distensione dei muscoli anti-gravitari. Verranno applicati esercizi e tecniche del metodo Pilates, i quali vi aiuteranno a sciogliere le tensioni nella schiena, dando un benessere immediato.

I principi su cui si fonda il Postural Pilates Method, quali l’apprendimento della consapevolezza dell’allineamento neutro della colonna vertebrale e il rafforzamento dei muscoli posturali profondi che supportano questo allineamento, sono basilari per chi soffre di mal di schiena.

Programma del seminario

  • Esercizi per i piedi;

  • Mobilizzazione lombo-sacrale;

  • Tonificazione addominale;

  • Mobilizzazione toracica e funzionalità scapola-omerale;

  • Auto-allungamento rachideo;

  • Release miofasciale con foam roller;

  • Rilassamento finale.

Impara ad ascoltare i segnali del corpo!

Parliamo spesso del nostro corpo, ci siamo a contatto ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della nostra vita, ma quando lo ascoltiamo? Il corpo traduce in azione ciò che noi facciamo, allo stesso momento traduce come stiamo. Il nostro corpo ci parla ogni momento.

Hai mai fatto caso a come percepisci il tuo corpo quando sei contento? Quando stai facendo qualcosa che ti piace? Oppure, quando sei teso, quando sei agitato, quando sei arrabbiato?

Spesso il fare della nostra quotidianità, le molte cose da tenere presenti, il controllo che ci serve durante la giornata, ci può portare ad abbassare il volume della voce del nostro corpo, che ci parla in ogni istante della nostra vita.

 

Ecco perché è importante riscoprire il contatto con il nostro corpo, il contatto con noi stessi attraverso il nostro corpo. Comprendere che cosa vuole dirci il nostro mal di schiena, testa, o quel fastidio allo stomaco che ci rovina la giornata è molto importante per capire su che strada stiamo caminando. Il nostro corpo ci comunica, attraverso le sensazioni se stiamo facendo qualcosa per il nostro benessere, oppure se dal nostro benessere ci stiamo allontanando.

Quando il nostro corpo si fa “i capricci” e si rifiuta di collaborare in realtà ci vuole solo inviare dei messaggi.Capire al volo non è facile, ma è possibile se lo ascoltiamo e ci alleniamo a migliorare ogni giorno il dialogo con lui per poi stabilire il rapporto più profondo con noi stessi, a comprendere la direzione che stiamo seguendo, e riconoscere con più naturalezza il nostro benessere.

Ecco una cosa saggia da fare quando ti capita di sentire i disaggi corporei. La domanda: Questo male a cosa mi è servito?

Iniziare con una riflessione di questo tipo stimola un ascolto diverso e un contatto diverso con noi stessi, riconoscendo che anche un sintomo fastidioso in realtà è solo un amico che ci invita ad essere più tolleranti con noi stessi.

Importante:

Per partecipare è necessaria la prenotazione poichè l’incontro è a numero chiuso.

Per info e prenotazioni: tel 011.0686662 – 349.2364870

Orario segreteria: dal lun al ven dalle 16.00 alle 20.00

Controlla le date dei prossimi Seminari su:

www.yogapilates.it

Studio Yoga Pilates © – Pilates PPM ©

IL CASO DI OGGI : ARTRITE IDIOPATICA GIOVANILE

 

 

Greta è un’adolescente  che è arrivata in studio a Settembre 2017 con una diagnosi di artrite idiopatica giovanile. Per ripercorrere la sua storia clinica, possiamo dire brevemente che dal 2016 sono insorte zoppia e coxalgia dx ed a seguito di un lieve trauma che ha accentuato il disturbo algico con difficoltà di deambulazione, a Marzo 2017 ha subito un intervento di lussazione chirurgica all’anca dx  .

Quando si è presentata Greta era molto insicura, faceva fatica a concentrarsi sulla respirazione e sugli esercizi, aveva un atteggiamento di chiusura mentale e posturale con un accentuato atteggiamento cifotico , riusciva a mobilizzare l’anca dx con fatica avendo paura di sentirla e percepirla e cercava di proteggerla  sempre con le mani e le braccia. Zoppicava in modo evidente.

Per quanto riguarda il programma da studio, ci stiamo concentrando sul recupero della mobilità dell’anca lavorando sia in asimmetria che in simmetria con esercizi mirati all’abduzione, all’adduzione e alla flessione delle gambe con particolare attenzione alla parte dx. L’obiettivo è riallineare , centralizzare e  rinforzare tutto il suo corpo.

Specifici esercizi sono mirati per la stabilizzazione della posizione neutra  e per migliorare la mobilità del bacino, stiamo lavorando per rinforzare la power house e i muscoli dorsali mantenenendo la flessibilità della catena posteriore, in più stiamo cercando di correggere l‘atteggiamento cifotico dovuto all’utilizzo delle stampelle da due anni.

Ad oggi possiamo valutare una miglioria sulla mobilità dell’anca dx e sulla flessione della gamba dx che inizialmente era molto compromessa e una maggiore mobilità pelvica che era inizialmente ridotta.

Greta entra in studio con un approccio mentale e posturale diverso. Da adolescente chiusa, diffidente ed insicura ora sta acquisendo maggior consapevolezza e sicurezza di se stessa e del suo corpo e zoppica molto meno.

Riesce a concentrarsi di più sul respiro e sugli esercizi e di conseguenza il suo corpo è più reattivo e ricettivo nell’accogliere nuovi stimoli .

Il percorso “one to one” è realmente uno scambio di energia e di informazioni preziose tra insegnante e allievo che deve essere sempre mantenuto attivo e costante.

Lettura consigliata: “Anatomia del Pilates” – Rael Isacowitz e Karen Clippinger

anatomia del pilates

“Il Pilates come lingua internazionale”


La Casa Editrice Piccin ci ha proposto una nuova pubblicazione del volume intitolato “Anatomia del Pilates” che consigliamo a tutte le persone appassionate di questa meravigliosa disciplina!
“Anatomia del Pilates” è un testo nato dalla collaborazione tra Rael Isacowitz, professionista e docente di Pilates di fama mondiale, fondatore del BASI Pilates (Body Arts and Science
International) e Karen Clippinger, professoressa di anatomia funzionale e scienze motorie presso la California State University.
Questa nuova Opera si serve di molti disegni che mostrano i muscoli bersagli del lavoro, di elenchi dei muscoli chiave ed informazioni anatomiche con spunti tecnici e note sugli esercizi in modo da offrire un insegnamento integrale agli appassionati di qualsiasi livello.
E’ una guida adatta ad ogni individuo, perché utilizza un linguaggio universale che mette in comunicazione tutti i professionisti e appassionati del Pilates, indipendentemente da quale approccio si ha con la disciplina.

Seminario Yoga Indonesiano 7 Marzo -Lo yoga dei/lle Guerrieri/e-

yoga indo yoga satria yoga silat

SEMINARIO YOGA INDONESIANO

7 MARZO – ORE 10:00-12:00

STUDIO YOGA- PILATES   CORSO TASSONI 25

PREZZO: 15€ SOCI, 20€ NON SOCI

LA PRENOTAZIONE E’ OBBLIGATORIA.

 

Lo Yoga Indonesiano, anche conosciuto come Kshatriya Yoga, (Kshatriya=Guerriero) o Silat Yoga, (dal nome dell’arte marziale da cui deriva, il Silat) è un metodo di lavoro interno molto antico, che prende origine dalle arti marziali  filippino-indonesiane. 

Tradizionalmente nelle scuole di Arti Marziali non veniva separata la parte tecnica marziale dalla parte del lavoro interno che aggiungeva vitalità e sentimento alla parte marziale, rendendola un’ arte esoterica.

Le caratteristiche principali di questo metodo sono la dinamicità, la fluidità di movimento e il ritmo.

Si inizia con l’ apprendere le posture che si ispirano al modo di muoversi e combattere degli animali (coccodrillo, serpente, tigre, bufalo ecc.) e per tale motivo è anche chiamato Kshatriya yoga, ossia yoga guerriero.

Le posture si eseguono in piedi, a mezza altezza e al suolo, lavorando sulla capacità di creare una tensione interna, come se ci stirassimo, ed  essere in grado di mantenere tale tensione nel passaggio da una  postura all’altra, quindi in movimento, rendendo  la tensione dinamica.

La tensione dinamica permette di creare un massaggio interno che  va ad agire sui muscoli, sui tendini e sui meridiani del nostro corpo fisico ed energetico.

Tutti i movimenti dello yoga indonesiano partono dal bacino, utilizzando quindi primo e secondo chakra, e sono eseguiti senza contrazione muscolare, sfruttando il peso e la cinetica del movimento per creare  un’onda interna  che permette il collegamento tra corpo fisico e corpo energetico.

La pratica  dello yoga indonesiano  permette di  riequilibrare il sistema energetico, migliora la respirazione, potenzia il corpo, migliora la concentrazione e permette di riappropiarsi delle  capacità  di movimento del proprio corpo, migliorandone resistenza, elasticità e morbidezza.

La pratica  viene svolta singolarmente, in coppia  e con l’utilizzo di alcuni attrezzi (palla grande, palla medica, cerchio, corda ecc) è dunque uno stile di yoga adatto anche a chi pratica il pilates e vuole migliorare la propria forma fisica e curare il corpo. Ma anche adatto a chi ama lo yoga tradizionale o dinamico poiché lavora sia sul corpo in maniera armonica, sia sulla mente che sulla propria consapevolezza interiore.

Seminario Postural Pilates Matwork – Roller e Ball Massagge

DETENSIONAMENTO DELLA COLONNA VERTEBRALE E AUTOMASSAGGIO

roller dani 3

SABATO 22 NOVEMBRE 2014
ore 11,00 – 12,30
Cso Orbassano 191/1

La Master Teacher Daniela Carignano terrà un seminario il giorno SABATO 22/11 ore 11:00 presso lo studio di Cso Orbassano 191/1 sull’utilizzo del Foam Roller e Ball Massage (attrezzi tradizionali del Pilates) per lavorare su un massaggio profondo delle catene muscolari e delle miofascie del tessuto connettivo.

Importante:
Per partecipare al Seminario è necessaria la prenotazione e il pagamento anticipato, poichè il seminario è a numero chiuso
Per info e prenotazioni:
tel 0110686662 – 0115364466
Orario segreteria: dal lun al ven dalle 16.00 alle 20.00
info@yogapilates.it
www.yogapilates.it
o rivolgersi in segreteria

Soffio di pace

RESPIRAZIONE USANDO UNA TECNICA CORRETTA TUTTE LE FUNZIONI VITALI POSSONO ESSERE MIGLIORATE. E ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI DEL TORACE SI PUO’ OTTENERE UN EFFICACE RILASSAMENTO DALLO STRESS. IMPARIAMO UN METODO SEMPLICE, CHE RICHIEDE CINQUE MINUTI, PER ALLONTANARE LE TENSIONI FISICHE E MENTALI respirare Soffio di pace RESPIRAZIONE USANDO UNA TECNICA CORRETTA TUTTE LE FUNZIONI VITALI POSSONO ESSERE MIGLIORATE. E ATTRAVERSO IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI DEL TORACE SI PUO’ OTTENERE UN EFFICACE RILASSAMENTO DALLO STRESS. IMPARIAMO UN METODO SEMPLICE, CHE RICHIEDE CINQUE MINUTI, PER ALLONTANARE LE TENSIONI FISICHE E MENTALI Si puo’ resistere trenta giorni senza mangiare, tre giorni privi d’acqua, soltanto pochi minuti senza ossigeno. Ma non siamo abituati a sfruttare al massimo la respirazione, nonostante la sua importanza. Alcune osservazioni lo spiegano. La via preferenziale per l’eliminazione di rifiuti biologici e’ il sistema polmonare, che ne espelle il 70 per cento. I muscoli utilizzano ossigeno in quantita’ industriale quando devono contrarre le loro fibre. Il delicato equilibrio tra acidita’ e alcalinita’ del nostro corpo e’ mantenuto in parte grazie al ricambio respiratorio. Infine, al cervello deve essere costantemente erogata una grande quantita’ di ossigeno per facilitare i “collegamenti” fondamentali tra le sue cellule. A riposo respiriamo a un ritmo di circa 16 volte al minuto. Quando occorre, si puo’ arrivare a quasi 100 cicli di respirazione al minuto. Questo tipo di ventilazione variabile avviene in modo automatico. Intervenendo attivamente, pero’, possiamo alterare positivamente molte funzioni del nostro corpo e del nostro cervello. Gia’ da secoli molte tecniche orientali di meditazione e rilassamento utilizzavano il controllo respiratorio attivo per modificare sia lo stato mentale sia quello fisico. MIGLIORI PRESTAZIONI E’ successo a tutti di fare un grande respiro prima di affrontare uno sforzo fisico o mentale. Viene quasi spontaneamente. Tuttavia, si possono migliorare anche le prestazioni ordinarie respirando correttamente. La stragrande parte della respirazione viene soddisfatta solo con l’espansione e la contrazione toracica. Perche’ sia terapeutica, il diaframma deve essere utilizzato per espandere al massimo la cavita’ toracica facilitando cosi’ l’ingresso di aria. Una respirazione ritmica e controllata, infine, e’ fondamentale per il rilassamento. Esercitando un controllo attivo su una funzione autonoma permette di influenzare le altre attivita’ biologiche vitali. La respirazione definita “paradossale” e’ la tecnica piu’ semplice. RELAX COL GIUSTO RITMO L’ESERCIZIO La respirazione “paradossale” richiede circa 5 minuti. In posizione comoda (preferibilmente supina) metti le mani sull’addome. Respira lentamente, profondamente e ritmicamente. Inspira con il naso a bocca chiusa. L’addome deve espandersi. Conta quando respiri e alla massima inspirazione fai una pausa di tre secondi. Poi, sempre col naso, comincia la lenta fase di espirazione contando ancora: la fase dovrebbe durare almeno quanto l’inspirazione, meglio se durasse di piu’. La tecnica si chiama “paradossale” proprio perche’ la piu’ controllata e’ l’espirazione. Ricordati di iniziare ogni inspirazione con l’espansione dell’addome. Ripeti ogni ciclo per quindici o venti volte. Percio’ dato che un ciclo durera’ quindici secondi circa, dovresti impiegare appunto cinque minuti. Alla fine dell’esercizio, comunque, non alzarti subito, rimani sdraiato per un paio di minuti permettendo alla mente di accorgersi della sensazione di tranquillita’. Fisiologicamente, questo esercizio provochera’ una diminuzione di attivita’ del sistema nervoso simpatico (quello che viene stimolato in caso di stress), un rallentamento del battito cardiaco e un rilasciamento dei muscoli tesi. Steiner Wayne Pagina 17 (25 novembre 1997) – Corriere della Sera – Corriere salute.

ROLL DOWN e ROLL UP

ROLL DOWN e ROLL UP della colonna vertebrale:
ROLL DOWN: posizione in piedi, allineare i segmenti del corpo, gambe distanziate apertura bacino. Ispirando allungo verso l’alto la colonna espirando snocciolare verso il basso vertebra dopo vertebra lentamente, iniziando col portare il mento allo sterno, arrotolare poi le cervicali, le dorsali fino alle lombari in modo fluido senza perdere il peso dell’appoggio sui 3 punti dei piedi. In questa posizione stiamo qualche respirazione per poter sciogliere tutto il corpo al pavimento, ricerchiamo delle immagini per poter entrare meglio nella pesantezza di tutto il corpo, come se la terra ci volesse assorbire dentro di lei, o come se fossimo dei sacchi appesi. ROLL UP: con la prossima espirazione, fuori l’aria dalla bocca, e lentamente riavvolgo il rachide vertebra dopo vertebra, cerco di decelerare il più possibile la risalita in modo da soffermarmi su ogni singolo segmento vertebrale, dal basso verso l’alto, fino alla parte alta della testa che sarà l’ultima cosa che porterò in posizione di allungo verticale. Riallineare nuovamente il corpo ed inspirando allungo verso l’alto la colonna e verso il basso le spalle e ripeto altre 2 volte la dinamica. PUNTI CHIAVE: allineamento di talloni, creste iliache Allungare la colonna vertebrale, collo parte alta della testa verso l’alto Spalle lontane dalle orecchie Trasverso dell’addome attivo La colonna nella mobilizzazione si snocciola ed arrotola vertebra dopo vertebra lentamente ERRORI COMUNI: perdere gli allineamenti del corpo ipertensione di collo e spalle Non attivare il trasverso dell’addome Attivare la mobilizzazione della colonna troppo velocemente Obbiettivi: Rinforza la catena muscolare posteriore nella flessione lenta del rachide. Copyright© YogaPilates.it Tutti i diritti su questo materiale sono riservati

Shoulder Bridge (Il ponte)

SHOULDER BRIDGE: il ponte Obbiettivi: mobilizza la curva lombare in modo attivo, la stabilizza PUNTI CHIAVE: In posizione supina iniziare la salita a ponte con lo spostamento del bacino verso l’alto, e snocciolare le vertebre fino alla punta inferiore delle scapole per non andare a gravare sulla zona cervicale. Mantenere posizione verso l’alto del bacino) in tutte le destabilizzazioni successive Tenere le spalle basse ed addotte Collo in allungamento Glutei contratti al minimo e nella loro parte profonda Le sue variazioni sono ottimi esercizi di mobilità del rachide. ERRORI COMUNI: Salire a ponte come se si fosse un blocco unico senza mobilizzare la colonna vertebrale Perdere il controllo della zona centrale del corpo nella posizione a ponte Perdere il bacino verso l’alto durante la discesa accorciando la distanza tra creste iliache e spalle Spalle che si portano in alto Espandere il torace in avanti Copyright© YogaPilates.it Tutti i diritti su questo materiale sono riservati

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