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  • LEZIONI MINIGRUPPO PILATES
  • LEZIONI CON I GRANDI MACCHINARI (REFORMER, CADILLAC, CHAIR, BARREL, SPRINGWALL)

Coccole & Massaggi per San Valentino

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Sofia Xirotiri – Dynamic Yoga Workshop – 2020, feb. 28/29

Siamo lieti e onorati di riconfermare una collaborazione che da tempo è stata avviata con successo negli studi Yoga Pilates PPM della Sardegna e che ci permette di ospitare un’eccezionale professionista dello Yoga, che terrà a Torino un Workshop di Yoga Dinamico presso il nostro Studio di Via Pinelli 100.

We are really happy and honoured to reconfirm the partnership with Sofia Xirotiri, Ashtanga Yoga International teacher, who will hold a WORKSHOP on DYNAMIC YOGA in our Studio in Turin.

Il workshop sarà una full immersion di Yoga dinamico, dal Dharma al Vinyasa flow con un accento particolare sugli archi e le verticali.

The workshop will be a full immersion of Dynamic yoga, from Dharma to Vinyasa flow with special emphasis on arches and verticals.

L’insegnante/The Teacher

SOFIA XIROTIRI 
  • Authorized Ashtanga Yoga teacher (KPJAYI – level2)
  • Vinyasa Yoga teacher (Atmananda Yoga New York)
  • Specialized in Artistic Gymnastics (College of Sports & Sciences)
  • Aerobic and fitness instructor (IAFA College)

Programma

28 Febbraio/February 28th
  • 18:30 – 20.00
    Registrazione partecipanti – Presentazione Corso/Check-in and workshop introduction
    DHARMA YOGA CLASS

    Classe di yoga dinamico con un livello di intensità medio, adatta a tutti i praticanti di yoga dinamico e pilates (a meno che non abbiano una ridotta mobilità o siano principianti assoluti); dopo un riscaldamento iniziale, si “giocherà” attraverso il respiro nell’asana per sentire il proprio corpo e per raggiungere la posizione finale.

    Session of Dynamic Yoga (medium intensity), practice yoga in its different shapes and suit for EVERY level.
29 Febbraio/February 29th
  • 10:00 – 12.00
    VINYASA CLASS ON BACKBENDS


    Una lezione in cui l’accento è posto sulla coordinazione respiro-movimento, e si lavorerà in propedeutica agli archi finali.

  • 16:00 – 18.00
    HANDSTANDS CLASS

    Un workout abbastanza “strong” per fortificare il core, le braccia e le spalle, per poi provare le evoluzioni delle verticali e confrontarsi con i propri limiti. È adatta a utenti di livello di preparazione intermedio e avanzato.

    Strong workout that suits intermediate and advanced level.
È possibile frequentare le lezioni singolarmente oppure l’intero workshop. Per coloro che svolgeranno l’intero workshop sarà possibile ottenere un attestato di partecipazione (costo supplementare 20€).

You will be able to attend to one or more sessions. If you attend the complete workshop you will be provided with a participation certificate (20€).

Le lezioni saranno tenute in lingua inglese.
The classes will be taught in English.

POSTI LIMITATI
Prenota subito!

Per info e prenotazioni:
info@yogapilates.it
tel: 011 197 05 609
cell: 371 181 24 14

Natale è in Arrivo! Vuoi un paio di idee per un regalo speciale?

natale 2019 Il Natale è già nell’aria, e abbiamo preparato alcune idee regalo che potranno donare benessere e bellezza a te e ai tuoi cari!
  • Buoni regalo per lezioni di avvicinamento e abbonamenti Yoga o Pilates ? vedi dettagli nella locandina sotto
  • Attrezzatura sportiva: calze antiscivolo tecniche di vari colori e fantasie e abbigliamento tecnico sportivo
  • Trattamenti /massaggi
  • Attrezzi propri del Pilates (Fisioball, Magic Circle, Softball, ecc.).

Regalando benessere ad una persona a cui vuoi bene, riceverai sconti sul tuo prossimo abbonamento!

 

In occasione delle festività natalizie i nostri studi saranno chiusi dal 23 dicembre 2019  al 6 gennaio 2020 inclusi.

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Apre il quarto Studio Pilates Yoga PPM Torino – Inaugurazione sabato 21 settembre 2019

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Il 21 settembre aprirà la quarta sede dello Studio Yoga Pilates PPM in via San Secondo 72 a Torino, in uno dei quartieri più eleganti e centrali della città.
È con grandissima gioia, quindi, che Vi invitiamo a partecipare sia all’inaugurazione dalle ore 10.30 alle 12:30 e dalle 15 alle 17 sia all’Open Day del 23 Settembre.
In entrambe le giornate si potrà prender parte a lezioni dimostrative di Yoga e Pilates nelle quali spieghiamo e dimostriamo sia l’utilizzo dei grandi macchinari Pilates che il lavoro a corpo libero. È possibile prenotarsi contattando i recapiti dello Studio di Corso Tassoni 25 (vedi a fondo pagina).

Speciale Trattamenti

Il 21 settembre in occasione dell’inaugurazione dello Studio verranno presentate anche tutte le tipologie di trattamento proposte dalle nostre operatrici. Sarà quindi possibile prenotarsi per la settimana del 23 settembre per trattamenti omaggio della durata di un’ora ciascuno (prenotabili  – un trattamento a persona). Non mancate!

Programma lezioni dimostrative

Rinfresco

Come in tutte le inaugurazioni non possiamo fare mancare anche un piccolo rinfresco organizzato con prodotti biologici e caserecci per soddisfare i palati di tutte le persone che verranno a chiedere informazioni e gli amici che verranno a salutarci.

Cosa offre il nuovo Studio PPM Torino Crocetta

Il centro è in grado di assicurare un’alta professionalità nella pratica del Pilates quale disciplina atta a sviluppare molteplici applicazioni, nei campi della: rieducazione posturale, riabilitazione motoria e allenamento a tutti i livelli (sportivi, ballerini, utenti comuni).
All’interno della nuova sede è possibile praticare le discipline del Pilates e dello Yoga a tutti i livelli con la garanzia di un elevato standard qualitativo in tutti i servizi offerti; tutte le sale sono strutturate per ospitare un numero contenuto di allievi, hanno una pavimentazione naturale e la luminosità è garantita da ampie vetrate.

Certificazioni

Vi ricordiamo che i nostri insegnanti sono tutti certificati per le competenze in Pilates  e Yoga presso le più importanti scuole nazionali e internazionali, oltre che dall’Accademia Postural Pilates Method di Torino.

Come raggiungerci

Fermata della metro Marconi o Nizza e pochi minuti a piedi; Fermata Sommeiller del tram numero 4 o bus numero 15; Fermata Einaudi raggiungibile con il tram numero 16.

Esiste una correlazione tra i piedi e il resto del corpo

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Conosci pada bandha?

Nello Yoga la consapevolezza è importante, però non riflettiamo mai sui nostri piedi, su come poggiano o su come camminiamo. Nello Yoga tutto ha importanza, e l’ascolto dovrebbe essere riferito anche ai piedi, dotati di propriocettori che ci aiutano a capire come stiamo poggiando a terra. Molti problemi comuni alle ginocchia, al bacino o alla colonna, sono causati infatti da uno di un appoggio podalico errato e quindi non “ammortizzante” come dovrebbe. Praticando Yoga ma anche nel Pilates, pian piano si impara a “sentire” e “attivare” anche i piedi, man mano le dita si aprono come un ventaglio e si riesce ad avere maggiore consapevolezza e controllo sugli stessi.
“Se le fondamenta non sono stabili, forti e allineate, il tempio è più fragile e crolla più facilmente.”
Ed essi sono le nostra fondamenta, la nostra base! Da questa correlazione puoi certamente capire l’importanza dei piedi durante una pratica. Bandha in sanscrito significa bloccare, trattenere, unire, contrarre, attivare i muscoli in determinate aree del corpo; pada bandha quindi si riferisce all’attivazione degli archi plantari.

Come provare ad attivarli?

  • Assumi Tadasana, allarga i piedi quanto i fianchi e posizionali in modo che siano paralleli (secondo dito in linea con il centro del tallone). A questo punto alza le dita dei piedi e cerca di sentire l’attivazione del piede e dei 3 archi plantari, ascolta il tuo appoggio e prova a stabilizzarlo al centro del piede, poi riabbassando le dita cerchiamo di mantenerle larghe senza però perdere l’attivazione generale dei piedi;
  • Un altro esercizio utile è provare a portare verso l’alto e poi verso il basso tutte le dita singolarmente, partendo dall’alluce arrivando al mignolo e viceversa;
  • Nella semplice quotidianità puoi anche provare a camminare scalza per casa concentrandoti sui vari appoggi e sulla rullata del piede;
  • Infine se disponi di una pallina leggermente rigida o da tennis, “massaggia la pianta del piede per intero, dal tallone alle dita e viceversa, inizialmente non sarà molto piacevole ma subito dopo se riascolti l’appoggio al pavimento, noterai la differenza!
Questi potrebbero diventare esercizi quotidiani utili: impadronirsi di tale movimento/attivazione servirà a trasferirla durante le vostre pratiche a corpo libero. Da lì il lavoro sul resto del corpo sarà molto più “semplice”, si lavorerà con una base forte e libera da tensioni, che vi consentirà di assumere una postura più corretta sia statica che in movimento, per cui avrete un corpo più funzionale. Ogni zona corporea è importante, non tralasciamo nulla, occupiamoci del corpo in toto!

Fortificare spalle e braccia, 5 pose

Molto spesso, scoprendo che insegno yoga, le persone mi sorprendono con frasi tipo: “Ah bello lo yoga… meditare, occhi chiusi, un po’ statico però!”. In primis ne ho dedotto che c’è un po’ di confusione tra yoga e meditazione, ma soprattutto che in molti non vedono lo yoga come un’attività tonificante! In realtà come ormai avrete capito lo yoga tonifica i muscoli e aumenta la forza fisica.

Le prime volte sul tappetino, magari nel Cane a testa in giù, si possono sentire le braccia di gelatina e mille tensioni oltre ad un’intensa fatica. Per fortuna però, con una pratica costante è possibile rinforzarsi abbastanza da equilibrare il peso sulle mani e i piedi fino ad usare questa posa come uno scarico durante la pratica.

Oggi vi presento 5 pose molto semplici per rinforzare braccia e spalle, soprattutto per noi donne che non amiamo molto allenare questa parte.

  1. Adho Mukha Svanasana

Il Cane a testa in giù dona molteplici benefici, non solo rinforza, ma allunga spalle, braccia, bicipiti femorali, polpacci e tendini d’Achille. In più energizza il corpo, diminuendo lo stress e la pressione, migliorando la digestione!

Come si fa: sistemati in quadrupedia, con mani allineate sotto le spalle e ginocchia sotto le anche. Inspirando punta le dita dei piedi a terra ed espirando solleva l’ultima vertebra al soffitto, allungando gradualmente le gambe. Solleva il bacino e quando le gambe saranno distese premi i talloni al tappetino. Le cosce sono attive, le mani ben premute a terra e i gomiti ruotati in dietro, per permettere alle spalle di aprirsi e allontanarsi dalle orecchie. Le scapole sono ben aperte dietro di te. Respira profondamente lasciando la testa tra le braccia e lo sguardo rivolto all’ombelico.

Modifica: Se senti troppa tensione alle gambe, fletti leggermente le ginocchia e favorisci l’allungamento della colonna spingendo via il tappetino con le mani.

 
  1. Kumbhakasana

 

Volgarmente detta Plank, questa posa è il massimo per chi voglia sentire tutti i muscoli del corpo lavorare all’unisono!

Come si fa: dal Cane a testa in giù inspirate e scivolate in avanti, allineando le mani sotto le spalle e ruotando il bacino in modo da portare la coda tra le gambe. L’ombelico è risucchiato verso la colonna, i piedi paralleli e mentre i talloni spingono in dietro, la sommità del capo spinge avanti assicurando un bell’allungamento del collo, lo sguardo è rivolto a terra.

Restate su una linea retta, è fondamentale che non lasciate cadere giù il pube, perché pesereste sul tratto lombare!

Modifica: troppo intenso? Appoggia le ginocchia per pesare di meno sulle braccia, ma continua a spingere lontano il tappetino e a tenere le scapole lontane l’una dall’altra. Troppo blando? Vai sugli avambracci tenendo i gomiti sotto le spalle e il corpo attivo. Respira.

 
  1. Chaturanga Dandasana

Una delle pose più complesse da padroneggiare all’inizio, ma sicuramente quella che, appresa nel modo giusto, rivoluziona la pratica rendendola fluida, sicura e piacevole. Tutte le articolazioni (spalle, gomiti e polsi) vengono allenate e rinforzate grazie a questo piegamento.

Come si fa: dalla Plank, di cui dovete tenere a mente l’attivazione sinergica di tutto il corpo allineato in una retta, piegate i gomiti indietro abbassando il corpo in avanti e verso il basso. Il gioco consiste nel non superare l’angolo di 90° creato da gomiti. Tieni la coda puntata verso i talloni, l’ombelico alla colonna e il petto oltre le mani. Tieni lo spazio tra le scapole e senti le braccia stringerti i lati del busto.

Modifica: come per la Plank, se ti senti ancora troppo pesante, appoggia le ginocchia più indietro delle anche e prova e riprova il movimento.

  1. Vasisthasana

Una posa assolutamente rinforzante, la Plank laterale non è certo per principianti ma permette di lavorare in modo davvero incisivo su braccia, spalle, addominali laterali, polsi e gambe. Inoltre è fondamentale per imparare a gestire equilibrio e stabilità.

Come si fa: dalla Plank unite i piedi e lentamente ruotate sul fianco destro, la mano sinistra ben allineata sotto la spalla, i piedi uno sull’altro, il bacino spinto al soffitto. Distendete in alto la mano destra con le dita ben distese al cielo. Tendete con il corpo in alto, attivate l’addome per stabilizzare la postura e se ve la sentite, invece di guardare in avanti, guardate alla mano che sta su.

Modifica: Potete aumentare l’intensità della posa sollevando anche la gamba destra fino ad allinearla all’anca. Tenete il piede a martello con il tallone ben spinto indietro.

 
  1. Urdhva Mukha Svanasana

Il Cane a faccia in su è una delle pose più tonificanti in assoluto. Fortifica e scioglie la colonna, le braccia e i polsi. Più la padroneggerete più sarete in grado di aprire le spalle e il petto migliorando la postura, e rinforzerete l’addome e i glutei.

Come si fa: dal Chaturanga inspira profondamente e apri in alto il petto mentre distendi le braccia. Rulla sui piedi fino ad appoggiarne il dorso a terra, spingi per tenere alte le cosce e le ginocchia. Tieni i quadricipiti e i glutei ben attivi. Le scapole sono ben aperte e spalmate sulla schiena, le spalle lontane dalle orecchie e allineate ai polsi. Allungati verso l’alto godendoti l’apertura del petto, lo sguardo è alla fronte.

Modifica: In un primo momento, se sollevare le gambe da terra risulta troppo faticoso, puoi tenerle attive a terra e concentrarti sull’apertura del petto e sulla posizione delle spalle.

  Inserisci queste pose nella tua routine quotidiana e preparati ad avere un corpo più tonico e una postura più corretta ed elegante. Non forzare nessun movimento e pratica sempre nel rispetto di te e dei tuoi attuali limiti. Pratica e tutto verrà.      

Schiena sana: 5 pose e relative modifiche

Il mal di schiena è una problematica abbastanza comune e può risultare da lesioni come strappi o slogature. Può essere causato da movimenti sbagliati o azioni estreme, come sollevare oggetti troppo pesanti, magari nel modo sbagliato. Durante l’esercizio fisico, sia che si tratti di sollevamento pesi sia che si tratti di yoga, è possibile farsi male se non si agisce nel modo corretto.

Come istruttrice, ma anche come praticante, penso che sia vitale costruire una pratica sicura e sostenibile nel lungo periodo. Sarebbe un controsenso farsi del male praticando una disciplina benefica come lo yoga!

Le 5 pose che seguono e le rispettive modifiche vi aiuteranno a proteggere la schiena mentre lavorate per rinforzarla.

 
Importante! Se soffri o hai sofferto di mal di schiena, hai già subito traumi specifici o hai qualche patologia particolare, per favore pratica sotto la supervisione di un maestro esperto che sappia guidarti nel migliore dei modi. Meglio ancora, consulta un fisioterapista o un osteopata che ti assicuri che puoi praticare.
 
  1. Uttanasana: Pinza in piedi

Questa posa aiuta ad allungare la schiena, creando spazio tra le vertebre e riducendo la tensione su collo e spalle; è ottima per distendere i bicipiti femorali e in generale tutta la catena posteriore. Purtroppo però è potenzialmente pericolosa per la bassa schiena se fatta in modo scorretto!

Un leggero arrotondamento della schiena può andare, ma non ha senso chiudersi completamente e buttare le spalle verso le orecchie: l’obiettivo a cui mirare resta l’allungamento e l’apertura! Potete dunque modificare Uttanasana (nella cui versione finita teniamo gli alluci con le prime due dita delle mani) prendendovi i gomiti o appoggiando le mani su un blocco yoga (o dei libri impilati). In questo modo potete allungare la colonna durante il piegamento in avanti.

 
  1. Paschimottanasana: Pinza seduta

Praticamente identica alla posa appena vista, Paschimottanasana, grazie alla sua stazione seduta, ci toglie il problema del radicamento e dell’equilibrio, ma non ci permette di sfruttare la forza di gravità e il peso della testa per allungarci.

Ancora una volta il focus è sull’allungamento della catena posteriore e a rischio è sempre la bassa schiena. Spesso si tende a tirare troppo in questa posa, e per farsi del male basta un attimo!

Soprattutto se trovate difficile raggiungere i piedi con le mani, potete modificare la posa aiutandovi con un asciugamanino o una cinta da avvolgere all’arco plantare.

Tenete saldamente la cinghia, spingete indietro le ossa appuntite dei glutei mentre portate in avanti il centro del petto, la colonna e lunga e distesa, il collo allineato ad essa, il mento indirizzato verso lo sterno, portate i gomiti verso il busto e allungate la bassa schiena senza arrotondarvi in avanti. Lo sguardo è agli alluci.

Altrimenti, provate la variante con l’ausilio di una sedia o uno sgabello!

 
  1. Pose di torsione

Praticamente tutte le pose di torsione possono e dovrebbero essere praticate con l’intenzione cosciente di allungare la colonna durante l’inspirazione e di andare in torsione durante l’espirazione portando l’ombelico verso la spina dorsale.

Risucchiando l’ombelico infatti si attiva il core addominale, supportando così la colonna dall’interno durante la rotazione e scongiurando il rischio di un infortunio.

Tutti coloro che hanno avuto schiacciamenti dei dischi infravertebrali sono invitati a stare alla larga da torsioni troppo estreme, a meno che non lavorino sotto la costante supervisione di un istruttore esperto.

Oltre all’attivazione addominale profonda, un altro metodo sicuro per proteggere la schiena è quello di dedicarsi all’allungamento degli psoas: quei muscoli collegati ai flessori delle anche e dei bicipiti femorali.

  1. Anjaneyasana: Lunge basso o Affondo 1

3) Low Lunge (Anjaneyasana) Allunga e distende i muscoli delle cosce, i flessori delle anche, il tratto inguinale.

Lo psoas è un importantissimo flessore interno all’anca: parte dalla schiena per arrivare alla testa del femore. Soprattutto in chi sta molto tempo seduto, lo psoas tende ben presto ad accorciarsi o irrigidirsi causando non pochi fastidi alla bassa schiena che ovviamente è meno libera.

Quindi aprire gli psoas è fondamentale per il benessere della schiena e per ampliare il range di movimento delle nostre anche e gambe! Anjaneyasana, in questo senso, è un ottimo alleato, proprio perché allunga il flessore dell’anca e lo psoas.

Come farlo: Partendo dal Cane a Testa in Giù, portate il piede destro tra le mani allineando il ginocchio al tallone; appoggiate il ginocchio sinistro a terra distendendo il collo del piede; appoggiate entrambe le mani alla coscia destra o allungate le braccia oltre la testa; risucchiate l’ombelico verso la colonna e puntate il pube avanti e in basso. Tenete la postura per 5-10 respiri godendovi l’allungamento della gamba sinistra. Ripetete dall’altra parte.

 
  1. Ardha Hanumanasana o Mezza Spaccata

I bicipiti femorali si estendono per tutta la parte posteriore delle cosce e quando sono rigidi non solo possono tenervi molto lontani dai vostri alluci, ma anche limitare la mobilità nella zona pelvica causandovi forti tensioni nella bassa schiena.

Questa posa, senza spingersi nella zona vip delle spaccate complete, è un modo accessibile per allungare bicipiti femorali e colonna.

Partendo da Anjaneyasana, appena vista, appoggiate le mani sul tappetino e radicate il piede anteriore. Spingete il bacino indietro in modo che il ginocchio posteriore sia proprio sotto l’anca e la gamba frontale completamente distesa con solo il tallone in appoggio. Le mani sono appoggiate in terra (o ai blocchi) sotto le spalle. Inspirate per allungare la colonna, tenete lo sterno verso l’alto mentre vi allungate sopra la coscia anteriore. Tenete la posa per 5-10 respiri per ogni gamba.

 

Le modifiche e gli accorgimenti che abbiamo visto sono utilissimi per proteggerci e dare il tempo al corpo di prepararsi degnamente per le pose complete o avanzate. Possiamo concentrarci su quei gruppi muscolari che sentiamo particolarmente rigidi, accudirli fino a renderli di nuovo elastici, liberando cosi il corpo e minimizzando i rischi a cui lo sottoponiamo.

Non abbiate fretta, godetevi il vostro viaggio personale e la vostra pratica quotidiana. I voi di oggi saranno l’unico metro di paragone importante per i voi di domani.

Come aumentare la mobilità della colonna

La mobilità della colonna è parte fondamentale di qualsiasi pratica yoga. Muovere il corpo in avanti è più o meno facile per tutti, ma inclinarsi all’indietro richiede speciali cure e attenzioni.

Oggi ci concentreremo sui “backbends”, parola che in inglese riassume i piegamenti all’indietro della colonna.

Queste posizioni sono fondamentali e valgono lo sforzo di impararle, perché permettono al corpo di aprirsi, specialmente la zona del cuore: petto e spalle. Quando apriamo il corpo diventa più semplice rilassarsi e recepire gli stimoli esterni. E quando siamo più aperti e ricettivi tutto diventa più semplice.

Le pose in backbend sono molto sceniche, e non immediatamente accessibili a tutti, quindi bisogna approciarvisi con umiltà e attenzione. Non datevi immediatamente per vinti, ma allo stesso tempo non incaponitevi e non spingetevi oltre le vostre reali capacità. Il rischio di farsi male è sempre dietro l’angolo e non ne vale la pena! Non fatevi guidare dalla fretta, seguite il vostro percorso godendovi il viaggio.

 

L’importanza dell’allineamento nei Backbends

L’allineamento e l’equilibrio sono fondamentali, così per le cose astratte come per il corpo. Nello yoga tutto è allineamento, ed è fondamentale quando si cerca di padroneggiare una nuova posa.

Quando impariamo ad allineare il corpo nel modo giusto, ogni posa viene bene e permette di seguire il flusso di una pratica scorrevole. Se invece non c’è allineamento e il corpo non è bilanciato, tutto diventa una lotta, ogni posa richiede un’estrema fatica senza arrivare a un buon risultato.

Questo nutre la frustrazione, decisamente una cattiva consigliera!

Ognuno di noi, dopo un po’ che pratica, sa riconoscere i suoi punti deboli e può concentrarsi per lavorare sulle aree critiche.

Per migliorare la pratica con i backbends, ci sono tre aree del corpo che vanno preparate per permetterci di goderci le pose e i relativi benefici: le spalle, il petto e la schiena.

Molte persone hanno problemi con una o più di queste zone. Prendendosi il tempo per allungare ogni parte respirandoci attraverso, ognuno di noi potrà sentire i muscoli espandersi, diventare più forti e affusolati per trovare il giusto allineamento.

 

Perché respirare è importante

Durante la pratica la respirazione è fondamentale, specialmente nei backbends dove alcune persone patiscono nausea e capogiro a forza di stare a testa in giù.

Respirare dalla bocca in alcune pose scomode aggiunge stress e tensione, facendoci perdere forza.

Il respiro dev’essere rilassato e completamente attivo durante i backbends, in modo da permettere al corpo di aprirsi completamente.

Respirate dal naso, allungatevi durante l’espirazione, e il vostro corpo percepirà la differenza.

Ecco alcuni allungamenti che avranno un grande impatto sui vostri backbends.  
  1. Spalle

Posizionatevi ad una gamba di distanza da un muro, appoggiatevi saldamente i palmi delle mani e allungate dolcemente testa e collo verso il basso. Aprite petto e spalle scendendo quanto potete senza sentire tensioni.

Se la posa vi risulta molto scomoda, camminate con le mani un po’ più su sul muro e provate di nuovo. I piedi devono essere ben radicati all’apertura delle spalle, la schiena bella dritta. Assicuratevi di respirare e di allungare il vostro collo nell’espirazione. Inspirate, e tornate nella posizione iniziale espirando.

Per facilitarvi la risalita dopo un simile allungamento della colonna, piegate le ginocchia e arrotondate la colonna risalendo una vertebra alla volta.

 
  1. Petto

Ripartendo dalla posizione appena vista per aprire le spalle, questa volta allungate testa e collo verso l’alto, e lasciate che il vostro petto si muova in avanti.

Le braccia dovrebbero rimanere completamente allungate mentre inarcate la schiena. Sarete sorpresi da come, con questo piccolo movimento, sentirete il petto espandersi. Assolutamente consigliato per favorire l’apertura!

Un’altra opzione validissima è quella di invertire l’appoggio di mani e piedi: spingete il petto verso il muro e allungatelo. (vedi foto)

 
  1. Schiena

Inginocchiatevi comodamente sul pavimento con la colonna bella allungata, testa, collo e spalle rilassate. Posizionate le mani dietro la bassa schiena, con le dita puntate verso l’alto e i palmi premuti contro il fondo schiena.

Lentamente inarcate la schiena e respirate: per ogni espirazione incrementate l’inarcamento.

Assicuratevi di aprire la parte anteriore del corpo in avanti per evitare di sbilanciarvi e cadere all’indietro. L’intenzione è di espandere il vostro arco e sentirvi supportati dal vostro respiro e dalle mani mentre vi aprite.

Un’alternativa sicura è la Posa del Cammello, dove le mani appoggiano sui talloni o le caviglie.

  Praticate queste pose regolarmente e noterete come il vostro corpo inizierà ad aprirsi rendendovi più rilassate e sicuri.    

PPM

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