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Cinque ragioni per cui il Pilates è perfetto per allenare il Core addominale

Le persone fanno Pilates per ragioni diversissime: allenamento, prevenzione o trattamento di dolori alla schiena, per tenersi agili e forti, per fare attività in compagnia… ognuno può trovare un particolare motivo.

Ma c’è un beneficio specifico che chiunque avrà dal fare Pilates: la forza addominale profonda. Ecco perché.

 

Premessa: Core addominale what?!

Quando parliamo di core addominale, intendiamo la fascia addominale profonda identificabile con il “trasverso addominale”. È il più profondo dei muscoli addominali, origina dalle cartilagini delle ultime sei coste, dalla fascia tronco lombare, dalla cresta iliaca e dal legamento inguinale per andarsi a inserire all’altezza della linea alba e del pube.

Tra i muscoli addominali è il meno considerato a livello estetico ma decisamente il più importante da un punto di vista funzionale. Infatti, oltre a comprimere e sostenere i visceri, è in grado di appiattire la parete addominale. Utilissima in fine la sua azione stabilizzante del rachide lombare e la diminuzione degli stress vertebrali.

Da studi scientifici risulta che gli individui il cui trasverso è debole, soffrono di dolore cronico alla bassa schiena. Questo muscolo portentoso si attiva in maniera inconscia anticipando i movimenti degli arti superiori e inferiori, quindi è assolutamente fondamentale allenarlo!

 

5 ragioni per cui il Pilates è un perfetto allenamento per il trasverso

 
  1. Il core addominale viene attivato in tutti gli esercizi del Pilates

Ebbene si, in tutti gli esercizi del Pilates, anche in quelli di stretching. L’attivazione addominale profonda può essere il punto focale dell’esercizio, o può essere usata per supportare movimenti e lavori su altre aree del corpo.

Ovviamente è impossibile, se non dannoso, avere un’attivazione di questi muscoli al 100% per un’ora intera di lezione, ecco perchè si parla sempre di attivare al 30% come base. Alcuni esercizi richiederanno un po’ di più, altri un po’ di meno, ma sempre qualcosa sarà!

 
  1. Il Pilates mira ad allenare tutti i muscoli associati al core

Alla maggior parte di noi capita di fare gli addominali staccandosi completamente da terra con la schiena, magari con le caviglie incastrate sotto una barra: così non stiamo allenando il core! Infatti, con questo genere di esercizio si tende ad allenare gli addominali superficiali e i flessori delle anche (barando!).

Il core addominale è molto più in profondità e include i muscoli della bassa schiena. Il Pilates ci insegna come usare questi muscoli in modo incisivo quanto quelli più superficiali per assicurarci un lavoro davvero utile.

Un esercizio Pilates ben fatto, secondo il metodo originale, non richiede più di sei ripetizioni!

Questo è quello che si dice un buon risparmio energetico!

  1. Il Pilates offre un’incredibile gamma di esercizi diversi per il core

Ci sono tantissimi esercizi nel Pilates che sono specifici per il core.

Ognuno è ideato per mettere alla prova il core in modi diversi. Magari puntando sulla resistenza, cambiando le posizioni classiche, modificando la respirazione o aggiungendo l’utilizzo di piccoli attrezzi (props).

A ciò si aggiunge la fantasia e il background dell’insegnante e davvero non ci si annoierà mai durante gli allenamenti. Il Pilates è anche questo!

 
  1. Il Pilates è un allenamento per il core a tutti i livelli e a tutte le età!

Gli esercizi di Pilates possono essere modificati per adattarsi a tutti i livelli, dai principianti agli atleti professionisti. In questa disciplina non conta la quantità, quanto la qualità degli esercizi, quindi difficilmente se ne trovano di troppo semplici.

Il programma di allenamento può inoltre essere personalizzato in base alle necessità o alle problematiche di ognuno. La sessione può essere molto dolce o incredibilmente intensa anche per gli uomini, specialmente se fatta con la giusta tecnica.

 
  1. Il Pilates offre più di un addome piatto e forte

Chiunque apprezza di avere un bel girovita stretto, e di sentirsi forte. Ma come avrete capito il Pilates offre più benefici del semplice piacere estetico.

Usando le tecniche insegnate nel Pilates, l’allenamento del core addominale può curare o almeno alleviare i dolori alla schiena, migliorare la postura e l’equilibrio, rendere più semplici le attività giornaliere e meno faticose sulla schiena.

   

Yoga o Pilates, questo è il dilemma!

L’autunno è arrivato e con esso i buoni propositi di iniziare una vita più sana e attiva che ci faccia arrivare leggeri ai cenoni di Natale. Ma qual è la disciplina più adatta a noi? L’offerta di studi e palestre è sempre più vasta e fantasiosa e a volte ci si può perdere un po’, per esempio ci potremmo trovare al bivio “Yoga o Pilates”?

one-way-or-another

Qui di seguito cercheremo di dare una risposta definitiva a chi proprio non vede differenza tra due discipline famosissime ma paradossalmente poco conosciute nella loro vera natura.

Per chiarezza isoleremo un tipo particolare di Yoga, quello dinamico, basato sulla prima serie dell’Ashtanga Yoga e per Pilates il metodo coltivato dalla Scuola Newyorkese, quella che più di tutte ha rispettato la disciplina tenendola pura.

Tale padre tale figlio?

Il Pilates, non se ne fa un mistero, è figlio dello Yoga. Il suo ideatore, Joseph Pilates, fu un grandissimo conoscitore delle discipline orientali e trasse profonda ispirazione da esse. Perché? Azzarderei per pura intelligenza! Quando parliamo di Yoga, parliamo di una pratica antica di millenni, nata e sviluppatasi con l’intento di curare il corpo riconnettendolo alla mente. Come il Pilates è figlio dello Yoga, così noi siamo figli dei nostri genitori: siamo nuovi individui rispetto all’uomo e alla donna che ci hanno concepito, ma presentiamo incontestabili tratti di somiglianza.

Pilates diceva del suo metodo: “…Sviluppa il corpo in modo equilibrato, corregge le posture sbagliate, rinvigorisce il fisico e la mente ed eleva lo spirito”.

Un dato interessante: per quanto il Pilates sia arrivato a oggi con il nome del suo ideatore, egli l’aveva inizialmente battezzato Contrology, Scienza del Controllo.

Lo Yoga a sua volta punta al controllo del corpo e degli organi sensoriali. La pratica delle asana, le varie posizioni dello yoga, donano uno stato di stabilità, libertà dalla malattia e leggerezza del corpo.

Prima di passare alle differenze tra le due pratiche, isoliamo il loro punto di contatto: il rispetto della massima “Mens sana in corpore sano”.

In entrambe le discipline c’è un forte approccio olistico, la mente ha un ruolo fondamentale ma il corpo non è visto come mera macchina da perfezionare. L’uomo è corpo ed è spirito e il percorso di fortificazione deve coinvolgerli entrambi.

Imparando a controllare il nostro corpo, i movimenti quotidiani diventano più fluidi, un corpo sano e forte è motivo di fierezza, e ciò dissipa il senso di inadeguatezza facendoci sentire più sicuri, quindi più sereni… e felici!

Diversi modi di organizzare un’ora di attività

Se state leggendo quest’articolo, più che probabilmente siete interessati a capire cosa vi ritrovereste a fare nella pratica, ecco a voi due esempi di lezione sezionata nelle varie fasi:

Yoga

Lo Yoga, anche nel suo approccio più pragmatico, è un’etica, una disciplina, un sentiero spirituale che punta alla purificazione di corpo e mente. L’apertura di ogni seduta di pratica prevede quindi almeno cinque minuti di meditazione. L’introduzione alla meditazione può avvenire recitando un mantra, o semplicemente ascoltando il proprio respiro, concentrandosi su di esso e sgombrando la mente dal classico turbinio di pensieri che la affollano tutto il giorno. L’obiettivo è focalizzare l’attenzione sul qui ed ora, si prepara la mente a guidare il corpo durante tutta la pratica e per farlo in sicurezza, bisogna essere presenti a sé stessi.

Durante questa fase, entra in scena l’Ujjayi Pranayama, una tecnica di controllo del respiro, lento, profondo e nasale sia nell’inspirazione che nell’espirazione. Ha lo scopo di far arrivare l’aria calda ai polmoni, velocizzando il processo di riscaldamento del corpo, la fluidificazione del sangue e quindi facilitarne il fluire fino alle zone più periferiche del corpo. Il risultato sarà la disintossicazione del corpo mediante la sudorazione.

Altro aspetto caratterizzante, è l’attivazione dei Bandha, nello specifico:

1)   Mula bandha => Mula significa radice e si trova alla base della colonna vertebrale. Questo bandha si esegue contraendo la muscolatura che si trova nel “pavimento pelvico”, nella zona compresa tra ano e genitali.

2) Uddiyana bandha => Uddiyana significa sollevare, nello specifico il diaframma. Questo bandha si esegue spingendo la muscolatura dell’addome all’interno e verso l’ombelico espirando.

Queste attivazioni evitano la dispersione dell’energia prodotta dalla pratica e la convogliano verso i vari punti energetici del corpo, fortificandolo e rinvigorendolo.

Pilates

Nel Pilates non c’è meditazione, ma ciò non toglie che ci siano dei presupposti imprescindibili per una corretta pratica. Questa disciplina si basa su 8 principi cardine, tra cui:

1)   La respirazione: toracica bassa, latero-posteriore. Avviene inspirando dal naso ma espirando dalla bocca, quasi ad alitare lontano. Anche qui l’obiettivo è la purificazione e soprattutto lo sfruttamento della capacità polmonare nella sua totalità;

2)   La concentrazione: si libera la mente per poter ottimizzare ogni movimento;

3)   La centralizzazione: se nello yoga si attivano i Bandha, qui attiviamo il trasverso dell’addome. Il Pilates ruota intorno al Core, una serie di muscoli interni all’addome che vanno attivati per compiere ogni esercizio in equilibrio, stabilità e forza.

Presa la giusta respirazione e le dovute attivazioni, si è pronti per entrare nel vivo della pratica/allenamento:

Yoga

Nello Yoga dinamico la prima fase prevede i Surya Namaskara A e B, popolarmente conosciuti come Saluti al Sole, servono per il riscaldamento e preparano il corpo per le asana in piedi e a terra.

Consigliatissime come warm up per qualsiasi tipo di attività, queste sequenze di movimenti sono d’impatto: riscaldano, fortificano e soprattutto ricaricano il corpo di energie. Potreste arrivare sul tappetino un po’ spenti, dopo i Surya Namaskara il vostro corpo vi chiederà più azione!

Pilates

Il riscaldamento Pilates è più gentile e dopo una fase di radicamento, si concentra sulla mobilità della colonna, dei cingoli scapolari e della bassa schiena in particolare, ma è evidente che ogni articolazione viene attivata gradualmente e preparata ai vari esercizi.

In entrambe le discipline, a ogni fase del movimento si abbina la respirazione ma già si sente una certa differenza…

Un testo Yogi recita: “Non c’è limite di età per praticare lo yoga ed esso può essere praticato da tutti, uomini, donne, deboli o coloro che sono ammalati o disabili, poiché: con la pratica chi è vigile avrà successo in ogni yoga, che sia giovane, che molto vecchio, che ammalato o debilitato”.

Tutto ciò è molto bello e molto vero, e associabile anche al Pilates ma…

il Pilates è una disciplina più “materna”, durissima se praticata a certi livelli, ma più graduale: accompagna per mano dai primi passi ed è sicuramente più adatta a chi parte da un livello di preparazione fisica molto basso e quindi può incontrare più ostacoli e frustrazioni.

Lo Yoga richiede maggiore forza d’animo e determinazione poiché, lo sforzo fisico e una certa dose di sofferenza richiesti all’inizio, possono scoraggiare.

Dopo il riscaldamento:

Yoga

Solitamente per i neofiti dopo i Surya Namaskara ci sono le chiusure e il rilassamento. Immaginiamo di essere neofiti alla 3°-4° lezione, gradualmente vengono introdotte le asana in piedi e quelle a terra. L’obiettivo primo è quello di interiorizzare i Saluti al Sole per far sì che ci si abitui a far fluire respiro e movimento in una danza aggraziata: Quando il respiro nutre l’azione e l’azione nutre la postura, ogni movimento diventa gentile, preciso e perfettamente stabile.

Lo Yoga è 99% pratica, 1% teoria.

Pilates

Anche nel Pilates, per ogni esercizio, isolamento del movimento, precisione e fluidità nel compierlo sono fondamentali e come nello yoga vengono raggiunti con la pratica costante.

Allora dov’è la differenza? Lo Yoga segue uno schema fisso di asana che si susseguono in maniera propedeutica l’una all’altra. Per un perfezionista è l’ideale, si ripete sempre la stessa sequenza arrivando così alla padronanza assoluta delle posizioni.

Il Pilates prevede una vastissima gamma di esercizi codificati eseguibili a corpo libero, con piccoli attrezzi o sui grandi macchinari (Reformer, Cadillac e Springwall) e ad essi vanno ad aggiungersi tutti i propedeutici (porzioni del codificato), che possono essere infiniti, a seconda della fantasia dell’insegnante.

E dopo?

Yoga

Concluse le serie di asana, nello Yoga si passa al defaticamento tramite le chiusure, anch’esse una propedeutica all’altra. Il ritmo cala…

Pilates

Questo tipo di allenamento di solito segue un climax ascendente d’intensità, proprio perché il corpo è caldo e attivo.

Il Rilassamento

Yoga

Do it for Savasana! E’ un modo simpatico per dire che dopo le fatiche della pratica arriva la ricompensa, il rilassamento, la Posizione del Cadavere. Solitamente guidata dalla voce dell’insegnante, in questa posizione all’Ujjayi si sostituisce la respirazione naturale e il corpo si abbandona, partendo dai piedi fino a risalire alla testa, in un percorso di distensione fisica e mentale.

Pilates

Il rilassamento proposto può essere simile a quello dello Yoga, ma non è l’unico, le possibilità sono innumerevoli grazie ai supporti messi a disposizione con l’introduzione di piccoli attrezzi e a tecniche di auto massaggio.

In conclusione

Questa comparazione mette in luce come i pilastri di queste due discipline le accomunino, divergendo poi in alcune particolarità che poco incidono sui risultati che potremmo riscontrare a livello fisico e mentale.

Non c’è ragione perché la pratica di una escluda l’altra e anzi, in una fase iniziale sarebbe interessante organizzare il proprio allenamento settimanale alternandole. Il tempo, la conoscenza e i gusti personali vi diranno qual è l’attività che più vi si addice.

Un corpo allenato, tonico, flessibile ed elastico, una mente salda e consapevole, questo è il dono di entrambe le discipline, la differenza sostanziale è dentro di noi, nella serietà con cui scegliamo di affacciarci alla pratica.

Qualsiasi sia la vostra scelta, praticate nel rispetto di voi stessi e dei ritmi del vostro corpo, i voi di oggi saranno l’unico metro di paragone per i voi di domani.

Roll up – Roll down

A cosa serve?

Sebbene ricordi un tradizionale esercizio per gli addominali, il Roll Up non dev’essere eseguito in modo rapido, migliora si la forza addominale, ma lavora tantissimo sul miglioramento della flessibilità, mobilità e rinforzo della catena cinetica posteriore.

Come si esegue?

Sdraiati supini, gambe tese ed unite, piedi a martello, braccia tese all’indietro leggermente sollevate dal pavimento, con i palmi delle mani rivolti verso l’interno.

Roll Up: Inspirare e sollevare le braccia all’altezza degli occhi (90°); portando il mento al petto, sollevare il busto dal materassino e puntare le dita delle mani verso i piedi attivando gli addominali mentre lentamente stacchiamo ogni vertebra dal materassino, fino a portarci seduti sugli ischi.

Roll Down: Espirando, attivando la Power House e “risucchiando” l’ombelico verso la colonna, “srotolarsi” lentamente, e vertebra dopo vertebra portiamo la schiena verso il materassino, solo per ultimo riportiamo le braccia ben distese oltre la testa.

Varianti:

Inizialmente è meglio partire dalla posizione seduta, gambe flesse e lavorare solamente sulla discesa. È normale non riuscire subito ad eseguire l’intero esercizio codificato, ma esistono molte varianti ed esercizi propedeutici atti a rinforzare i giusti distretti. Le braccia, per esempio, anzi che parallele al pavimento possiamo portarle dietro la testa; i piedi possono essere sia in flex (martello) che in point (punta).

Più riusciremo ad acquisire mobilità della colonna e forza addominale, più facilmente riusciremo ad eseguire correttamente l’intero esercizio codificato.

SEMINARIO PILATES E MAL DI SCHIENA SABATO 7 LUGLIO 2018 – SEDE CSO. TASSONI

con VALENTINA MAKSIMOVA

 Dalle ore 11 alle ore 12:30 su prenotazione

Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

(Alexander Lowen)

Uno dei mali più frequenti che affigge l’uomo moderno è sicuramente il mal di schiena. La sedentarietà con le sue cattive posture , la fretta, la pigrizia e le cicatrici fisiche ed emotive, predispone il corpo ad innumerevoli disaggi e la schiena -il supporto principale del corpo- è la prima a subire le conseguenze. Questo seminario insegna una serie di esercizi mirati alla mobilitazione del rachide e all’allungamento distensione dei muscoli anti-gravitari. Verranno applicati esercizi e tecniche del metodo Pilates, i quali vi aiuteranno a sciogliere le tensioni nella schiena, dando un benessere immediato.

I principi su cui si fonda il Postural Pilates Method, quali l’apprendimento della consapevolezza dell’allineamento neutro della colonna vertebrale e il rafforzamento dei muscoli posturali profondi che supportano questo allineamento, sono basilari per chi soffre di mal di schiena.

Programma del seminario

  • Esercizi per i piedi;

  • Mobilizzazione lombo-sacrale;

  • Tonificazione addominale;

  • Mobilizzazione toracica e funzionalità scapola-omerale;

  • Auto-allungamento rachideo;

  • Release miofasciale con foam roller;

  • Rilassamento finale.

Impara ad ascoltare i segnali del corpo!

Parliamo spesso del nostro corpo, ci siamo a contatto ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della nostra vita, ma quando lo ascoltiamo? Il corpo traduce in azione ciò che noi facciamo, allo stesso momento traduce come stiamo. Il nostro corpo ci parla ogni momento.

Hai mai fatto caso a come percepisci il tuo corpo quando sei contento? Quando stai facendo qualcosa che ti piace? Oppure, quando sei teso, quando sei agitato, quando sei arrabbiato?

Spesso il fare della nostra quotidianità, le molte cose da tenere presenti, il controllo che ci serve durante la giornata, ci può portare ad abbassare il volume della voce del nostro corpo, che ci parla in ogni istante della nostra vita.

 

Ecco perché è importante riscoprire il contatto con il nostro corpo, il contatto con noi stessi attraverso il nostro corpo. Comprendere che cosa vuole dirci il nostro mal di schiena, testa, o quel fastidio allo stomaco che ci rovina la giornata è molto importante per capire su che strada stiamo caminando. Il nostro corpo ci comunica, attraverso le sensazioni se stiamo facendo qualcosa per il nostro benessere, oppure se dal nostro benessere ci stiamo allontanando.

Quando il nostro corpo si fa “i capricci” e si rifiuta di collaborare in realtà ci vuole solo inviare dei messaggi.Capire al volo non è facile, ma è possibile se lo ascoltiamo e ci alleniamo a migliorare ogni giorno il dialogo con lui per poi stabilire il rapporto più profondo con noi stessi, a comprendere la direzione che stiamo seguendo, e riconoscere con più naturalezza il nostro benessere.

Ecco una cosa saggia da fare quando ti capita di sentire i disaggi corporei. La domanda: Questo male a cosa mi è servito?

Iniziare con una riflessione di questo tipo stimola un ascolto diverso e un contatto diverso con noi stessi, riconoscendo che anche un sintomo fastidioso in realtà è solo un amico che ci invita ad essere più tolleranti con noi stessi.

Importante:

Per partecipare è necessaria la prenotazione poichè l’incontro è a numero chiuso.

Per info e prenotazioni: tel 011.0686662 – 349.2364870

Orario segreteria: dal lun al ven dalle 16.00 alle 20.00

Controlla le date dei prossimi Seminari su:

www.yogapilates.it

Studio Yoga Pilates © – Pilates PPM ©

IL CASO DI OGGI : ARTRITE IDIOPATICA GIOVANILE

 

 

Greta è un’adolescente  che è arrivata in studio a Settembre 2017 con una diagnosi di artrite idiopatica giovanile. Per ripercorrere la sua storia clinica, possiamo dire brevemente che dal 2016 sono insorte zoppia e coxalgia dx ed a seguito di un lieve trauma che ha accentuato il disturbo algico con difficoltà di deambulazione, a Marzo 2017 ha subito un intervento di lussazione chirurgica all’anca dx  .

Quando si è presentata Greta era molto insicura, faceva fatica a concentrarsi sulla respirazione e sugli esercizi, aveva un atteggiamento di chiusura mentale e posturale con un accentuato atteggiamento cifotico , riusciva a mobilizzare l’anca dx con fatica avendo paura di sentirla e percepirla e cercava di proteggerla  sempre con le mani e le braccia. Zoppicava in modo evidente.

Per quanto riguarda il programma da studio, ci stiamo concentrando sul recupero della mobilità dell’anca lavorando sia in asimmetria che in simmetria con esercizi mirati all’abduzione, all’adduzione e alla flessione delle gambe con particolare attenzione alla parte dx. L’obiettivo è riallineare , centralizzare e  rinforzare tutto il suo corpo.

Specifici esercizi sono mirati per la stabilizzazione della posizione neutra  e per migliorare la mobilità del bacino, stiamo lavorando per rinforzare la power house e i muscoli dorsali mantenenendo la flessibilità della catena posteriore, in più stiamo cercando di correggere l‘atteggiamento cifotico dovuto all’utilizzo delle stampelle da due anni.

Ad oggi possiamo valutare una miglioria sulla mobilità dell’anca dx e sulla flessione della gamba dx che inizialmente era molto compromessa e una maggiore mobilità pelvica che era inizialmente ridotta.

Greta entra in studio con un approccio mentale e posturale diverso. Da adolescente chiusa, diffidente ed insicura ora sta acquisendo maggior consapevolezza e sicurezza di se stessa e del suo corpo e zoppica molto meno.

Riesce a concentrarsi di più sul respiro e sugli esercizi e di conseguenza il suo corpo è più reattivo e ricettivo nell’accogliere nuovi stimoli .

Il percorso “one to one” è realmente uno scambio di energia e di informazioni preziose tra insegnante e allievo che deve essere sempre mantenuto attivo e costante.

Sei pose per l’equilibrio

Durante le mie lezioni mi rendo conto che i miei allievi affrontano molto più serenamente la pura fatica fisica rispetto alle posizioni di equilibrio che spesso scelgo per il riscaldamento.

L’equilibrio fisico è qualcosa di prezioso, raggiungerlo permette a chi pratica yoga o pilates di acquisire maggiore sicurezza, concentrazione e non solo…

La ricerca dell’equilibrio è un viaggio non privo di fatica, ma la ricompensa rende il tutto accettabile. Ho scelto un percorso lungo 6 posizioni che preparano per l’attività fisica donando concentrazione, equilibrio, forza e attivazione muscolare. Vediamole:

Sei pose per l’Equilibrio

Lettura consigliata: “Anatomia del Pilates” – Rael Isacowitz e Karen Clippinger

anatomia del pilates

“Il Pilates come lingua internazionale”


La Casa Editrice Piccin ci ha proposto una nuova pubblicazione del volume intitolato “Anatomia del Pilates” che consigliamo a tutte le persone appassionate di questa meravigliosa disciplina!
“Anatomia del Pilates” è un testo nato dalla collaborazione tra Rael Isacowitz, professionista e docente di Pilates di fama mondiale, fondatore del BASI Pilates (Body Arts and Science
International) e Karen Clippinger, professoressa di anatomia funzionale e scienze motorie presso la California State University.
Questa nuova Opera si serve di molti disegni che mostrano i muscoli bersagli del lavoro, di elenchi dei muscoli chiave ed informazioni anatomiche con spunti tecnici e note sugli esercizi in modo da offrire un insegnamento integrale agli appassionati di qualsiasi livello.
E’ una guida adatta ad ogni individuo, perché utilizza un linguaggio universale che mette in comunicazione tutti i professionisti e appassionati del Pilates, indipendentemente da quale approccio si ha con la disciplina.

Buoni propositi per l’autunno!

 

 

pilates2

L’Autunno è il momento in cui la natura è nel culmine della fase di regressione, i processi di crescita e di rigenerazione subiscono un rallentamento, che significa entrare in una fase di riposo per prepararsi ad affrontare l’inverno.

La stessa cosa accade nell’organismo dell’uomo. E, per questo, si può pensare a un allenamento regolare e più mirato. L’autunno favorisce il raccoglimento e la concentrazione su se stessi. Mentre l’estate e la primavera sono caratterizzati da un’energia opposta centrifuga, cioè che spinge verso l’esterno.

Quali sono allora i consigli giusti per l’autunno/inverno?In autunno la parola chiave è refocus, nel senso che bisogna fare davvero le “scorte per l’inverno”, dal punto di vista dell’energia fisica, ma anche nutrizionale.

Sport e stagione fredda a volte non vanno d’accordo e spesso gli sport acquatici o all’aperto sono i primi che escludiamo, riservandoli a primavera ed estate.

Quale migliore occasione per provare il Pilates?

Questa attività garantisce benefici che derivano dall’armonizzazione tra il corpo e la mente: è una disciplina che unisce alcune tecniche delle pratiche spirituali orientali con la praticità e le dinamicità tipiche delle discipline occidentali.Il Pilates, se svolto con costanza e consapevolezza, apporta innumerevoli benefici sia dal punto di vista fisico, aiutando a contrastare dolori cronici quali mal di schiena e cervicale,migliorando la capacità cardiovascolare e respiratoria. sia di naturale mentale alleviando tensione e stress fino ad aumentare la sicurezza in se stessi e quindi l’autostima.

Per il mese di autunno ti invitiamo a provare le nostre lezioni di Pilates ad un costo promozionale di 10 euro.

Per info e prenotazioni:
tel 0110686662 – 0115364466
Orario segreteria: dal lun al ven dalle 16.00 alle 20.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROMOZIONE SETTEMBRE 2014

promozioni

PROMOZIONE SETTEMBRE 2014

Non perdete l’occasione e iscrivetevi entro il 31 Luglio:
avrete uno sconto del 20% sul mensile, trimestrale e pacchetti ad ingressi dei corsi di minigruppo Yoga e Pilates da far partire a SETTEMBRE!!
Inoltre avrete una riduzione della tessera associativa al costo di 15 € anzichè 35€.
Per info sui pacchetti in promozione vi invitiamo a contattarci.
tel 0110686662 – 0115364466 Orario segreteria: dal lun al ven dalle 16.00 alle 20.00 info@yogapilates.it www.yogapilates.it o rivolgersi in segreteria

Seminario Pilates e Danza

“SENTIRE IL MOVIMENTO E LA POSTURA” Nella postura dei ballerini possono esserci impercettibili errori che nel tempo potrebbero portare a gravi problemi fisici, soprattutto considerando che ogni ballerino si trascina dietro piccole o grandi patologie spesso trascurate. Migliorare la sensibilità verso il proprio corpo, attraverso il sentirsi piuttosto che il guardarsi, permette una migliore gestione muscolare, con una riduzione degli infortuni e dei dolori, ma anche un miglioramento tecnico, poiché ballerini con maggiore controllo del movimento e della postura possono raggiungere una più elevata qualità. SABATO 22 MARZO ore 11,00 – 12,30 Cso Orbassano 191/1 L’insegnante Elena GARNONE terrà un seminario il giorno SABATO 22/03 ore 11:00 presso lo studio di C.so Orbassano 191/1 di: Pilates e Danza con “SENTIRE IL MOVIMENTO E LA POSTURA”. I costi del seminario sono: €20 per i soci (delle lezioni settimanali) €25 per i non soci €35 per teacher (anche se sono soci, teniamo a sottolineare che la priorità di questi seminari è data ai soci settimanali, non ai soci che si stanno formando con l’accademia Postural Pilates, che comunque possono essere inseriti nel caso ci sia disponibilità di posti. Loro hanno la possibilità di continuare il percorso formativo seguendo gli approfondimenti e i corsi di formazione Postural Pilates) Ai partecipanti viene rilasciata una mini dispensa per approfondire il seminario a casa Importante: Per partecipare al Seminario è necessaria la prenotazione e il pagamento anticipato, poichè il seminario è a numero chiuso

PPM

STUDIO YOGA PILATES

Via Guarini 4, TORINO
Corso Tassoni 25, TORINO
Corso Orbassano 191/1, TORINO

Tel e Cell

011.19705609 - 3711812414
011.068.66.62 – 349.236.48.70
011.536.44.66 – 324.7726813

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