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Yoga contro l’irritabilità

Il senso di irritabilità può essere caratterizzato da fastidio e frustrazione, il più delle volte è generato dall’accumularsi di piccole cose che capitano quotidianamente: rimanere imbottigliati nel traffico; semafori rossi; scegliere la fila alla cassa più lenta; rompersi un’unghia facendo il letto; il computer che si spegne facendoci perdere il lavoro della mattinata. Non si tratta di eventi epocali, ma basta una parola storta da parte di qualcuno per far risalire tutto alla testa in un distruttivo effetto geyser!

L’irritabilità è una falla nella nostra barca, un sentimento che divora la nostra serenità lasciandoci sfiniti. E la stanchezza mentale tende ad esacerbare situazioni che già di per sé sono difficili.

Alla radice del problema può esserci un disequilibrio ormonale (per ambo i sessi), eventi stressanti, scarso riposo, e il senso di insicurezza, paura, tristezza…giusto per nominare alcune cause.

Quando la scontrosità inizia a diventare un segno caratterizzante della personalità, è arrivato il momento di arginarla.

Lo yoga può essere la soluzione immediata per quelle volte in cui il vostro cattivo temperamento è momentaneo, mentre una pratica costante può aiutarvi a non diventare il sindaco di Irritabilandia!

Sappiate, comunque, che non c’è nulla di strano nel sentirsi irritati anche dopo una pratica yoga! Questo perché lo yoga è un viaggio attraverso i vari livelli energetici del nostro corpo, cosicché mentre le cose cambiano, si trasformano, si aprono e si rilasciano, i sentimenti più profondi possono affiorare in superficie. Immaginate la pratica come uno scrub dello spirito: dovete eliminare lo strato ormai morto più superficiale per poter vedere il luminoso strato sottostante.

Se questa è una possibilità, la buona notizia è che la maggior parte delle volte si arriva alla lezione di yoga irritati e si va via sollevati. Se capita il contrario, vivetelo come parte di un viaggio salutare e benefico.

 

Mini pratica contro l’Irritabilità

 
  1. Saluto al Sole A (Surya Namaskar A)

Questa bella serie di asana è perfetta per riscaldarsi, iniziare a concentrasi sul respiro e attivare tutto il corpo dolcemente.

Partendo dalla Montagna, inspirate portando le mani sopra la testa, espirando allungatevi in avanti fino a raggiungere le ginocchia con lo sguardo. Poggiate le mani alle tibie e distendete la colonna in avanti mentre inspirate. Espirando poggiate le mani all’esterno dei piedi e fate due bei passi indietro arrivando nella posa del Corpo Proteso o Plank. Inspirate ed espirando eseguite Chaturanga, il piegamento a gomiti stretti. Puntate le mani all’esterno del costato e inspirando aprite la gola verso il cielo nel Cane a testa in su. Puntate le ditina dei piedi a terra ed espirando andate nel Cane a testa in giù. Tenete per 5 cicli respiratori la posa: allontanate le spalle dalle orecchie, risucchiate l’ombelico verso la spina dorsale e puntate la codina al cielo come una freccia.

Ripetete 3-5 volte.

 
  1. Verticale (Adho Mukha Vrksasana)

Non c’è niente come una bella inversione per smuovere un po’ le cose e darvi un nuovo punto di vista!

Se non avete mai fatto una verticale, provate sotto la supervisione di un insegnante.

Se siete alle prime armi ma avete già fatto esperienza in classe, un muro sarà più che sufficiente a supportarvi.

N.B. Leggete con attenzione le istruzioni che seguono prima di andare a testa in giù!

Partite in quadrupedia, davanti al muro ad una distanza di 15-20 centimetri. Andate nel Cane a testa in giù e assicuratevi di respirare regolarmente, il corpo è saldo e forte, la mente rilassata.

Portate il vostro piede più saldo in avanti, il ginocchio flesso si ritroverà circa sotto l’ombelico. Questa gamba sarà la vostra molla per salire in verticale. Spingete via il pavimento e allungate l’altra gamba in alto, quella che vi ha dato la spinta la segue. Tenete le braccia distese! Ora flettete le caviglie come so foste in piedi sul soffitto, i talloni sono appoggiati al muro. Lo sguardo è dritto davanti a voi, le orecchie sono in linea con i bicipiti.

Se volete provare ad esercitare l’equilibrio, staccate prima un piede e poi l’altro dal muro, unite le gambe forti e attive, le punte dei piedi allungate verso il cielo.

Tenete la posa finché vi sentite comodi, ma conservate abbastanza energie per poter scendere agevolmente a terra. Quando scendete attivate l’addome, piegate le anche e portate giù uno o due piedi alla volta. Una vertebra dopo l’altra tornate in piedi e guardate il mondo con occhi nuovi!

Ripetete tutte le volte che volete.

Variazione: La Posa a L è ottima per aprire le spalle e fortificare la parte alta del corpo ed è una scelta perfetta se state lavorando sulla verticale.

Sedetevi sul pavimento con la schiena in appoggio al muro e le gambe distese davanti a voi: guardate dove sono i vostri piedi, perché è lì che sistemerete le mani.

Posizionatevi in quadrupedia, dando le spalle al muro e le mani ben radicate dove prima avevate i piedi. Sollevate il bacino in Cane a testa in giù e con la gamba che sentite più forte, iniziate a camminare sul muro fino ad allineare i piedi col bacino che a sua volta punterà verso l’alto. Distendete completamente le gambe, il petto guarda al muro, aprendosi fino a che le mani non sono in linea con le spalle o addirittura un po’ oltre. La testa è in mezzo alle spalle, lo sguardo verso il muro.

Se vi sentite forti e stabili, e la respirazione è rilassata, sollevate una gamba alla volta, tenendo la distensione per alcuni respiri. Questo semplice movimento aggiunge un elemento di forza al bilanciamento e vi prepara alle verticali.

La posa può risultare molto intensa e non adatta a coloro che hanno avuto traumi alle spalle. Se né la verticale, né la L vanno bene per voi, restate in Cane a testa in giù per 3-10 respiri.

 
  1. Farfalla Supina (Supta Baddha Konasana)

Ora che abbiamo buttato fuori un po’ di sassolini dalle nostre scarpe spirituali, è tempo di goderci questa posizione rilassante. Stesi su un cuscino o una coperta piegata, unite le piante dei piedi e aprite le cosce verso il pavimento, rilassando le anche e tutto il corpo. Se volete portate le mani oltre la testa per godervi il senso totale di abbandono. Chiudete gli occhi e ascoltate il vostro respiro, lento e profondo, come un’onda che vi attraversa, prima in un senso, poi in un altro. Sentitevi leggeri, svuotate la mente e regalatevi un momento solo vostro, di totale relax.

   

Buona Pratica e tanta serenità

Yoga e Buona Digestione

Una cattiva digestione può portare con sé gonfiore e pesantezza. Il gonfiore può dipendere da quello che mangiamo, dal modo in cui lo facciamo (troppo e/o velocemente) e anche da quanta aria ingoiamo insieme al cibo.

Alle cattive abitudini alimentari si sommano stress e ansia, che producono cortisolo, un inibitore della digestione. In periodi particolarmente stressanti il nostro respiro può modificarsi: possiamo ritrovarci a trattenere il respiro come fossimo in apnea, per poi ricordarci di respirare ma annaspando. In tutte e due i casi oltre ad ossigenare male il sangue, ingoiamo aria.

5 esercizi per il benessere delle ginocchia

Le ginocchia sono fondamentali per il sostegno del nostro peso, permettendoci di camminare, correre e saltare. Sono ammortizzatori che preservano la schiena e il collo da traumi, conferendo forza e stabilità ai nostri movimenti.

Per svolgere al meglio ogni attività quotidiana ci vogliono flessibilità, forza e stabilità. Il ginocchio, formato da cartilagini, muscoli, legamenti e tendini ha bisogno di essere sano in tutte le sue componenti per lavorare bene e senza dolori. Più l’articolazione è complessa, maggiori sono i rischi, ed infatti quella del ginocchio è particolarmente soggetta a traumi o artriti (infiammazioni).

Nel ginocchio si incontrano tre ossa: femore (parte alta), tibia (parte bassa) e rotula. Quest’ultima è interna al ginocchio, in posizione frontale, e quando il ginocchio si muove scivola senza fare attrito. Nel punto di incontro queste tre ossa sono ricoperte dalla cartilagine articolare, un materiale spesso ed elastico che assorbe gli urti scongiurando l’attrito durante il movimento.

All’interno le ossa, tra tibia e femore, sono separate dai menischi: cuscinetti di tessuto connettivo, a forma di mezzaluna, il cui compito è aumentare la stabilità.

Le ginocchia non sono solo ossa e cartilagini, un ruolo fondamentale per il loro buon funzionamento è giocato da due gruppi di muscoli: i quadricipiti nella parte anteriore della coscia (che riportano il ginocchio dritto dal piegamento) e i bicipiti femorali nella parte posteriore (fanno piegare il ginocchio).

Altrettanto importanti, i tendini e i legamenti. I primi uniscono i muscoli alle rispettive ossa e permettono tutti i movimenti, animano l’articolazione come i fili le marionette; i secondi (sono quattro) sono importantissimi per stabilizzare e limitare i movimenti della rotula in tutte le direzioni possibili.

Depurarsi con Acqua e Limone

Acqua e Limone, la bevanda miracolosa che sta spopolando in questi anni, tutti ne parlano, tutti la usano o l’hanno usata, alcuni la amano altri l’hanno trovata un’inutile tortura.

Ma quanti davvero sanno di cosa si tratta e soprattutto qual è il modo corretto per preparare l’acqua e limone?

Tra tanti metodi oggi vi parlo del “Metodo Oberhammer”, presentato nel libro “Curarsi con acqua e limone” di Simona Oberhammer. Un libro scorrevole e molto chiaro che consiglio a tutti coloro affascinati dalla naturopatia.

Più sani sotto il sole!

Più sani sotto il sole! Il libro, guarire sotto il sole Per migliaia di anni l’uomo ha vissuto in armonia con il sole, col calore e la sua luce, nutrendo un’istintiva fiducia nella sua capacità di generare la vita e guarire. Oggi, quest’antica fiducia sembra persa. Trascorriamo la maggior parte delle nostre giornate in ambienti chiusi e sotto l’illuminazione artificiale, ignorando i benefici che la luce solare può offrire al nostro benessere. Una regolare e attenta esposizione al sole rappresenta una fonte ineguagliabile di salute: può aiutare a prevenire numerose malattie, tra cui osteoporosi, sclerosi multipla, patologie cardiovascolari, rachitismo e perfino cancro, curare varie forme di stress, difenderci dall’invecchiamento precoce e mantenere il giusto equilibrio di vitamina D, elemento fondamentale per il nostro organismo. Grazie a questo libro scopriremo tutto quello che c’è da sapere per esporsi correttamente: mettendo in evidenza le precauzioni da non dimenticare, l’autore ci insegna a minimizzare i rischi e massimizzare i vantaggi di un’equilibrata esposizione al sole. Arricchito da utili informazioni su come applicare i criteri dell’architettura solare all’edilizia abitativa, il manuale dedica un intero capitolo alle più recenti ricerche scientifiche in materia di elioterapia, luce solare e salute. Per stare in forma nel periodo estivo leggere anche: Salute bellezza e igiene con la cura del limone Frullati succhi e spremute Solo crudo Il manuale dell’argilla PER RICHIESTA DI LIBRI, CONTATTI, INTERVISTE SU SALUTE E ALIMENTAZIONE FARE RIFERIMENTO A PAOLA MAZZA: 0547 346339 – ufficiostampa@gruppomacro.net

PPM

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