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L’importanza della ripetizione nella pratica dello yoga

Nello yoga è molto importante la ripetizione, poter eseguire correttamente un’ asana, sentirla, controllarla, attuare correttamente con la respirazione, passa anche e soprattutto attraverso la ripetizione.

Esistono due tipi di ripetizioni, nello yoga dinamico vi è una ripetizione di sequenze, l’armonia e la fluidità con cui vengono eseguite fanno sì che l’allievo entri coscientemente nella ripetizione e sperimenti i benefici della pratica.

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Mentre nello yoga più classico, una stessa postura statica può essere ripetuta due o anche tre volte, all’interno della stessa lezione, per fare in modo che l’allievo possa concentrarsi, entrando maggiormente nella postura, sentendo come il proprio corpo lavora, reagisce e trasmette sensazioni in maniera ogni volta differente ripetizione dopo ripetizione.

La ripetizione nello yoga aiuta anche a migliorare la respirazione, superare i propri limiti fisici e mentali, aiuta a memorizzare le asana ma soprattutto fa in modo che il praticante possa rendere personale la postura, adattarla a se stesso, alle proprie esigenze, al proprio corpo, preservando in ogni caso la correttezza dell’esecuzione.

Alla ripetizione corporale è utile abbinare anche un lavoro di visualizzazione dell’ asana, tante volte quante sono le asana, aumenta il ricordo della postura e ci aiuta ad assorbirne tutta la potenza e l’energia che vengono sprigionate durante l’esecuzione di quella determinata forma.

corsi-meditazione_O2 Queste visualizzazioni sono anche alla base di alcune tecniche di meditazione che fanno perno sull’iterazione per acquietare la mente e portarla in uno stato di maggiore consapevolezza per liberarla dalla spazzatura di pensieri che ci attraversa costantemente. Per una pratica completa dello yoga possiamo affermare che all’iterazione delle asana, delle visualizzazioni e della meditazione è necessario affiancare la pratica della ripetizione dei suoni, dei mantra, frasi o sillabe che ripetute costantemente sprigionano un’enorme potere in grado di metterci in connessione con la parte più nascosta di noi stessi, il luogo in cui risiede il Divino. Solo in questo modo potremo godere dei benefici della pratica e raggiungere quell’unione tra mente, spirito e corpo di cui tanto si parla nello yoga. meditazione spiritualità

Si avvicina l’estate, riequilibrarsi con lo Yoga.

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Con l’arrivo della bella stagione il nostro corpo si sente rinvigorito, il nostro umore migliora e la pelle diventa più luminosa, ma con l’arrivo del caldo il nostro corpo può risentire anche di stress, nervosismo, intestino irregolare e problemi digestivi. Questi disturbi capitano spesso agli individui di tipo Pitta, la medicina ayurveda distingue gli individui in tre categorie: VATA, PITTA e KAPHA.

Gli individui Vata sono tendenzialmente magri, dalla pelle secca, colorito scuro, dormono poco e non sudano molto.

Gli individui Pitta sono di costituzione media, capelli sottili, carnagione chiara e soggetti a stress.

Gli individui di tipo Kapha sono di costituzione corpulenta, capelli folti e scuri, perdono peso con molta difficoltà, carnagione molto scura e facile ad abbronzarsi.

Anche se gli effetti del caldo intenso sono maggiormente patiti dagli individui Pitta, chiunque può risentire di tali disturbi, vediamo due asana anti-caldo:

Pashimottanasana

pascimottana

Posizione della testa ai piedi, è una postura che aiuta a rilassare il corpo, stira i muscoli posteriori delle gambe, allunga la colonna vertebrale, rafforza il sistema nervoso e gli organi interni. Si esegue portando il corpo in avanti piegando fino a toccare con la fronte e il petto le ginocchia e afferrare con gli indici gli alluci. Il respiro è regolare e calmo.

Savasana

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Posizione del cadavere, è una posizione di rilassamento tipica nello yoga, nei momenti di forte caldo calma il sistema nervoso, allunga tutto il corpo e rilassa ogni singola parte, rinfrescando la attraverso il contatto della parte Yang tutto il corpo e la mente.

Due tecniche di respirazione anti-caldo:

Shitali

Shitali-Pranayama

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Respirazione Shitali, Shit vuol dire freddo, la respirazione shitali (calma e quiete) rinfresca il corpo nei giorni di maggior caldo e afa. Seduti in una posizione comoda con il busto ben eretto, si arrotola la lingua a cucchiaio o semplicemente si socchiude la bocca in una O. Inspiriamo con la bocca aperta l’aria che entra dalla lingua arrotolata ed espiriamo chiudendo la bocca, dal naso, eseguiamo 9 respiri.

Sitkari

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Serrando i denti, apriamo le labbra e aspiriamo l’aria attraverso le fessure dei denti emettendo il suono sit, ed espiriamo chiudendo la bocca, dal naso.

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