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Yoga per la pelle!

yoga pelle

Lo sapevate che la pratica dello yoga ha potenti effetti sulla salute della nostra pelle? Proprio così! lo Yoga non solo rafforza tutti i muscoli del corpo; ringiovanisce anche la pelle, fornendo la fermezza e l’ossigenazione e combattendo il tanto temuto cedimento. Cosa aspetti per iniziare a sentirne i benefici?

Lo Yoga,  in particolare Hatha Yoga, lo stile più praticato in Occidente, è un tipo di pratica che, attraverso la respirazione e lo stretching, riesce ad ossigenare ogni cellula del corpo e aiuta a aumentare l’energia e secernere più endorfine ; questi benefici si riflettono su tutti i livelli, anche sulla pelle, poiché, tra le altre cose, al aumentare del flusso sanguigno, corrisponde l’ aumentare della produzione di collagene, che apporta flessibilità ed elasticità della pelle. Pertanto, lo yoga è un’attività altamente raccomandata se vogliamo riaffermare, soprattutto gambe, glutei, addome e torace.

5 posture yoga per abbellire il petto

Probabilmente avete sentito parlare di yoga o ginnastica facciale per mantenere il viso in piena forma e allontanare le rughe. Allo stesso modo, alcune posizioni ci aiutano a riaffermare e abbellire le altre parti del nostro corpo.

Ecco qui una sequenza per tonificare una delle zone che soffrono maggiormente il passare del tempo: petto e collo.

Queste posizioni contribuiranno ad allungare e lavorare l’intera parte superiore del corpo; vale a dire, collo, spalle, petto e la gabbia toracica. Permette di aprire e riaffirmare tutta questa zona e contribuisce a creare spazi. Inoltre, quando questa zona si apre, l’energia scorre più facilmente dandoci energia e vitalità.

Marjariasana1
- Marjaryasana / Bitilasana (gatto / vacca). Questa postura mobilita e apre tutto il torace e rafforza braccia e petto.

Chaturanga

- Chaturanga (flessione o postura dei quattro membri). Rafforza l’intera area del pettorale.

 ustrasana
- Ustrasana (cammello). Aiuta ad aprire e tonificare tutta la zona del seno e del torace.

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-Bhujangasana (Cobra). Aiuta ad aprire la zona toracica e tonifica la zona pettorale.

setu_bandha_sarvangasana
-Setu Bandha Sarvangasana (ruota). Apre e rafforza tutta la zona del torace, spalle e braccia. Si tratta di una posizione che dà un sacco di energia e ringiovanisce.

Non dimenticare di idratare!

Oltre a praticare una qualche forma di yoga e / o la meditazione, per mantenere la salute e il benessere, dobbiamo tener conto di altri aspetti importanti come dormire, mangiare bene e applicare su noi stessi prodotti naturali che aiutano a nutrire e curare e riaffermino la nostra pelle. 

Il Buongiorno si vede dallo Yoga Dinamico

Perchè lo Yoga dinamico?

Siamo i primi a Torino a proporre la Pratica di Yoga Dinamico come nella vera tradizione indiana, al primo mattino (in reatà la tradizione la vorrebbe prima dell’alba, ma possiamo accontentarci :) ), prima di iniziare il lavoro o semplicemente la giornata.
Il corso comprende pratiche dinamiche e energizzanti estremamente adatte al mattino presto in cui sperimentare dinamicità e fluidità. Una pratica divertente che dona al corpo armonia, tonicità e forza.

La pratica di Yoga Dinamico è energica, dove i movimenti fluiscono guidati dalla respirazione Ujjayi (particolare respirazione) che aumenta la temperatura corporea ed induce alla concentrazione, per poi favorire il rilassamento e la meditazione. Il kramaji o sequenza varia da una pratica all’altra, servendosi di diverse asana (figure dello Yoga) per ottenere un beneficio integrale a livello fisico, mentale ed emozionale.

Com’è strutturata la lezione:

La lezione ha una durata approssimativa di un’ora e un quarto ed è composta di tre parti:
– Riscaldamento progressivo ed introduzione alla respirazione Ujjayi
– Serie di saluti al sole che servono a riscaldare l’organismo ed a potenziare gli arti superiori (img saluto)


Si continua con posizioni di equilibrio per rilassare il sistema nervoso e per dare stabilità agli arti inferiori.
– Posizione di flessione ed estensione del busto verso le gambe per un allungamento della catena anteriore e posteriore (schiena, glutei, polpacci, ischio crurali, cavo popliteo)
– Posizioni invertite o capovolte rivestono una grande importanza nella pratica dello yoga: innanzitutto permettono di invertire l’azione della gravità sul nostro intero organismo, favorendo il ritorno venoso ed eliminando i ristagni nelle gambe e negli organi addominali ed apportando un ricco afflusso di sangue ossigenato al cervello
– Parte statica e rilassamento finale

Benefici fisici
La pratica si evolve adattandosi ai giorni nostri, ed apporta tangibili benefici sul piano fisico e mentale: stimola il sistema ormonale, aiuta alla circolazione, rinforza la salute, favorisce l’eliminazione di tossine, diminuisce l’ansietà. Aumenta l’energia generale, la capacità di concentrazione ed il controllo dello stress. Risveglia la conoscenza del proprio corpo e genera uno stato di felicità e tranquillità simultanea.


A chi è indicato:

E’ una pratica piuttosto energica, in genere può essere praticata da tutti, a meno che non si è troppo avanti con l’età, o non si hanno patologie particolari.
– Lavoratori (impiegati, liberi professionisti, insegnanti, commercianti ecc.) che vogliono cominciare bene la giornata (questo per la lezione del mattino alle ore 7.00) per poter affrontare meglio gli impegni lavorativi e coordinare meglio le attività cerebrali in funzione di maggiore efficienza, preservandosi però dagli stress quotidiani.
– Studenti che si preparano alla giornata universitaria (la lezione del mattino alle 7.00) o ai periodi di pre-esami universitari che necessitano di energia, lucidità mentale e capacità di apprensione veloce

 

Prova costume, ventre piatto: rafforziamo gli addominali con lo yoga

addominali

Con l’arrivo della bella stagione e del caldo, la nostra mente non può fare a meno di pensare alle vacanze, al sole, al mare. 

Mare per molti vuol dire relax, spensieratezza, opportunità di praticare yoga all’ aperto, ma anche prova costume! Per arrivare in piena forma in spiaggia e godervi al meglio il vostro meritato riposo, vi consigliamo alcune posizioni yoga che faranno bene a fisico e mente, e che potrete ripetere all’ aria aperta, approfittando dell’ alba o del tramonto sul mare.

POSIZIONE DELLA TAVOLA O BASTONE

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Portatevi in posizione di quadrupedia e poi distendete dietro prima la gamba sinistra e poi la destra, portate il corpo in linea, bacino basso, e piegate le braccia, sguardo verso il basso. Accorciate e strizzate la zona addominale, attenzione al respiro. 

In alternativa potete tenere le braccia distese. Tenete la posizione dai 2 ai 5 min.

 

POSIZIONE DELLA BARCA

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Seduti sul tappetino, sollevate lentamente le gambe sino a trovare il punto di equilibrio, schiena dritta e spalle aperte ma rilassate, accorciate e strizzate la zona addominale, attenzione al respiro.

Portate la braccia davanti a voi, altezza spalle e con i palmi delle mani che si guardano.

In alternativa potete tenere le gambe piegate a formare un angolo di novanta gradi, ma con il tempo cercate di distenderle. Tenete la posizione dai 2 ai 5 min.

 

POSIZIONE DEL GUERRIERO III

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Portatevi in posizione eretta, portate le braccia verso l’alto con i palmi delle mani che si toccano, poi spostate il peso su una gamba e lentamente inclinatevi in avanti sollevando l’altra gamba e trovando l’equilibrio. 

Accorciate e strizzate la zona addominale, attenzione al respiro, tenete la schiena dritta e la gamba sollevata in linea co la schiena, sguardo alle mani.

Sollevate la gamba sin dove riuscite e tenete la schiena in linea sempre. Ripetete con l’altra gamba. Mantenete  la posizione dai 2 ai 5 min.

POSIZIONE DEL CANE A FACCIA IN GIU’

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Portatevi in quadrupedia, tendete la gambe e spingete con il bacino indietro sino a che non andate a toccare con i talloni la terra, braccia distese schiena dritta e spalle rilassate. Testa tra le braccia e attenzione al respiro.

Tenete  la posizione dai 2 ai 5 min.

Ripetete tutte le posizioni durante un’ora e godete della magica atmosfera della natura, ascoltatevi e sudate! Sudare espelle tossine e rigenera il vostro corpo dandogli una nuova energia.

In poco tempo sfoggerete degli addominali invidiabili! Buona estate.

 

Tumore al seno: lo yoga migliora la qualità di vita delle pazienti

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Si sa che praticare lo yoga ha molti effetti positivi sulla nostra salute. Ora, un nuovo studio condotto dall’ Università del Texas (USA) ne aggiunge uno nuovo: un miglioramento della qualità della vita delle donne con il cancro al seno. Uno degli effetti collaterali più comuni nelle donne sottoposte a trattamento per il cancro è la sensazione di stanchezza a causa della radioterapia.
 
Per verificare la tesi dell’impatto positivo della pratica dello yoga, i ricercatori hanno esaminato 191 donne con cancro al seno con diverse fasi della malattia. Le donne sono state divise in tre gruppi e ogni gruppo monitorato: Il primo avrebbe praticato yoga, il secondo  stretching e il terzo nessun tipo di esercizio. Le donne nei primi due gruppi dovevano praticare 1 ora di yoga, 3 volte alla settimana, per un periodo di sei settimane.
 
Durante questo periodo,  le pazienti furono interrogate sulla percezione che avevano della loro qualità di vita, della fatica, la depressione e qualità del sonno, mentre venivano eseguiti elettrocardiogrammi e test della saliva per misurare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
 
Le donne che avevano  partecipato attivamente alle sessioni di yoga (primo gruppo) hanno mostrato il più forte calo dei livelli di cortisolo, suggerendo quindi che lo yoga ha agito come un efficace regolatore dell’ ormone dello stress. Hanno inoltre sentito una riduzione della fatica presentando uno stato di migliore salute generale.

Le donne degli altri gruppi non hanno notato alcuna differenza.

 
Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology ha stabilito che la pratica di una disciplina come lo yoga, che unisce corpo e mente ha un potenziale enorme per combattere l’affaticamento causato dalla radioterapia attraverso la regolarizzazione dei livelli di ormone dello stress, migliora la qualità complessiva della vita prima, durante e dopo il trattamento.

Asana invertite

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Queste posture lavorano sul cervello perché apportano una grande quantità di sangue, stimolano l’azione degli organi di senso e regolano il funzionamento della tiroide. Fortificano la colonna vertebrale e in particolar modo la cervicale. Danno vigore ai muscoli delle braccia, delle spalle e del collo.

Aiutano la circolazione sanguigna e prevengono varici e rottura dei capillari delle gambe, stimolano l’azione cardiaca e migliorano la memoria, la concentrazione e l’attenzione.

Prevengono catarro, muco nasale, ipotensione, depressione e mancanza di concentrazione. Tonificano e rinvigoriscono il corpo in generale, soprattutto l’addome.

Nello specifico osserviamo:

Halasana

Halasana 

BENEFICI   Sistema scheletrico: Fornisce mobilità alla colonna vertebrale in avanti, dona flessibilità ed elasticità. Corregge le deviazioni della colonna e le malformazioni lievi.   Sistema muscolare: Rilassa la catena dei muscoli posteriore del corpo. Lavorare intorno all’addome. Massaggia il muscolo cardiaco. Allunga i muscoli cervicali, dorsali e lombari e la parte posteriore delle gambe.   Sistema circolatorio: Aumenta il flusso di sangue al viso e alla testa (gli organi del cranio).   Sistema Nervoso: Allevia la compressione dei filamenti nervosi che escono dalla colonna vertebrale, in particolare nella zona cervicale e lombare. Diminuisce la stanchezza.   Sistema organico: Stimola attraverso la compressione gli organi del bacino e della zona addominale. Stimola le ghiandole della tiroide e paratiroidee.

Sarvangasana

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BENEFICI

  Sistema scheletrico: Dà mobilità alla colonna vertebrale, flessibilità ed elasticità.   Sistema muscolare: Stira la catena muscolare posteriore del corpo. Rafforza l’addome. Massaggia ??il muscolo cardiaco. Allunga i muscoli cervicali, dorsali e lombari. Rilassa le gambe.   Sistema circolatorio: Migliora la circolazione sanguigna, il cuore. Favorisce il ritorno venoso, aiuta in caso di vene varicose ed emorroidi.   Sistema Nervoso: Allevia i filamenti di compressione nervosa in uscita dalla colonna, in particolare nella regione lombare e cervicale. Produce un senso di calma e di energia. Sistema organico: Avvicina gli organi interni a causa della gravità. Corregge la caduta viscerale (ptosi) e le possibili aderenze. Irriga di sangue la tiroide e ne migliora le funzioni (scambio respiratorio, crescita ossea, lo sviluppo sessuale, ecc.) Migliorata l’ipotiroidismo, asma, palpitazioni, bronchite, emicrania. Aiuta in caso di dispepsia, stipsi, ernie.

Cosa sono le Asana e i loro benefici

image Le asana sono alcune posizioni che il corpo assume per influire beneficamente su tutti gli organi e ghiandole, sul sistema neuromuscolare, su una varietà di funzioni e sull’energia, armonizzando anche la parte mentale. Le asana o posture recano beneficio a tutti i sistemi del corpo: circolatorio, respiratorio, digerente, endocrino e nervoso. Le asana promuovono l’integrazione corpo-mente, acquietano il sistema nervoso e pacificano le emozioni. Irrigano di sangue tutte le zone del corpo, migliorano l’elasticità dei tessuti, aiutano il funzionamento cerebrale, forniscono flessibilità alla colonna vertebrale, alle articolazioni ai tendini, ai muscoli e ai nervi. Eliminano le contrazioni e gli spasmi e inducono ad un rilassamento profondo e ristoratore. Prevengono i disturbi somatici e psicosomatici, e aiutano i disturbi emotivi e mentali. Regolarizzano i battiti del cuore e la pressione sanguigna, migliorano il funzionamento del sistema locomotore e rivitalizzano tutto il corpo.

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 Prevengono l’invecchiamento precoce e mantengono il corpo flessibile e forte. Le Asana fanno si che il corpo assuma posizioni che in altro modo non adotterebbe mai, influenzando tutto il corpo in maniera benefica. Ci sono numerose posizioni, dalla più semplice alla più complicata o difficile. Circa una trentina sono le posture base fondamentali, esistono un sacco di varianti che possono essere adattate alle esigenze di ogni persona. Nella maggior parte delle posizioni si esercitano contemporaneamente stretching e massaggi, ad esempio, le posizioni di flessione in avanti allungano tutti i muscoli posteriori del corpo ed esercitano un massaggio su tutti gli organi dell’addome, mentre le posizioni di piegatura all’indietro, allungano i muscoli anteriori esercitando un massaggio sulla zona renale. In definitiva le asana sono un beneficio per il corpo, la mente e lo spirito, e possono essere praticate da chiunque voglia avere cura totale della propria anima.  tipi-di-asana

Yoga e sport: climbing (arrampicata)

park_yoga_1 Per tutti coloro che praticano uno sport è per lo più sempre raccomandabile anche la pratica di una disciplina olistica che possa addolcire la rigidità data da un allenamento sportivo e aiutare la mente nella concentrazione. Una famosa citazione dice: ‘La potenza è nulla senza controllo’, mai affermazione fu più vera, lo yoga al servizio dello sport permette di poter gestire la forza, migliorare la respirazione e il rendimento nella pratica. Un esempio è dato dal climbing, uno sport che richiede disciplina, precisione, forza e solidità fisica e strutturale. Nell’arrampicata è prioritario entrare in contatto con il proprio corpo, esserne consapevoli, concentrarsi sui gesti e sul proprio equilibrio nella dinamicità, è fondamentale stare nel momento presente perché anche il minimo errore potrebbe essere fatale. Questo sport fornisce un ottimo esempio di come si possa migliorare la propria salute fisica abbinandola anche ad un sano allenamento interiore. Vediamo alcune posture che risultano molto utili a tutti i praticanti del climbing. Per iniziare si possono eseguire una serie di Saluti al Sole, almeno 5 ripetizioni complete, servono per riscaldare il corpo, potenziarlo e portarlo in movimento.

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A seguire si possono praticare alcune asana di equilibrio per la consapevolezza del bacino, che permettono di percepire bene il proprio corpo e controllare il respiro.

Trikonasana

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L’asana del triangolo, ne esistono diverse varianti, tutte ugualmente efficaci, rafforzano le gambe, donano elasticità ai muscoli adduttori, aprono il cuore e ampliano i pettorali.

Virabhadrasana

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L’asana del guerriero, quest’ asana ha un significato profondo molto forte che si sprigiona durante la pratica, in questa variante lavoriamo molto l’equilibrio, e anche l’elasticità del corpo, allarghiamo le gambe, poniamo il piede destro a 45° e ruotiamo il sinistro, portiamo il peso del corpo sulla gamba sinistra stirando la destra, inarchiamo la schiena portando il braccio sinistro in linea con il busto, e portiamo il braccio destro dietro appoggiando la mano sulla gamba sinistra.

Ardha Chandrasana

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La postura della luna, allarghiamo le gambe, portiamo il peso sulla gamba destra,  pieghiamo il busto appoggiando la mano e solleviamo l’altra gamba portando la mano sinistra in alto in linea con le spalle aprendo bene il petto. Quest’ asana rafforza gambe, schiena, conferendo forza ed elasticità e ci permette di beneficiare del potere ancestrale della luna.

Ora cerchiamo di dare consapevolezza agli arti, eseguendo

             Parsvottanasana

                                                                   Adho Mukha Svanasana  

Sono 2 posture importanti per acquisire consapevolezza di tutti gli arti, del peso del corpo e della giusta distribuzione su tutti gli arti, per il climbing è importante provare a giocare con il peso e imparare a gestire la forza e i gruppi muscolari.

Ora andiamo a lavorare sulla schiena eseguendo:

                     Gomukhasana                                                                                  Setu Bandha Sarvangasana

La prima si esegue portando le gambe una sopra l’altra e incrociando le braccia dietro la schiena sino a far sì che le mani si afferrino, mentre la seconda è la postura del ponte che rafforza i glutei, allarga petto, spalle, rieduca l’articolazione e contrasta la chiusura delle spalle.

Infine è importante eseguire asana che creino spazio nel bacino per spostare il baricentro, giocare con il peso del corpo da un piede all’altro, e aprire bene le anche a livello dell’articolazione coxo-femorale.

 Supta Padangustasana

Per concludere eseguiamo Ardha Padmasana per acquietare la mente e portarla in uno stato di concentrazione e abbandono, rilassiamo il corpo e godiamo con consapevolezza del suono del nostro respiro.

                                                                                          Ardha Padmasana

I mantra nello Yoga

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Per cominciare spieghiamo il significato della parola Mantra, essa deriva dal sanscrito ed è composta da due parole: manas=mente e trayati=liberare. Per tanto Mantra vuol dire liberare la mente, ma da cosa? dall’energia illudente. I mantra sono delle brevi ma molto potenti formule sonore in grado di trasformare ed elevare la coscienza, con i mantra siamo in grado di dominare le funzioni mentali mettendoci in connessione con il grande potere che è in noi, possiamo chiamarlo Signore Supremo o Sé interiore, ma stiamo comunque evocando la nostra parte migliore.

I mantra vengono ripetuti come dei canti per un numero pari a 108 volte, la ripetizione crea una spirale di energia che conduce tutti i nostri pensieri verso la sfera spirituale trasformandoli e purificandoli, conferendo un enorme beneficio a livello spirituale, mentale e fisico. I mantra sono formati da sillabe in lingua sanscrita, i Bija Mantra cioè i ‘semi’ rappresentano il mantra ridotto all’essenziale, racchiuso in una sola sillaba e sono potentissimi, i principali sono associati agli elementi della natura.

Etere, aria, fuoco, acqua e terra, i cui suoni sono Ham, Yam, Ram, Vam e Lam.

I mantra nella pratica dello yoga vengono adoperati appunto per stabilire una connessione con la nostra parte più nascosta, essi   con le vibrazioni prodotte dalla ripetizione a voce alta, agiscono anche sul piano fisico permettendo alla coscienza di staccarsi dal piano sensoriale.

Nello yoga un Bija mantra molto usato è l’OM (AUM), esso è composto da 3 lettere, A=veglia, associato alla creazione, Brahama, U=sogno associato alla conservazione, Vishnu, M=sonno profondo associato alla distruzione, Shiva. Intonare l’ OM aiuta a rilassarsi, mantenendo comunque un attenzione vigile e consapevole, in una posizione comoda, con la schiena dritta e le gambe nella posizione del Loto, ci prepariamo a lasciar fluire il respiro liberamente e profondamente. Il suono A è gutturale, mentre la U si ottiene dal movimento in avanti della lingua, ma è importantissima la vibrazione della M al termine del canto del mantra. Per attivare il Prana la A corrisponde alla fase respiratoria addominale, la U a quella toracica e la M a quella clavicolare.

om canto

Come l’ OM, un altro mantra usato nello yoga è il Maha mantra, considerato il mantra supremo:

Hare Krishna-Hare Krishna-Krishna Krishna-Hare Hare-Hare Rama-Hare Rama-Rama Rama-Hare Hare.
(O Signore che attrai e dai piacere a tutti, o energia del Signore, Ti prego, concedimi il puro servizio devozionale di Amore.)
Hare= colui che ci rubò il cuore, Krishna (colui che affascina tutti e ci attira a sé,  la figura più importante, rappresenta la conservazione dell’Universo.) e Rama (colui che ci riempie di gioia permanente, rappresenta la profonda gioia che risiede in noi) sono 2 nomi della Persona Suprema. Secondo un tradizione indiana quando il Signore creò l’uomo decise di rubargli il cuore e di nascondersi dentro. Cantando questo mantra cerchiamo di ristabilire un contatto con il nostro cuore e quindi con la nostra spiritualità, purificando il corpo e la mente dalla spazzatura dei pensieri e dei ‘mostri’ interiori.
chant geor harrison

Asana di equilibrio

equilibrio yoga Le posizioni di equilibrio nella pratica dello yoga risultano fondamentali per il controllo della mente, la concentrazione e l’allenamento del corpo, esse sviluppano leggerezza, agilità e forza,  migliorano il tono muscolare, la coordinazione dei movimenti rafforzando le braccia e le gambe. Per l’esecuzione di queste asana si richiedono polsi molto forti, non è consigliabile la pratica alle donne in gravidanza, gli anziani e i principianti, o per 12-18 mesi successivi ad un intervento all’addome. Le asana di equilibrio restituiscono armonia al corpo, migliorano la respirazione e massaggiano il cuore, tonificando l’apparato respiratorio, inoltre lavorando tra cielo e terra permettono di migliorare il radicamento al suolo  e il contatto con la natura e la parte più ancestrale che risiede in ognuno di noi. Favorendo in contemporanea l’allungamento del corpo verso il cielo avvicinandoci alla parte più spirituale e il contatto con il divino che dimora nel nostro cuore. Vediamo ora 2 asana di equilibrio tra le praticate nello yoga:

Vrksasana

equilibrio-e-stabilita L’asana dell’albero, prende il nome da vrksa, che significa appunto albero, questa è tra le posizioni più conosciute e diffuse nello yoga, possiamo affermare che nell’immaginario collettivo lo yoga venga identificato con quest’ asana. Ne esistono molte varianti, ma 5 sono quelle fondamentali, tutte simili tra loro, ma che, se praticate in sequenza, consentono di percepire, attraverso i micro-movimenti,  come lavorano i diversi muscoli coinvolti nella pratica, lo spostamento del peso e dell’equilibrio,  migliorando di volta in volta la consapevolezza del proprio corpo. Vrksasana si esegue portando il peso del corpo sulla gamba sinistra, una volta raggiunto il radicamento e la stabilità, si solleva la gamba destra afferrandone la caviglia e appoggiando il piede all’altezza dell’inguine, sopra il ginocchio, successivamente si sollevano le braccia congiungendo i palmi della mani e portandole sopra il capo o all’altezza del cuore. Durante l’esecuzione di questa posizione è importante sentire il contatto con la terra, come se la parte inferiore del nostro corpo rappresentasse le radici dell’albero che sprofondano nel terreno, mentre la parte superiore, tende verso il cielo, si allunga come la chioma dell’albero che tende verso il sole, la luce, il divino.

Virabhadrasana

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Quest’ asana prende il nome da Virabhadra, un potente guerriero nato da una ciocca di capelli lanciata al suolo da Shiva, irato per la morte della sua sposa Shakti, è una posizione di natura maschile che rappresenta la forza virile dell’ira del signore della distruzione. Può sembrare strano che nello yoga ci sia una posizione chiamata ‘del guerriero’, ma non dimentichiamo che nella Bhagavad-Gita, uno dei testi vedici più importanti, si narra del dialogo tra il principe guerriero Arjuna e Krishna, il Signore Supremo, sul campo di battaglia Kuruksetra. In realtà ciò che simboleggia quest’ asana è la forza e l’ideale del ‘guerriero spirituale’ che si batte contro l’ignoranza, motivo di tutte le nostre sofferenze.

Questa posizione celebra un’apertura alla vita, conferisce stabilità, equilibrio, radicamento, allineamento, rafforza le gambe e la schiena.

E’ adatta quando si vuole acquisire potere decisionale e forza, per guardare in avanti con calma e consapevolezza del proprio passato.

Esistono 3 versioni, quella che presentiamo, è la più complessa, si porta il peso sulla gamba destra, portando la schiena parallela al suolo, una volta raggiunto il radicamento, si solleva la gamba sinistra e si aprono le braccia, unendo i palmi delle mani, con le braccia in linea con il capo e la schiena.

Curarsi con lo yoga

Lo yoga non è solo una pratica per rilassare la mente e rendere il corpo più elastico e flessibile, lo yoga con una buona guida può essere utile anche nella cura di alcune patologie causate soprattutto da stress e cattiva percezione della vita.

Molto spesso le patologie che colpiscono il corpo sono solo una conseguenza di uno squilibrio tra forze negative e positive che interagiscono in maniera sbagliata con le forze cosmiche esterne. Per curare queste patologie dobbiamo riequilibrare queste energie, nel caso di un mal di testa alle volte la cura può anche essere quella di osservare il punto del dolore ed abbandonarsi ad esso. Vivere intensamente il proprio dolore può essere utile per eliminarlo, ma anche la concentrazione e l’esecuzione di alcune tecniche di respirazione possono contribuire alla cura. Spesso il mal di testa è solo un sintomo di una situazione di stress, o di un malessere psicologico che ci affligge e sfoga la sua pressione attraverso il dolore al capo.

Per curare il mal di testa possiamo iniziare con una di queste tre tecniche di respirazione abbinate ad alcune semplici asana.

Respiro colorato

Seduti in una posizione comoda, busto eretto, inspiriamo in forma regolare visualizzando l’aria fresca che entra di un bel colore limpido e chiaro, mentre l’aria tiepida che esce durante l’espirazione di un colore scuro ed opaco, come il dolore che sentiamo, quasi ad espellere insieme al respiro anche la sofferenza. Ripetiamo per 2 min.

Chandra Pranayama

E’ il respiro della Luna, va eseguito con una pressione arteriosa alta, chiudiamo la narice destra e respiriamo in maniera regolare solo dalla sinistra, inspiriamo ed espiriamo per 3 sec. Ripetiamo per alcuni minuti.

Surya Pranayama

E’ il respiro del Sole, va eseguito con la pressione arteriosa bassa, chiudiamo la narice sinistra e respiriamo solo dalla destra, dopo l’inspirazione tratteniamo il respiro per 3 sec e poi torniamo ad espirare regolarmente.

Ora vediamo le asana associate alla cura di questo disturbo:

Sadhakasana 

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Posizione dell’adepto, seduti sui talloni, portiamo le mani chiuse in pugno l’una sopra l’altra e ci pieghiamo in avanti sino ad appoggiare le mani al suolo con le braccia aperte e la fronte poggia sui pugni chiusi. Manteniamo la postura almeno 5 min con un respiro regolare e diaframmatico.

 Kakiniasana

Posizione del corvo femmina, seduti sui talloni si piega la schiena portando il vertice del capo a toccare il suolo e sollevando le gambe con le ginocchia che poggiano per terra e afferrando le caviglie. Teniamo la postura almeno 5 min, respiro, regolare.

 Kapalasana

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Posizione sul cranio, portando il corpo capovolto l’afflusso di sangue andrà alla testa e otterremo un beneficio immediato. Si esegue seduti sui talloni, portiamo le mani a terra e il vertice del capo al suolo, solleviamo il bacino, distendiamo le gambe e a piccoli passi avviciniamo i piedi alle mani, finché arriviamo ad appoggiare le ginocchia sui gomiti. Se si riesce distendere le gambe in alto il beneficio sarà maggiore. Teniamo la postura pochi minuti, respiro regolare e calmo. Evitiamo quest’ asana con una pressione troppo alta o troppo bassa e in periodo mestruale.

Una pratica che va dai 30 ai 60 min dovrebbe essere sufficiente per curare il mal di testa e riportare il corpo al suo normale vigore.

PPM

STUDIO YOGA PILATES

Corso Tassoni 25, TORINO
Corso Orbassano 191/1, TORINO
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