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Cos’è il Nada Yoga

mantras

Nada Yoga viene dal sanscrito, e significa ‘vibrazione’ il Nada yoga è lo yoga del suono, si utilizzano suoni, mantra e musica per guidare il praticante verso lo scopo ultimo dello yoga: riequilibrare la persona, riconnettersi con il divino e realizzare il sé spirituale.

Lo yoga quindi mira all’armonizzazione di mente, spirito e corpo e per fare ciò esistono molte tecniche tra cui il Nada yoga, è bene precisare perciò che lo yoga è ben più di una pratica, è uno stile di vita, uno stato di coscienza volto all’armonia, all’equilibrio e all’unità.

Nella Bhagavad Gita, infatti, Sri Krishna spiega ad Arjuna:

Lo yoga non è per chi mangia troppo o troppo poco; non è per chi dorme troppo o troppo poco; lo yoga è la condizione di chi è equilibrato nelle attività quotidiane, nel lavoro e nel riposo. Questo yoga distrugge i conflitti ed elimina la sofferenza”.

Da ciò si evince pertanto che lo yoga non è solo un insieme di tecniche e che esse sono il veicolo per rieducare mente e corpo all’ascolto interiore e al risveglio della consapevolezza.

In questa ricerca il Nada yoga ci aiuta tramite il suono, la musica, il canto e la ripetizione di mantra a ritrovare lo stato di equilibrio e armonia. Le note musicali hanno le loro corrispondenti Nadi nei Chakra, la musica fa vibrare le Nadi, le purifica e risveglia la forza psichica e spirituale che dorme in loro.

La melodia esercita una potente influenza sulla mente e sul corpo di ogni essere vivente. La mente che è il grande strumento di confusione per ogni essere umano, viene controllata attraverso il Nada yoga.

Il Kirtan, ossia la pratica del Nada yoga, aiuta lo yogi nello sviluppo dell’amore cosmico e nella perdita dell’eccessiva attrazione per le cose materiali. Nel Kirtan si utilizzano vari strumenti, come l’harmonium, i piattelli, il flauto ecc. che facilitano il controllo della mente e l’immersione nel proprio Essere, praticando il Nada yoga con amore e devozione si avvertiranno i benefici in poco tempo.

Ad esempio: le vibrazioni sonore agiscono sul movimento del Prana, armonizzando le energie e favorendo l’allineamento del corpo sbloccano le tensioni. Aumentano la forza fisica, la concentrazione, l’attenzione e la memoria. I suoni facilitano la circolazione del sangue, migliorano la struttura muscolare ed ossea, rallentano il processo di invecchiamento e danno una forma di protezione a livello fisico e mentale. Aiutano ad entrare in uno stato di rilassamento e meditazione, connettendo e sbloccando emozioni.

Seduti in una posizione comoda, rilassati e guidati da un insegnante esperto ci si inizia alla pratica del Nada yoga, cominciando con il canto il praticante sarà poi in grado di riconoscere, con l’aiuto del maestro, il proprio personale suono, vibrazione legato al proprio chakra di riferimento e potrà utilizzarlo ogni volta nella pratica del Nada yoga. 

nada_yoga_01

 

Asana di equilibrio

equilibrio yoga Le posizioni di equilibrio nella pratica dello yoga risultano fondamentali per il controllo della mente, la concentrazione e l’allenamento del corpo, esse sviluppano leggerezza, agilità e forza,  migliorano il tono muscolare, la coordinazione dei movimenti rafforzando le braccia e le gambe. Per l’esecuzione di queste asana si richiedono polsi molto forti, non è consigliabile la pratica alle donne in gravidanza, gli anziani e i principianti, o per 12-18 mesi successivi ad un intervento all’addome. Le asana di equilibrio restituiscono armonia al corpo, migliorano la respirazione e massaggiano il cuore, tonificando l’apparato respiratorio, inoltre lavorando tra cielo e terra permettono di migliorare il radicamento al suolo  e il contatto con la natura e la parte più ancestrale che risiede in ognuno di noi. Favorendo in contemporanea l’allungamento del corpo verso il cielo avvicinandoci alla parte più spirituale e il contatto con il divino che dimora nel nostro cuore. Vediamo ora 2 asana di equilibrio tra le praticate nello yoga:

Vrksasana

equilibrio-e-stabilita L’asana dell’albero, prende il nome da vrksa, che significa appunto albero, questa è tra le posizioni più conosciute e diffuse nello yoga, possiamo affermare che nell’immaginario collettivo lo yoga venga identificato con quest’ asana. Ne esistono molte varianti, ma 5 sono quelle fondamentali, tutte simili tra loro, ma che, se praticate in sequenza, consentono di percepire, attraverso i micro-movimenti,  come lavorano i diversi muscoli coinvolti nella pratica, lo spostamento del peso e dell’equilibrio,  migliorando di volta in volta la consapevolezza del proprio corpo. Vrksasana si esegue portando il peso del corpo sulla gamba sinistra, una volta raggiunto il radicamento e la stabilità, si solleva la gamba destra afferrandone la caviglia e appoggiando il piede all’altezza dell’inguine, sopra il ginocchio, successivamente si sollevano le braccia congiungendo i palmi della mani e portandole sopra il capo o all’altezza del cuore. Durante l’esecuzione di questa posizione è importante sentire il contatto con la terra, come se la parte inferiore del nostro corpo rappresentasse le radici dell’albero che sprofondano nel terreno, mentre la parte superiore, tende verso il cielo, si allunga come la chioma dell’albero che tende verso il sole, la luce, il divino.

Virabhadrasana

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Quest’ asana prende il nome da Virabhadra, un potente guerriero nato da una ciocca di capelli lanciata al suolo da Shiva, irato per la morte della sua sposa Shakti, è una posizione di natura maschile che rappresenta la forza virile dell’ira del signore della distruzione. Può sembrare strano che nello yoga ci sia una posizione chiamata ‘del guerriero’, ma non dimentichiamo che nella Bhagavad-Gita, uno dei testi vedici più importanti, si narra del dialogo tra il principe guerriero Arjuna e Krishna, il Signore Supremo, sul campo di battaglia Kuruksetra. In realtà ciò che simboleggia quest’ asana è la forza e l’ideale del ‘guerriero spirituale’ che si batte contro l’ignoranza, motivo di tutte le nostre sofferenze.

Questa posizione celebra un’apertura alla vita, conferisce stabilità, equilibrio, radicamento, allineamento, rafforza le gambe e la schiena.

E’ adatta quando si vuole acquisire potere decisionale e forza, per guardare in avanti con calma e consapevolezza del proprio passato.

Esistono 3 versioni, quella che presentiamo, è la più complessa, si porta il peso sulla gamba destra, portando la schiena parallela al suolo, una volta raggiunto il radicamento, si solleva la gamba sinistra e si aprono le braccia, unendo i palmi delle mani, con le braccia in linea con il capo e la schiena.

L’ESSENZA DELLA BHAGAVAD GITA

bhagavad gita L’essenza della Bhagavad Gita, commentata da Paramhansa Yogananda nei ricordi del suo discepolo Swami Kriyananda è il titolo del libro, pubblicato da Ananda Edizioni “Un vero capolavoro!…Questo libro colmerà la mente di chiunque lo legga con rispetto e meraviglia” commenta il professor Ervin Laszlo nominato nobel per la pace, mentre il famoso scrittore Neale Donald Walsch descrive l’opera in termini entusiastici: “questo libro monumentale, commovente, entusiasmante, è indubbiamente la più importante opera spirituale comparsa negli ultimi cinquant’anni. Che dono! Che tesoro!”. Sottolinea l’ambasciatore d’India in Italia Shree Rajiv Dogra: « Due grandi saggi, Kriyananda e Yogananda puntano raggi di luce sull’infinita saggezza della Gita e sulle scelte che dispiega, così da trasformare -attraverso il giusto agire- l’ordinario in straordinario». Il Lama Surya Das conferma: “Kriyananda ha gettato sui versi della Bhagavad Gita una luce che aiuterà a illuminare il sentiero del risveglio per molti anni a venire”. E i più illustri indologi italiani così commentano: Prof. Stefano Piano: “Le riflessioni del grande yogi su questo testo mirabile, custodite con entusiasmo e partecipazione affettiva nella memoria del suo discepolo Kriyananda, saranno apprezzate da qualsiasi lettore del nostro mondo e del nostro tempo”; Prof. Gianluca Magi: “in questo brillante commento ogni sincero ricercatore spirituale troverà una fonte ispirante di comprensione, un’illuminata attualizzazione del significato profondo della Bhagavad Gita”; Prof Giuliano Boccali: “Le parole di Yogananda e di Kriyananda offrono un’interpretazione originale e suggestiva, ricca delle loro diretta esperienza yogica, capace di illuminare l’attualità e la profondità dei versetti di questo libro unico”; Prof. Michele Del Re: “Nelle parole di Yogananda tutto il sapere dolce e forte della Bhagavad Gita trova un sentiero alla luce per gli uomini del terzo millennio e risponde ai nostri perché”.

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