La postura è l’atteggiamento abituale che il nostro corpo assume nello spazio.
A determinarla contribuiscono diversi gruppi di muscoli scheletrici, che si attivano continuamente per sostenerci in opposizione alla forza di gravità. Ma la postura non dipende soltanto dalla struttura del corpo: anche il modo in cui ci muoviamo e ci mettiamo in relazione con l’ambiente influenza la nostra organizzazione.
Fin dalla nascita sviluppiamo adattamenti in risposta a ciò che viviamo. Le abitudini quotidiane, le esperienze e anche gli stati emotivi possono influenzare il modo in cui utilizziamo il corpo e, nel tempo, contribuire a determinare il nostro atteggiamento posturale.
Entrare in contatto con la propria fisicità significa allora iniziare a osservare questi atteggiamenti.
Come teniamo la testa? Dove portiamo maggiormente il peso? Come sono posizionate le spalle? Cosa accade alla colonna quando siamo seduti o in piedi?
Osservarsi permette di riconoscere schemi che spesso mettiamo in atto senza rendercene conto.
Quando il corpo cerca un nuovo equilibrio
Quando l’allineamento si modifica, cambia anche la distribuzione del lavoro tra muscoli e articolazioni.
Alcune strutture possono essere sottoposte a un carico maggiore, mentre altre intervengono per compensare. Se questi schemi vengono ripetuti nel tempo, possono comparire rigidità, tensioni o fastidi.
Tenere abitualmente la testa inclinata, per esempio, può aumentare il lavoro richiesto alla muscolatura del collo. Se le spalle tendono a chiudersi in avanti, il torace dispone di meno spazio per espandersi liberamente e possono comparire tensioni nella parte superiore del busto.
Anche il bacino svolge un ruolo importante nell’organizzazione posturale. Una muscolatura addominale poco attiva o l’abitudine di spostare il peso prevalentemente su un’anca possono modificare gli equilibri della zona lombare.
Il corpo cerca continuamente di adattarsi. Proprio per questo diventa importante imparare a riconoscere le compensazioni e sviluppare una maggiore consapevolezza del modo in cui stiamo e ci muoviamo nello spazio.
Una postura equilibrata
Una postura equilibrata non significa mantenere il corpo rigido in una posizione considerata perfetta.
Significa rispettare le curve naturali della colonna vertebrale e permettere alle diverse parti del corpo di sostenersi reciprocamente senza creare tensioni non necessarie.
Il collo ricerca l’allungamento, il torace mantiene lo spazio necessario per favorire una respirazione libera e la colonna conserva le proprie curve fisiologiche. Il bacino e le anche partecipano all’organizzazione dell’intero corpo, mentre la muscolatura addominale contribuisce al sostegno della zona lombare e alla stabilità del centro.
Più che una posizione fissa, quindi, la postura può essere considerata un equilibrio dinamico che cambia e si adatta continuamente al movimento e alle situazioni che viviamo.
Il lavoro sulla postura nel Pilates
Nel Pilates l’attenzione agli allineamenti accompagna costantemente la pratica.
Durante gli esercizi impariamo a percepire la posizione dei piedi, l’organizzazione del bacino, le curve della colonna vertebrale e il rapporto tra testa, spalle e tronco.
Gli esercizi contribuiscono a rafforzare e allungare la muscolatura coinvolta nel sostegno posturale, ma il lavoro non riguarda soltanto forza e flessibilità. Una parte fondamentale della pratica consiste nell’acquisire una percezione sempre più precisa del proprio corpo.
Il centro sostiene il movimento, la colonna ricerca contemporaneamente stabilità e allungamento, mentre braccia e gambe devono potersi muovere liberamente senza generare tensioni superflue.
Non si tratta quindi semplicemente di imparare a “stare dritti”, ma di sviluppare la capacità di organizzare il corpo in maniera più funzionale.
Dalla pratica alla vita quotidiana
Il lavoro sulla postura non termina quando finisce una sessione di Pilates.
Ciò che impariamo durante gli esercizi può progressivamente essere richiamato mentre camminiamo, lavoriamo, stiamo seduti o compiamo i gesti più semplici della giornata.
Con la pratica diventa più facile accorgersi, per esempio, di quando stiamo caricando maggiormente un lato del corpo, irrigidendo le spalle o perdendo l’allungamento della colonna.
È proprio questa capacità di percepirsi che permette di intervenire sulle proprie abitudini.
Il Pilates non ricerca quindi una postura immobile da mantenere a ogni costo, ma una maggiore consapevolezza del corpo e della sua capacità di adattarsi.
Percepire gli allineamenti di piedi, bacino, colonna vertebrale e testa durante la pratica significa imparare gradualmente a riconoscerli anche fuori dallo Studio. Con il tempo, ciò che inizialmente richiede attenzione può diventare sempre più naturale e trasformarsi in una nuova abitudine posturale.