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Fitoterapici e terapie non farmacologice in gravidanza

Fonte: icffarmacisti.it
Piccolo vademecum fitoterapico in gravidanza

Un diffuso senso comune spinge le donne in gravidanza a limitare l’uso di tutte le terapie farmacologiche. Alcuni studi, infatti, mostrano che molte donne gravide tendono ad evitare l’assunzione di farmaci durante questo periodo e si indirizzano verso trattamenti non farmacologici. I disturbi per i quali più spesso sono usate le erbe sono rappresentati da nausea, insonnia, stitichezza ed infezioni urinarie.

A questo proposito sono d’obbligo alcune considerazioni di carattere generale:
• Le conoscenze relative alla farmacocinetica ed al meccanismo d’azione di una pianta o di un suo estratto, sono generalmente molto scarse e si sa ancora poco sulla distribuzione delle sostanze vegetali attraverso la barriera placentare, sui possibili effetti teratogeni e sulle loro attività farmacologiche sui tessuti embrionali.
• Sempre, ed in particolare nel 1° trimestre, l’uso di erbe medicinali e derivati, dovrebbe essere evitato o in ogni modo limitato ai casi di effettiva necessità e su prescrizione medica.
• Le sostanze vegetali maggiormente rischiose sono gli oli essenziali (presenti anche nella propoli), e gli alcaloidi, tutte sostanze ad altissima diffusibilità e dotate di basso indice terapeutico, quindi potenzialmente tossiche per l’embrione e il feto o attive sulla contrattilità uterina, e quindi potenzialmente a rischio di aborto.

Si segnalano diverse erbe e spezie che non vanno usate durante la gravidanza e l’allattamento, qui vi è un elenco ma per ogni certezza bisogna chiedere al proprio medico :

Achillea
Acoro falso
Aglio
Agnocasto
Alchemilla
Alga bruna
Aloe
Angelica
Anice
Aralia racemosa
Arnica
Artemisia
Artemisia vulgaris
Assa fetida
Assenzio

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Nuova edizione Yoga e Salute 2

Quest’oggi vi consigliamo un libro molto bello scritto da una delle migliori insegnanti di Yoga a livello Italiano ed Europeo, ovvero Gabriella Cella.
Yoga e Salute di Gabriella Cella
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La pratica Yoga ci offre lo strumento per combattere gli squilibri causati dagli attuali ritmi di vita, regolarizzando tutto il sistema neurovegetativo e ripristinando l’equilibrio psicofisico perduto.

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Migliorare Fibromialgia con il Pilates

fibromialgiapilatesFibromialgia denominata anche (FM) trae origine a livello etimologico dal latino FIBRA che indica i tessuti fibrosi, dal greco MYO (Muscolo) ed ALGOS (dolore, algia). Dolore muscolare cronico associato a rigidità, ed accompagnato da molte sintomatologie, spesso difficilmente caratterizzabili.

La Fibromialgia pare sia classificabile come malattia psico somatica, reumatica che colpisce i muscoli causando un perenne stato di tensione muscolare, derivante dalla incapacità dell’utente di “rilasciare” la muscolatura persino nella fase di riposo notturno, producendo disturbi dell’umore, ed affaticamento cronico.

Quali sono i sintomi?
Chi è sofferente di questa malattia, tende ad avere dolori alla colonna vertebrale, alla zona pelvica, alle spalle, alle braccia, polsi e caviglie.

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