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    Aforismi sullo Yoga (tratti da Yoga Sutra – Patanjali)

    Posted By admin on settembre 12th, 2008

    patanjalifp
    Gli aforismi sullo Yoga di Patanjali costituiscono la prima vera opera organica della storia della letteratura su una disciplina che, anche in Occidente, è praticata da un numero sempre pi๠elevato di persone, di qualsiasi età e classe sociale.

    Lo yoga è, prima di tutto, una disciplina e presuppone quindi un atteggiamento di apertura. Questo significa, essenzialmente, che chi intraprende questa via deve essere pronto a imparare.
    Affrontato con questa disposizione d’animo, lo yoga diviene un percorso di conoscenza e di crescita, che coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza a livello fisico, mentale e spirituale.

    Gli aforismi di Patanjali, rappresentano un punto di partenza nel quale far permeare tutti gli eventi e tutto ciಠche la vita ci mette di fronte, sono i consigli della disciplina pi๠antica del mondo.

    Capitolo 1
    SAMADHI PADA

    1.
    Ora, la disciplina dello yoga.

    2.
    Yoga è la sospensione delle attività della mente.

    3.
    In questa dimensione, lo yogi trova dimora in se stesso.

    4.
    Negli altri stati, egli si identifica con le modificazioni della mente.

    5.
    Le modificazioni della mente sono cinque e possono essere dolorose o non dolorose.

    6.
    Esso sono: corretta conoscenza, illusione, immaginazione, sonno e memoria.

    7.
    La corretta conoscenza puಠderivare dalla percezione diretta, dalla delusione o dalle parole di un illuminato.

    8.
    La conoscenza illusoria deriva da una distorsione della realà .

    9.
    L’immaginazione è priva di sostanza realein quanto si fonda su fantasie mentali.

    10.
    Il sonno è l’assenza di ogni attività di pensiero

    11.
    La memoria è la rievocazione di esperienze passate.

    12. (punto molto importante ndr)
    La pratica e il distacco dal desiderio sono i mezzi con cui si realizza il contenimento delle modificazioni della mente.

    13.
    La pratica è la costante ricerca della quiete rispetto alle modificazioni della mente.

    14.
    La pratica consapevole e pazientemente ripetuta consente di contenere le modificazioni.

    15.
    Il distacco dal desiderio si realizza attraverso la pratica della rinuncia.

    16.
    Lo stadio supremo di distacco dal desiderio si realizza quando si trascendono le qualità della natura e si raggiunge la percezione del se.

    17.
    La pratica e il distacco dal desideri consentono di sperimentare quattro tipi di SAMADHI (Il samadhi è l’ultimo degli otto stadi del percorso conoscitivo dello yoga): il ragionamento, la riflessione, la beatitudine, e la percezione della pura essenza.

    18.
    Il vuoto che deriva da quest esperienze è un’altra forma di samadhi. Le impressioni non manifeste tendono a rimanere sotto il livello di coscienza ma possono emergere creando fluttuazione e disturbando la purezza della consapevolezza di sè

    19.
    In questo stato, è possibile l’esperienza della trascendenza dal corpo o la fusione con la natura, il che puಠportare all’isolamento.

    20.
    E’ necessario praticare con fiducia e perseveranza, con concentrazione e ricettività , capacità di discriminazione, forza fisica e morale.

    Questi sono i primi 20 passi di questo cammino, tra qualche giorno, proseguiremo il nostro percorso tra gli aforismi di Patanjali

    MANTRA – e i suoi poteri

    Posted By admin on maggio 26th, 2008
    La parola MANTRA deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite manas (mente) e trayati (liberare). Il mantra si può quindi considerare come un suono in grado di liberare la mente dai pensieri.

    Sostanzialmente consiste in una formula (una o più sillabe, o lettere o frasi), generalmente in Sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero di volte al fine di ottenere un determinato effetto, principalmente a livello mentale, ma anche, seppur in maniera ridotta, a livello fisico ed energetico.

    Esistono moltissimi mantra per gli scopi più diversi; la maggior parte sono in sanscrito, ma ne esistono anche in altre lingue. Il mantra più conosciuto è il mantra Om (AUM).

    Il loro uso varia a seconda delle scuole spirituali o delle filosofie. Vengono principalmente utilizzati come amplificatori spirituali, parole e vibrazioni che inducono nei devoti una graduale concentrazione. I mantra vengono utilizzati anche per accumulare ricchezza, evitare pericoli, o eliminare nemici. I Mantra hanno origine in India all’interno dell’Induismo Vedico e nel Jainismo, popolari in diverse e moderne pratiche spirituali che si rifanno seppur in modo impreciso alle antiche pratiche delle religioni Orientali.

    I Mantra sono considerati come suoni vibrazionali, a causa della grande enfasi che si pone alla loro corretta pronuncia (grazie allo sviluppo della scienza fonetica, in India, migliaia di anni fa). Il loro scopo è liberare la mente dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali. Il processo di ripetizione di un Mantra è definito cantilena.

    Nella pratica dell’Asthanga Yoga è tradizione iniziare e concludere la pratica con invocazione o mantra di ringraziamento, ecco i due mantra da ascoltare recitati dal Guru Manju Jois:

    Shanti Mantra Manju Jois

    AŞŢĀŃGA YOGA MANTRAM (in sanscrito)

    OM

    VANDE GURUNAM CARANARAVINDE

    SANDARSITA SVATMA SUKHAVA BODHE

    NIH SREYASE JANGALIKAYAMANE

    SAMSARA HALAHALA MOHASANTYAI

    ABAHU PURUSAKARAM

    SANKHACAKRASI DHARINAM

    SAHASRA SIRASAM SVETAM

    PRANAMAMI PATANJALIM

    OM

    MANTRA DELL’ASTHANGA YOGA (traduzione)

    OM

    Mi inchino e onoro i piedi di Loto del Maestro supremo che insegna il giusto sapere,
    mostrando la via per giungere a conoscere la grande gioia del risveglio del Se’.
    Egli è il guaritore della giungla,
    conosce come sconfiggere il veleno dell’ignoranza di un’esistenza condizionata.
    A Patanjali, una incarnazione di Adisesa, di colore bianco dalle 1000 teste sfolgoranti (in forma di serpente divino Ananta)
    è di aspetto umano, al di sotto delle spalle e impugna una spada
    (discriminazione),
    una ruota di fuoco (un disco di luce che rappresenta il tempo infinito)
    e una conchiglia (suono divino)
    A Lui
    Io mi inchino

    OM

    Closing Mantra Manju Jois

    MANGALA MANTRA (in sanscrito)

    OM

    SWASTHY – PRAJA BHYAH

    PARI PALA YANTAM

    NYA – YENA MARGENA MAHI

    - MAHISHAHA GO –

    BRAHMANEBHYAHA – SHUBHAMASTU

    – NITYAM LOKAA – SAMASTHA

    SUKHINO – BHAVANTHU

    OM

    SHANTI, SHANTI, SHANTI

    OM

    MANGALA MANTRA (traduzione)

    OM

    Fai che la prosperità sia glorificata

    Fai che i Governanti, (Amministratori) governino il mondo secondo le leggi e la Giustizia

    Fai che Divinità ed Erudizione siano protette

    Fai che la gente del mondo intero Sia felice e prospera

    OM

    Pace, Pace, Pace

    OM

    Ringraziamenti e Nuovo corso Pilates a Torino

    Posted By admin on marzo 31st, 2008

    Lo Studio Yoga&Pilates,

    ringrazia tutti i partecipanti del workshop di sabato e propone il nuovo corso per i mesi di aprile – maggio – giugno TUTTI I MERCOLEDI’ dalle ore 19.00 alle 20.00 presso i locali di torino idea in Corso Tassoni 25 a TORINO

    ti aspettiamo per la tua lezione gratuita!

    Foto workshop:

    pilates-pad14-002.jpg pilates-pad14-003.jpg pilates-pad14-004.jpg

    YOGA e Trekking

    Posted By admin on agosto 3rd, 2007

    loago di manciussia

    L’immagine. Senso di libertà: questa è la prima qualità del Trekking abbinato alla pratica dello Yoga. Poche cose come il camminare per luoghi solitari e selvatici riescono ad avvicinarci alla percezione della libertà infinita e a mantenerci in stretto contatto con la natura.

    3 trekking
    La realtà. Non c’è nulla. C’è il cielo, la terra, ovunque natura. Ci sono solo i piedi, le gambe che ti portano avanti e mentre cammini anche la mente si muove per i suoi sentieri, per salite e discese, rocce, gole e crepacci. I pensieri vanno insieme al respiro e il respiro scandisce il ritmo dei passi. La salita è veramente dura e la discesa spezza le ginocchia. La fatica, a volte, è estrema. Ma è solo grazie a questo sforzo fisico prolungato nel tempo che a un certo punto si varcano i limiti consueti: è il respiro che ci porta e si entra in una sorta di ‘iperspazio’ dove ogni percezione cambia, tutto il nostro mondo interiore fatto di tessere multiformi e contraddittorie si riunisce e sentiamo che non c’è più separazione. Uno spiraglio di libertà.

    yo trekking yoga
    Necessità dei luoghi selvaggi. Questo percorso ci riporta indietro nel tempo, alla riscoperta della nostra memoria, il contatto con la natura, con i suoi colori, i suoi suoni, gli odori dell’aria fresca, dell’erba, dei fiori, l’uomo super civilizzato è trasportato in quello che è sempre stato il suo abitat, tutto è in armonia e piano piano le tensioni fisiologiche abbandonano il nostro corpo, siamo entrati in contatto con la nostra essenza naturale, con la nostra verità.

    YOGA e Trekking2
    Analogia di fatiche. Il cammino con lo zaino (che potrebbe essere individuato come le nostre preoccupazioni e i pesi/pensieri della nostra esistenza), la fatica attraverso i sentieri, la concentrazione massima per acquisire e modulare le nostre energie, la stanchezza che piano piano si avvicina, la respirazione cordinata con il nostro cammino ed infine il superamento dei nostri limiti e la pace. Il cammino della vita di tutti noi, acquisiamo consapevolezza dei nostri limiti, del loro superamento con il controllo del corpo, mente e spirito.

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    Gli 8 stadi dello YOGA

    Posted By admin on luglio 29th, 2007

    Patanjali indica al praticante 8 stadi (o arti) dello Yoga, cioè gli otto passi che conducono all’unione con il Paramatma.

    donna in meditazione

    Yama

    Con Yama si intendono i “comandamenti morali universali”, o astensioni. Sono i cinque “freni” su cui si fonda l’etica dello Yoga:
    • Ahimsa: non-violenza, astensione dall’infliggere a qualsiasi essere vivente qualunque tipo di male, sia esso fisico, psicologico, ecc.;
    • Aparigraha: distacco, non-attaccamento, astensione dalla bramosia del possedere;
    • Asteya: onestà, astensione dalla cupidigia, liberazione dall’avidità;
    • Brahmacharya: castità (intesa soprattutto come purezza morale e sentimentale);
    • Sathya: verità, aderenza al vero, sincerità (soprattutto con sé stessi).

    Niyama

    Con Niyama si intendono le regole dell’autopurificazione.
    • Saucha: pulizia, salute fisica, purezza;
    • Santosa: appagamento, felicità della mente, l’accontentarsi;
    • Tapas: ardore, fervore nel lavoro, desiderio ardente di evoluzione spirituale;
    • Svadhyaya: studio di sé stessi, ricerca interiore;
    • Ishvara Pranidhana: abbandonarsi alla Divinità, la resa al Signore di tutte le nostre azioni.

    Asana

    matsyasana - posizione del pesce
    Le āsana sono posizioni o posture utilizzate in alcune forme di yoga, in particolare nello Hatha Yoga. La funzione delle asana è direttamente collegata alla fisiologia indiana, fondata sul sistema sottile. Secondo tale sistema, attraverso l’assunzione di diverse posizioni del corpo, il praticante diviene in grado di purificare i canali energetici (Nadi), incanalare l’energia verso specifici punti del corpo ed ottenere così un notevole beneficio psico-fisico.
    Le asana conosciute sono alcune migliaia; ciascuna di esse porta un nome derivato dalla natura (soprattutto animali), o dalla mitologia induista.

    Pranayama

    Il Pranayama (controllo ritmico del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patanjali. Insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllare la respirazione e la mente, quale mezzo per la liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza,controllo, espansione). Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro (energia vitale).

    Pratyahara

    Per Pratyahara si intende l’emancipazione della mente, il suo ritiro dagli oggetti dei sensi. La ritrazione dei sensi si ottiene distaccando l’attenzione dall’ambiente esterno dirigendola verso l’interno.

    Dharana

    Il termine Dharana indica la capacità di concentrazione, diventare tutt’uno con quello che si sta facendo, con un oggetto esterno o interno. Requisito indispensabile per i passi successivi.

    Dhyana

    Dhyāna è un termine sanscrito che letteralmente significa meditazione. Dalla traslitterazione della parola Dhyāna nell’ambito delle Filosofie orientali derivano i termini Chan, in cinese e Zen, in giapponese.

    Samadhi

    Per Samadhi si intende uno stato di coscienza superiore: è l’unione con Paramatma, l’unione del meditante con l’oggetto meditato, l’unione dell’anima individuale con l’Anima universale. Si può individuare con uno stato d’essere equilibrato, raggiungimento del benessere totale, tramite un percorso che porta ad uno stato di profonda realizzazione.

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    CORSI YOGA

    Posted By admin on luglio 10th, 2007



    INIZIO NUOVI CORSI YOGA 2008/2009

    IMPERDIBILE PROMOZIONE CORSI YOGA PER TUTTO L’ANNO:

    Come dalla vera tradizione Yoga siamo gli unici a Torino che vi proponiamo i nostri corsi di Yoga ad ingresso con OFFERTA (offerta minima gradita 5€).
    DAI TU IL VALORE ALLA NOSTRA LEZIONE !!!

    Le lezioni trattano lo sviluppo delle ASANA (posizioni) del PRANAYAMA (respiro) e dello YOGA NIDRA (rilassamento profondo), oltre che tutte le varianti che questa disciplina ci può offrire da millenni. Intervalleremo le lezioni con parti di Yoga statico (Hatha Yoga) a parti di Yoga Dinamico (ASHTANGA YOGA).

    Ingresso delle lezioni ad OFFERTA (offerta minima gradita 5€)
    ISCRIZIONE ED ASSICURAZIONE 25 EURO

    Ecco la sede nella quale si svolgono i nostri corsi di YOGA:

    Tutti i martedì dalle 10,00 alle 11,00
    Tutti i martedì dalle 17,00 alle 18,00 YOGA BIMBI
    Tutti i martedì dalle 18,00 alle 19,00
    Tutti i giovedì dalle 18,00 alle 19,00

    Strada Lanzo 144 (TO) – a 2 passi da VENARIA c/o Polisportiva
    Tutti i giovedì dalle 20,00 alle 21,00
    Via Foligno 64 (TO) vicino a corso grosseto

    CONTATTI per INFO e ISCRIZIONI:
    Tel. 011.22.13.919
    Cell. 333.66.33.775
    Cell. 328.22.22.390
    Mail: info@yogapilates.it

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    LE LEZIONI DI YOGA NEL DETTAGLIO

    yoga6.jpg
    Le lezioni trattano essenzialmente pratiche fisiche: asana (posture) e pranayama (controllo del respiro) inteso come insieme di pratiche respiratorie finalizzate al governo dell’energia vitale. In queste lezioni vengono proposte varianti semplificate degli asana abbinati alla respirazione che favoriscono l’acquisizione di una corretta postura e lavorano su gli allineamenti di base, allungamenti e aperture articolari. Si cerca di portare il praticante ad un adattamento graduale agli asana superando le limitazioni personali. Le spiegazioni tecnico-pratiche e le raccomandazioni aiutano l’allievo a raggiungere una maggiore consapevolezza corporea. L’asana o posizione dona fermezza, salute e leggerezza al corpo, crea equilibrio mentale e previene l’incostanza della mente. Le asana non sono soltanto degli esercizi ginnici. Per eseguirle occorrono un luogo arioso e pulito. Possono essere eseguite da soli, in quanto gli arti del corpo forniscono i pesi e i contrappesi necessari. Colui che pratica le asana sviluppa agilità, equilibrio, resistenza e aumenta la propria vitalità. Le asana si sono perfezionate nei secoli così da esercitare ogni muscolo, nervo e ghiandola del corpo; assicurano un bel fisico, forte ed elastico, che non è legato dai muscoli e tengono il corpo lontano dalle malattie. Riducono la fatica e calmano. La loro prima importanza è nel fatto che allenano e disciplinano la mente. Sebbene lo yogi non sottovaluti il proprio corpo, non pensa soltanto alla perfezione fisica, ma anche a quella dei propri sensi, dell’anima, dell’intelletto e della mente. Lo yogi conquista il corpo con la pratica delle asana e ne fa un veicolo idoneo al proprio spirito. Eseguendo le asana, si ottiene per prima cosa la salute, che non è mera esistenza, ma uno stato di completo equilibrio del corpo, della mente e dello spirito.

    PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA PRATICA DELLO YOGA

    I seguenti punti sono consigliati per un ottimo approccio alla pratica dello yoga, in modo che i benefici dello yoga possano essere concreti per qualsiasi tipo di praticante, dal livello base e preparatorio alle asana (posizioni dello yoga), ai livelli intermedio ed avanzato.

    RESPIRAZIONE: respirare sempre attraverso il naso (almeno che non vengano date indicazioni contrarie), cercando di coordinare il respiro con la pratica dell’asana.

    CONSAPEVOLEZZA: questa è fondamentale per tutte le pratiche dello yoga, dalle asana al pranayama e via dicendo. Le asana possono ad un primo momento interessare solo il nostro stato fisico, ma se aggiungiamo a questo la nostra consapevolezza ogni persona potrà andare ad armonizzare tutti i livelli del suo essere. Nello yoga ogni movimento deve essere sentito, deve essere consapevole, dobbiamo indirizzare la nostra concentrazione su quello che stiamo facendo in modo che tutto il nostro essere sia consapevole di come respiriamo, di come ci muoviamo, di cosa percepiamo.

    RILASSAMENTO: può essere praticato in qualsiasi momento durante la pratica delle asana, specialmente quando vi sentite fisicamente o mentalmente stanchi.

    ORARIO DELLA PRATICA: le asana possono essere praticate in qualsiasi ora del giorno. In ogni caso il momento ideale per la pratica superiore di yoga sarebbe due ore prima il sorgere del sole, è il momento più indicato perché l’atmosfera è pura e tranquilla, le attività di stomaco ed intestino sono ridotte, la mente è sostanzialmente vuota di pensieri in preparazione della lunga giornata. Il praticante troverà i muscoli più rigidi la mattina presto rispetto alla sera quando invece sono più flessibili. Anche la sera, due ore prima il tramonto è un periodo favorevole per la pratica.

    LUOGO DELLA PRATICA: praticare in una stanza calma e tranquilla, o se si ha la possibilità anche all’aperto in un contesto piacevole. Non praticare dove c’è forte vento, al freddo, dove c’è aria sporca con fumo e odori spiacevoli.

    COPERTA: per le pratiche utilizzare una coperta ripiegata preferibilmente di materiale naturale, che agirà da isolante tra il corpo e la terra. In alternativa utilizzare materassino da ginnastica per la pratica.

    INDUMENTI: durante la pratica è meglio indossare abiti larghi, leggeri e comodi. Prima di iniziare la pratica togliere occhiali, orologi e gioielli.

    SVUOTARE L’INTESTINO: sarebbe preferibile prima di iniziare la pratica delle asana svuotare l’intestino e la vescica.

    STOMACO VUOTO: mentre praticate le asana lo stomaco dovrebbe essere vuoto e per essere sicuri non si dovrebbe praticare prima di due o tre ore dall’ultimo pasto.

    NON SFORZARE: non esercitare mai uno sforzo non necessario quando praticate le asana. I principianti inizialmente potrebbero sentire la muscolatura rigida, ma dopo diverse settimane di pratica regolare saranno sorpresi di trovare che i muscoli sono diventati più flessibili.

    LIMITI DI ETA’: le asana possono essere praticate da persone di ogni età, uomini e donne.

    SOSPENSIONE DELLE ASANA: se si sente dolore eccessivo in qualsiasi parte del corpo, l’asana deve essere interrotta immediatamente, non mantenere mai un’asana se si prova del disagio, l’asana deve essere sempre comoda.

    ASANA CAPOVOLTE: non devono essere praticate durante il periodo mestruale o nell’ultimo periodo della gravidanza. Importantissimo per assicurarsi che le tossine non vadano al cervello.

    posizioni_yoga_big.jpg

    ASANA (una serie di posizioni e di schede in parte scaricabili selezionate per voi):

    ADHO MUKA SVANASANA – posizione del cane a testa in giù
    ADITYASANA – (Posizione di Adity)
    ANANTASANA -posizione di ananta
    ARDHA BADDHA PADMOTTANASANA – posizione del mezzo loto in piedi
    ARDHA BADDHA PASCHIMOTTANASANA – posizione del mezzo loto
    ARDHA CHANDRASANA – posizione della mezza luna
    ARDHA MATSYENDRASANA – posizione di mezza torsione
    BADDHA KONASANA – posizione legata
    BAKASANA – posizione della gru
    BHARADVAJASANA I – posizione del guerriero
    BHASTRIKA PRANAYAMA
    BHRAMARI PRANAYAMA
    BHUJANGASANA – posizione del cobra
    BHUJAPIDASANA – posizione della spalla
    CHATURANGA DANDASANA – posizione del bastone a terra
    DANDASANA – posizione del bastone
    DHANURASANA – posizione dell’arco
    EKA PADA RAJAKAPOTASANA – posizione del piccione reale
    EKA PADA SETU BANDHA SARVANGAS – posizione del ponte con un piede
    GARUDASANA – posizione dell’aquila
    GOMUKHASANA – posizione della testa di vacca
    HALASANA – posizione dell’aratro
    HANUMANASANA – posizione della scimmia
    JANU SIRSASANA – posizione della testa verso il ginocchio
    JATHARA PARIVARTASANA – posizione di torsione attorno allo stomaco
    KARNAPIDASANA – posizione delle ginocchia alle orecchie
    KROUNCHASANA – posizione dell’airone
    KURMASANA – posizione della tartaruga
    MARICHIASANA I – posizione del saggio Marichi I
    MARICHIASANA II – posizione del saggio Marichi II
    MARICYASANA III – posizione del saggio Marichi III
    MATSYASANA – posizione del pesce
    PADANGUSTHASANA – posizione mani – piedi
    PADMASANA – posizione del loto
    PARIGHASANA – posizione del cancello
    PARIPURNA NAVASANA – posizione della barca
    Parivrtta Trikonasana – posizione del triangolo ruotato
    PARIVRTTA PARSVAKONASANA – posizione laterale rivolta ad angolo
    PARSVA UPAVISTA KONASANA – posizione laterale seduta ad angolo
    PARSVOTTANASANA – posizione rivolta ad occidente
    PASCHIMOTTANASANA
    PRASARITA PADOTTANASANA – posizione della testa tra i piedi
    SALABHASANA – posizione dela cavalletta
    SALAMBA SARVANGASANA – posizione della candela
    SETU BANDHA SARVANGASANA – posizione del ponte
    SHAVASANA – posizione del cadavere
    SIDDHASANA – posizione perfetta
    SIMHASANA – posizione del leone
    SIRSASANA – posizione capovolta
    SUKHASANA – posizione facile
    SUPTA KONASANA – posizione dell’angolo rovesciato
    SUPTA PADANGUSTASANA – posizione distesa mano – piede
    SUPTA VIRASANA I – posizione della foglia piegata
    SUPTA VIRASANA II – posizione del diamante
    SUPTA VIRASANA III – posizione dell’eroe che dorme
    SURIANAMASKARA A – saluto al sole
    TADASANA – posizione della montagna
    TRIANG MUKHAIKAPADA PASCHIMOTTAN – posizione della presa degli alluci
    UBHAYA PADANGUSTHASANA I -
    UPAVISTA KONASANA – posizione seduta ad angolo
    URDHVA DHANURASANA – posizione dell’arco
    URDHVA HASTASANA – posizione eretta con mani in alto
    URDHVA MUKA PASCIMOTTANASANA I – posizione con il viso in su
    URDHVA MUKA SVANASANA – posizione del cane a testa in su
    URDHVA MUKHA PASCHIMOTTANASANA II – posizione dei piedi legati oltre la testa
    URDHVA PRASARITA PADASANA -posizione sdraiata a gambe tese
    USTRASANA – posizione del cammello
    UTKATASANA -posizione potente
    UTTANA PADASANA – posizione allungata
    UTTANASANA – posizione di colonna intensamente allungata in avanti
    UTTHITA HASTA PADANGUSTHASANA I e II – posizione in piedi mano-piedeUTTHITA PARSVAKONASANA – posizione laterale ad angolo
    UTTHITA TRIKONASANA – posizione del triangolo esteso
    VASISTHASANA I e II – posizione di vasista
    VATAYANASANA – posizione del cavallo
    VIPARITA KARNI – posizone del corpo mezzo capovolto
    VIRABHADRASANA I – posizione del guerriero I
    VIRABHADRASANA II – posizione del guerriero II
    VIRABHADRASANA III – posizione del guerriero III
    VIRASANA – posizione dell’eroe
    VRKSASANA – posizione dell’albero

    CONTATTI:
    Tel. 011.22.13.919
    Cell. 333.66.33.775
    Cell. 328.22.22.390
    Mail: info@yogapilates.it

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